Google perde terreno tra le nuove generazioni: Gen Z e Millennials preferiscono l’IA ai motori di ricerca tradizionali per la ricerca delle informazioni
Un dato che fa molto riflettere e che con molta probabilità segna la fine per Google e gli altri motori di ricerca tradizionali a favore dei sistemi di intelligenza artificiale. Infatti, un recente sondaggio condotto da Vox Media e del quale ci dà notizia Search Engine Land rivela che il 61% della Gen Z e il 53% dei Millennials utilizzano strumenti basati sull’intelligenza artificiale al posto dei classici motori di ricerca. Un dato che segna una trasformazione radicale nelle abitudini di ricerca e nella fruizione delle informazioni online. Ma andiamo con ordine.
Un cambiamento epocale nella ricerca delle informazioni sul web
Per la prima volta dal 2015, Google ha visto il suo market share scendere sotto il 90%, segnale di una crescente insoddisfazione degli utenti per la qualità dei risultati di ricerca. Al contempo, nuovi strumenti stanno ridefinendo il panorama digitale: dall’ascesa dei motori di risposta basati sull’IA alla crescente influenza di piattaforme social come TikTok, Instagram e Pinterest, divenuti ormai punti di riferimento per la scoperta di contenuti utili.
A questo punto un campanello d’allarme risuona forte nelle orecchie dei SEO di tutto il mondo e degli esperti di digital marketing in generale: se i motori di ricerca tradizionali non si utilizzano più per le ricerche, cosa accade per tutti coloro che per vivere si occupano del posizionamento dei contenuti sul web?
Questa evoluzione rappresenta, infatti, una sfida per Google e per il mondo del marketing digitale, che deve adattarsi a una realtà in cui le strategie tradizionali di SEO stanno lasciando spazio alla Generative Engine Optimization (GEO) e a nuovi metodi di posizionamento basati sull’intelligenza artificiale.
I numeri e le statistiche del sondaggio parlano chiaro:
- Il 76% degli intervistati ritiene che oltre un quarto dei risultati su Google Shopping sia “sponsorizzato o promosso”.
- Solo il 14% considera questi risultati sponsorizzati come “molto utili”.
- Il 42% degli intervistati afferma che Google e altri motori di ricerca stanno diventando meno affidabili.
- Il 55% preferisce ottenere informazioni dalla propria community piuttosto che dai motori di ricerca.
- Il 52% degli utenti utilizza chatbot AI o piattaforme social come TikTok al posto di Google.
- Il 66% degli intervistati pensa che la qualità delle informazioni su Google sia peggiorata, rendendo più difficile trovare fonti autorevoli e info davvero utili.
Secondo l’analisi questi dati segnalano una crisi di fiducia nelle piattaforme tradizionali, con utenti sempre più propensi a cercare informazioni in community di nicchia, tramite chatbot IA e attraverso i contenuti generati dagli utenti su piattaforme social.
Cosa significa questo per brand e marketer?
L’evoluzione nel mondo della ricerca online è già in corso e il panorama digitale sta cambiando più velocemente che mai. Google non è più l’unico punto di riferimento, soprattutto per le nuove generazioni, e questo apre la porta a nuove opportunità per chi saprà adattarsi.
Per brand e professionisti del marketing, il futuro è nelle strategie che integrano intelligenza artificiale, ottimizzazione per la ricerca generativa e contenuti autentici in grado di coinvolgere gli utenti su più canali.
Google non è ancora fuori dai giochi, ma la partita è appena diventata più interessante. Staremo a vedere cosa succederà. Alla prossima da Pop Up!







































