giovedì, Ottobre 15, 2026
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Ricerche sul web: ChatGPT non scalza Google

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pillar-cluster con chatgpt

ChatGPT non scalza Google: i dati mostrano chi vince davvero la partita della search, nel post a cura di Pop Up

Si fa un gran parlare di AI e di come gli utenti stiano rivolgendo le proprie attenzioni a ChatGPT e similari per consumare informazioni, quindi non più Google e le vecchie serp. Ma uno studio sembra non essere d’accordo con questa affermazione. Infatti, pur crescendo, l’IA generativa non ha scalzato il dominio di Google.

Secondo Similarweb, il 95,3% degli utenti di ChatGPT continua a usare anche Google, mentre solo il 14,3% degli utenti di Google ha visitato ChatGPT nello stesso periodo (agosto 2025). A riportare questa notizia è stata Search Engine Land.

Google resta il punto di partenza (anche per gli utenti AI)

I dati parlano chiaro: nonostante ChatGPT abbia registrato 5,8 miliardi di visite in agosto, Google ne ha totalizzate oltre 83,8 miliardi nello stesso mese. Numeri che, quindi, ci fanno capire che la ricerca tradizionale è ancora il touchpoint principale per la maggioranza degli utenti.

Questi dati sono confermati anche da una ricerca Nielsen Norman Group: gli utenti anche se consultano l’IA, controllano sempre la veridicità delle informazioni ottenute su Google e altri motori di ricerca.

ChatGPT porta traffico? Dipende

Secondo il consulente SEO Brodie Clark, il traffico referral proveniente da ChatGPT è in calo per molti siti, mentre Bing starebbe addirittura performando meglio in alcune nicchie.

Tuttavia, ci sono delle eccezioni:

  • Search Engine Land ha visto un +1.233% di traffico da ChatGPT in agosto, superando Bing come fonte referral.
  • Eppure, il traffico organico da Google è stato 37 volte superiore a quello da ChatGPT.

In sintesi possiamo affermare che l’AI search è in crescita, ma è ancora ben lontana dall’essere solamente avvicinabile a divenire una valida alternativa a Google.

🎯 Cosa significa per chi fa marketing?

Per chi si occupa di SEO, content marketing e advertising, questi dati rappresentano una bussola utile. Quello che emerge per chi si occupa di digital, SEO e marketing può essere così riassunto.

  • Google è ancora il canale principale: ignorarlo a favore di soluzioni AI sarebbe prematuro.
  • ChatGPT e Bing possono generare opportunità di visibilità, ma spesso più per effetto novità che per numeri consolidati.
  • La verifica dei dati Analytics è fondamentale: ogni progetto può avere risultati diversi, e i trend generali vanno sempre incrociati con la propria realtà.

📌 Conclusioni

L’AI sta cambiando il modo in cui cerchiamo e consumiamo informazioni, ma non ha ancora scalfito l’egemonia di Google.

Almeno per ora, la strategia SEO resta Google-first, con uno sguardo attento ai nuovi touchpoint emergenti. Buon lavoro e alla prossima con gli approfondimenti su SEO e Digital Marketing, a cura di Pop Up!