giovedì, Ottobre 15, 2026
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La nuova legge sul Copyright: cosa c’è da sapere

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Nuova legge sul Copyright: il punto della situazione

Il Diritto d’autore dovrà essere pagato anche online! Questa è stata la decisione presa nelle aule di Strasburgo con 483 voti a favore, 266 contro e 39 astenuti, per la variazione della Direttiva Europea riguardante il tema del Copyright e del Diritto d’autore, presa il 12 settembre dal Parlamento Europeo, che apre ai negoziati tra la Commissione e il Consiglio. Le nuove direttive obbligherebbero i colossi del web, come le piattaforme Social e gli aggregatori di notizie come Google News, a pagare gli editori per i loro contenuti creativi.

La decisione sulla normativa era già da diversi mesi in discussione, e dopo diverse critiche avute con la bocciatura della proposta agli inizi di luglio, la maggioranza dei parlamentari ha richiesto il riesame dei punti più controversi e ambigui per ridurre i rischi per la libera circolazione delle informazioni online, come era stato affermato dai suoi oppositori.

Aggiornamento della legge sul Copyright: i motivi della decisione

Cos’è il Diritto d’autore? Perchè aggiornarlo?

Il Diritto d’autore regolamenta lo sfruttamento delle opere dell’ingegno a fini economici, ma con le nuove tecnologie, e in particolar modo con la maggiore fruizione del web per la ricerca delle informazioni, c’è stato bisogno di una revisione della Direttiva Europea, che risultava ferma al 2001 quando Internet non aveva assunto così tanta importanza nella nostra vita quotidiana. Già dalla fine del 2015 era stata presentata una proposta per creare delle linee guida chiare e precise per armonizzare le Direttive Europee riguardanti il Diritto d’autore, ormai vecchie, di fronte alla nuova era tecnologica, sul tema delle anteprime delle ricerche e delle condivisioni sui social.

La revisione della normativa nasce dal conflitto che si è instaurato negli anni tra gli editori di alcune testate giornalistiche e le piattaforme social e Google. Gli editori infatti accusano i colossi del web di sfruttare economicamente i contenuti che non sono di loro appartenenza. Dalla nascita della chiara presa di posizione degli editori per salvaguardare i loro lavori creativi, si è venuta a creare la necessità di varare delle linee guida chiare e precise a livello europeo per regolamentare questa situazione.

Art. 11 e art.13 della nuova direttiva al centro delle discussioni

Al centro del dibattito che ha tenuto banco negli ultimi giorni a Strasburgo, sono stati principalmente l’art.11 e l’art.13 delle nuove Direttive Europee sul tema del Copyright e del Diritto d’autore, che secondo gli oppositori della proposta, se approvati avrebbero gravi conseguenze sulla libera diffusione delle informazioni in rete.

Articolo 11

L’articolo 11 nasce con l’obiettivo di bilanciare l’aspro confronto tra editori e le diverse piattaforme social, come Facebook e YouTube, e gli aggregatori di notizie come Google News, stabilendo una compensazione per gli editori e per i loro contenuti. La situazione è molto delicata perché da un lato abbiamo gli editori che vedono un abuso dei loro contenuti sulle piattaforme in esame senza un adeguato riconoscimento economico per lo sfruttamento dei loro contenuti, dall’altro abbiamo l’opinione dei colossi web, che mediante i loro portavoce affermano di star facendo già in gran parte gli interessi degli editori rendendo visibili i contenuti, favorendone la fruizione.

Ma spieghiamoci meglio. Servizi come Google News e, in generale tutti gli aggregatori di notizie in rete, guadagnano dalla grande aggregazione di notizie. Gli utenti che usufruiscono di questo servizio offerto gratuitamente, senza accedere al contenuto proposto, genera un beneficio diretto solo per quest’ultimi escludendo gli editori, che con il loro lavoro hanno dato un contributo all’arricchimento dell’offerta d’informazione presente.

C’è però da dire che servizi come Google News e aggregatori di notizie simili a questo servizio, forniscono una grande opportunità per gli editori in termini di visibilità, portando un volume di traffico maggiore ai siti che sono all’interno del servizio, nel quale possono spenderlo per ottenere maggiori introiti pubblicitari. Per questa situazione, l’articolo 11 in particolare e per l’utilizzo non autorizzato dei contenuti altrui, introduce il diritto di compensazione per gli editori.

Articolo 13

Non solo l’articolo 11 della direttiva, ma sotto esame c’è anche l’articolo 13, che è quello che desta maggiori preoccupazioni e perplessità sulla libera circolazione delle informazioni. L’articolo 13 prevede che le piattaforme web (social network e aggregatori) possano esercitare una sorta di controllo su quello che viene caricato dai loro utenti sulle piattaforme, con l’obiettivo di escludere contenuti protetti dal Diritto d’autore.

In soldoni, l’idea è che tutte le piattaforme web debbano dotarsi di una licenza per ospitare contenuti coperti da Copyright, obbligando queste piattaforme di dotarsi di tecnologie per il riconoscimento dei contenuti simile al “Content ID” utilizzato da YouTube. Cosi facendo si eviterebbe la diffusione di contenuti che violino il Diritto d’autore.

L’articolo cosi come è stato redatto, secondo una lettera firmata anche da Jimmy Wales fondatore di Wikipedia, afferma che se ciò accadesse trasformerebbe Internet:

in uno strumento per la sorveglianza automatizzata e per il controllo degli utenti.

Ricordiamo che al momento la nuova Legge sul Copyright non è stata ancora approvata in maniera definitiva, ma la decisione presa il 12 settembre dal Parlamento Europeo ha dato il mandato di negoziazione tra la Commissione e il Consiglio per arrivare alla versione definitiva della nuova Direttiva Europea sul Copyright, che vedrà la votazione nel 2019.

 

Cosa ne pensate dell’argomento? Dateci il vostro parere sull’argomento nei commenti!