Ad ogni modo, quella del professionista è una carriera non così differente da quella di un atleta affermato. Come gli sportivi agonisti, infatti, i pro-player devono seguire una vera e propria routine, pianificata nei minimi dettagli: si allenano diverse ore durante il giorno e hanno bisogno di alcuni strumenti appositi per fare bene il proprio lavoro. Oltre ad un computer o una console di gioco di alta qualità, con monitor, mouse da gaming, tastiera o controller personalizzati, citiamo anche l’uso di una VPN Italia, a tutela della privacy online e necessaria persino per ottenere un vantaggio competitivo rispetto agli altri giocatori.
Da Fifa a League of Legends: i videogiochi preferiti dai professionisti
Tra i titoli più gettonati dai pro-player figurano senz’altro i giochi sportivi come appunto Fifa, che da quest’anno ha cambiato denominazione in EA Sports Fc. Spazio anche per i giochi di azione e avventura, come Call of Duty e GTA. Molto apprezzati, infine, i giochi di strategia, Dota 2 e League of Legends su tutti.
Per quanto riguarda la correlazione tra questi videogame e i montepremi messi in palio, è interessante notare che proprio Dota 2 può vantare il bottino più alto nella storia degli e-sports. Questo gioco strategico di tipo MOBA (Multiplayer Online Battle Arena) offre un montepremi da ben 340 milioni di dollari, spalmato in oltre 1.800 tornei, con 4.791 giocatori pronti a darsi battaglia per vincere qualcosa. Ma nella top-5 dei videogiochi che muovono più denaro c’è anche Fortnite, al secondo posto con 174 milioni di dollari, e lo stesso League of Legends, quarto con 105 milioni di dollari.
Quanto guadagnano i pro-player in Italia e nel mondo
Il valore del ramo degli e-sports a livello internazionale ha ormai abbondantemente superato il miliardo. Una cifra foraggiata dai milioni di appassionati che quotidianamente si interfacciano con i loro giocatori e i loro team preferiti. Ma, in un simile contesto, quanto può guadagnare un pro-player? Secondo le ultime ricostruzioni, queste figure raggiungono compensi medi tra i 4.000 e i 5.000 dollari al mese, fino a un tetto di 75mila dollari annui. C’è però chi supera di gran lunga questa soglia. Un esempio è il danese Johan “N0tail” Sundstein, che ha portato a casa oltre 7 milioni di dollari giocando a Dota 2.
In Italia il movimento è ancora in fase di espansione, e per questo non può ancora dirsi fiorente come nel resto del mondo. I nostri professionisti, cioè coloro i quali hanno ricevuto premi in denaro per le loro prestazioni, sono 1.471. Il gioco nel quale sono circolati più soldi per i nostri connazionali è StarCraft II, con 777.673 dollari vinti, ossia circa al 10,9% dei ricavi dei pro-player italiani.
Attualmente, il protagonista assoluto della scena tricolore, in relazione ai propri guadagni, è “Reynor”, nome d’arte di Riccardo Romiti. Seppur giovanissimo, il nostro connazionale ha già fatto incetta di premi in carriera, con oltre 736.000 dollari vinti individualmente nei tornei di StarCraft II. Un’ulteriore dimostrazione come il pro-player, in determinati casi, possa davvero diventare un lavoro.





































