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Un nuovo modello turistico: l’Albergo Diffuso

Gli ultimi decenni hanno visto un susseguirsi di radicali cambiamenti in uno degli ambiti più fiorenti dell’economia del mondo occidentale: quello turistico. Senza dubbio, poi, l’avvento di Internet ha rappresentato una pietra miliare in questo ambito, sia dal punto di vista dell’utente-turista, sia dal punto di vista dell’operatore di settore.

E la rete offre senza dubbio una molto più vasta gamma di scelte turistiche, per quanto riguarda non solo le mete di viaggio, ma anche le strutture.

Se l’avvento del turismo di massa aveva fatto sì che le strutture ricettive si moltiplicassero (per effetto dell’aumento improvviso di domanda) e che quindi sorgessero alberghi “in serie”, oggi nuovi modelli prendono man mano piede e portano il settore dell’ospitalità in una direzione del tutto opposta.

Strizzando l’occhio ad una cultura sostenibile del turismo, ecco diffondersi sempre di più il modello di “albergo diffuso”. Un albergo che non si costruisce ma che si realizza connettendo più case di una stessa zona. Ognuna di queste case diventa una vera e propria camera d’albergo e dà la possibilità al turista di fruire a pieno del luogo in cui si trova. Si tratta di un modello ricettivo che restituisce nuova vita a case ormai abbandonate e che punta a valorizzare in particolare i centri storici.

Questo modello trova le sue origini in Carnia: dopo il terremoto del 1976, occorreva individuare un modo di valorizzare le nuove case man mano che queste venivano ricostruite. Dopo il Friuli, altri alberghi diffusi sono nati in Sardegna, in Puglia, nelle Marche, in Abruzzo… Ma è stato solo in anni più recenti che il prof. Giancarlo Dall’Ara è intervenuto a mettere ordine in questa questione e ad aprire una strada grazie alla quale oggi gli alberghi diffusi in Italia sono oltre 100 e raccolti in un’associazione, sempre fondata dal Dall’Ara.

I vantaggi di questo modello di ospitalità sono molteplici: sicuramente per lo sviluppo dei piccoli centri, perché l’albergo diffuso crea rete, fa sì che vengano recuperati immobili in disuso, attira turisti e crea occupazione.

Chiaramente anche l’albergo diffuso deve passare l’esame del web.

A questo proposito vorrei citare una interessante lettura, sempre del prof. Dall’Ara: si tratta del “Manuale dell’albergo diffuso”, edito da Franco Angeli. Qui Dall’Ara classifica i turisti in quattro generazioni, dal secondo dopoguerra ad oggi. La generazione ultima, quella interessata agli alberghi diffusi, è quella che Dall’Ara definisce del “turista aumentato”: questo turista non è altro che il viaggiatore dei nostri anni, quello che possiede gli strumenti per verificare tutte le informazioni in real time, quello che organizza e gestisce le sue vacanze in ottica di condivisione social, che sostiene cause, che costruisce e mantiene reti e relazioni. Si tratta di un viaggiatore per il quale l’esperienza social rappresenta una parte fondamentale della vacanza. Relativamente a questo, quindi, il turista aumentato è molto attento alla qualità della sua esperienza. Per cui bando al turismo di massa e alle “vacanze intelligenti” e apertura verso temi quali il turismo slow e in generale i nuovi tipi di turismo. Ed è proprio in questa ricerca di novità, di originalità che trova il suo naturale habitat l’albergo diffuso. Gli alberghi diffusi sono tutti diversi gli uni dagli altri, si inseriscono in contesti sempre diversi e questo senza dubbio contribuisce all’idea di originalità di cui parlavo prima.

Dovendo rivolgersi a questa nuova tipologia di turisti, l’albergo diffuso deve necessariamente elaborare una strategia social, con una presenza che sia costante, attiva e ricca di contenuti sempre nuovi e accattivanti.

Tuttavia la vera prova da affrontare è quella del giudizio dei turisti sul web DOPO aver soggiornato nella struttura; occorre ascoltarli e riflettere sui loro feedback.

Per i turisti di quarta generazione, il web offre ormai una serie molto ricca di vacanze “alternative”, al di fuori dei soliti circuiti. Conoscete altre tipologie? Che pensate del turismo sostenibile? Se anche voi avete ideato una formula di turismo sostenibile e volete parlarne con noi, non vi resta che contattarci alla mail redazione@popupmag.it.[ ATTRIBUTE: Please check: http://www.flickr.com/photos/22369751@N03/14351457283 to find out how to attribute this image ]

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