giovedì, Ottobre 15, 2026
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L’esperienza d’acquisto sulle piattaforme di e-commerce multimarche nella moda

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FioriniShop_PopUpMag_L’esperienza d’acquisto sulle piattaforme di e-commerce multimarche nella moda

Già da tempo è in corso una rivoluzione nel mondo del retail per il comparto moda che ha subito una grossa spinta dalla pandemia di COVID-19, quando ce ne stavamo tutti rinchiusi nelle nostre case senza per questo voler rinunciare alla necessità di fare acquisti. 

Una volta comprare un abito o un paio di scarpe era un’esperienza che coinvolgeva i sensi, eccezion fatta per il gusto e l’olfatto, e richiedeva una certa quantità di tempo da spendere tra le strade dello shopping per visionare il maggior numero possibile di negozi, magari abbandonandosi anche a simpatiche chiacchiere con il personale. 

Oggi invece, in piena era digitale, ai consumatori basta un semplice clic sul device per vedersi recapitare direttamente a casa, se pensiamo ad Amazon in meno di 24 ore, l’agognato oggetto dei desideri. 

Ma è realmente migliorata l’esperienza d’acquisto con lo shop online?

In un mondo che sembra girare sempre più velocemente, come se il sole e la luna avessero improvvisamente deciso di giocare a rincorrersi, acquistare sui portali online si traduce in un risparmio di tempo notevole che il consumatore può utilizzare per dedicarsi ad altro. 

Inoltre, all’interno di questi portali, è presente un’ampia gamma di brand che consentono al consumatore di visualizzare in un’unica stanza virtuale più soluzioni d’acquisto, eliminando la necessità di recarsi personalmente presso i negozi fisici di ciascun marchio. 

A ciò si aggiunge la possibilità di poterli confrontare immediatamente, ottenendo informazioni sui materiali utilizzati, oltre che sui colori e le taglie disponibili, e di poter addirittura simulare accostamenti per creare il proprio outfit personalizzato. 

Se vuoi fare una prova, visita il sito Fiorini Shop e ti ritroverai catapultato in un mondo di scarpe (e borse) fatto di modelli, colori e stili diversi. 

La sfida: negozio fisico o E-commerce?

Oltre alla bellezza e la qualità dei prodotti, pari a quelle presenti nei negozi fisici, qual è la discriminante che in un’ipotetica sfida rende l’acquisto online vincente?

Nelle piattaforme di E-commerce, spesso e volentieri, si trovano promozioni e sconti esclusivi che non sono disponibili in negozio se non durante i saldi di fine stagione. Ciò consente ai consumatori di acquistare prodotti di alta moda a prezzi più convenienti, rendendo il lusso accessibile a un pubblico più alto o più popular, per dirla alla Andy Warhol, padre della Pop Art USA.

Inoltre, molti shop online hanno adottato pratiche sostenibili per ridurre l’impatto sull’ambiente come il ricorso all’uso di imballaggi ecologici e la promozione di marchi che utilizzano materiali sostenibili (giusto per fare qualche esempio).

Dopo aver capito come e quanto sono cambiate le nostre abitudini di acquisto, la domanda sorge spontanea: come hanno reagito a questa rivoluzione le PMI (Piccole Medie Imprese)?

All’inizio quasi tutti hanno gridato alla concorrenza “sleale”, ma se è vero – com’è vero – che in un primo momento le perdite per le PMI sono state importanti, con cali delle vendite a vantaggio delle piattaforme digitali, è altrettanto vero che ciò ha accelerato il loro processo di digitalizzazione, permettendogli di raggiungere un pubblico più ampio e variegato e giocando anch’esse la propria partita nel mercato delle vendite online.

E noi consumatori?

Oggi le nostre abitudini e le nostre preferenze – potremmo addirittura azzardare le nostre vite – sono costantemente monitorate per proporci prodotti che vengono ritenuti interessanti per ciascuno di noi, proprio come aveva predetto Orwell nel suo romanzo distopico 1984 (scritto nel 1948). 

Tuttavia, a dispetto di quanto affermano i fanatici del complottismo, non ci hanno iniettato alcun chip. Al contrario, ora acquistiamo più responsabilmente e avendo a disposizione, grazie ai canali digitali, molte più informazioni sui prodotti offerti dal mercato, siamo diventati più attenti a cosa acquistiamo e lo facciamo seguendo nuovi criteri di scelta: responsabilità sociale, inclusività e impatto ambientale.