Facebook testa negli USA la funzione “Audio Room” per poterla lanciare anche negli altri paesi
Facebook alla scoperta delle Audio Room. Così come è stato in precedenza per alcune funzioni generate da altri social e successivamente replicate su quello di Mark Zuckerberg, anche in questo caso sta avvenendo la medesima situazione. Infatti, dopo il successo di Clubhouse, il social medium ha ben pensato di sviluppare la stessa funzione, che permetterà agli utenti di attivare delle stanze audio, a seconda dei propri interessi. Queste prevedono un funzionamento molto similare a quello di Clubhouse e Twitter Spaces. A darne notizia anche Tech Crunch.
Vediamone meglio il funzionamento nelle righe che seguono. Benvenuti su Pop Up!
Come funzionano le Audio Room di Facebook
Come anticipato, le sale audio di Facebook funzionano in modo molto simile a quelle di Clubhouse e Twitter Spaces. Anche il design è del tutto simile. Nello specifico, abbiamo la sala audio disponibile e in evidenza per gli utenti mediante evento Facebook, da cui i profili possono saperne di più ed eventualmente registrarsi per partecipare. La stanza mostra gli speaker nella parte superiore dello schermo e i partecipanti in basso. In caso si tratti di un follower o di un amico di un oratore, questo apparirà in basso dopo l’elenco degli speaker partecipanti. Chi parla in quel momento è indicato con un anello luminoso attorno al profilo. A seconda degli interventi, i vari partecipanti possono interagire con lo speaker mediante il famoso pollice verso del like o un’altra reazione, tra quelle disponibili solitamente su Facebook. Infine, sono disponibili i sottotitoli della discussione.
Le connessioni/follower di Zuckerberg (colui che ha avviato il primo test) potevano anche vedere la stanza audio in corso nella barra di stato di Rooms, nell’app Facebook.
Forse l’unica innovazione interessante legata alle stanze audio di Facebook, riguarda i gruppi. Infatti, la difficoltà maggiore è trovare una stanza audio di proprio gradimento. In questo caso, si riuscirebbe a organizzare degli interventi audio, facendo partecipare direttamente i membri dei gruppi, che si prevede siano interessati all’argomento di discussione, con maggiore possibilità di vederli partecipi all’evento.
Al momento sia Clubhouse che Twitter non hanno degli algoritmi portanti per far scoprire all’utente la stanza audio più affine ai propri interessi, e inserire l’opzione nei gruppi significherebbe riuscire ad avere un pubblico già interessato all’argomento. Il che non è da poco.
Staremo quindi a vedere come evolverà questa nuova iniziativa da parte di Mark Zuckerberg e se avrà successo. Non ci resta quindi che attendere.





































