Link interni: perchè sono importanti in un processo SEO ed errori da evitare, nel post a cura di Pop Up
Nel processo SEO, ci sono tantissimi fattori che incidono sul posizionamento ottimale delle nostre pagine sui motori di ricerca. Uno dei fattori più importanti è senz’altro quello dell’internal linking o inserimento di link interni, ossia l’aggiunta nelle nostre pagine di riferimenti interni ad altre pagine del nostro stesso portale. Questa pratica ha effetti molto positivi in ambito SEO poiché trasferisce link juice alle pagine linkate e invia segnali ai crawler di Google sugli argomenti trattati all’interno del sito.
In generale, attraverso i link interni, Google comprende quali pagine sono rilevanti per l’utente e risolve eventuali conflitti e cannibalizzazioni. Inoltre, tende a costruire una mappa concettuale, con collegamenti tra varie pagine, che fungono da approfondimento anche per l’utente stesso che atterra sulla singola pagina, che può approfondire un dato argomento, rimanendo sullo stesso sito.
Fare internal linking richiede però grande attenzione, per non depauperare il grande lavoro effettuato da coloro che si occupano del sito. Da questo punto di vista, occorre evitare una serie di errori, di cui ci da notizia il sito Search Engine Land, e che noi vi riportiamo nelle righe a seguire. Bentornati sul nostro portale!
Link interni: errori da non commettere
Nel processo SEO di internal linking, abbiamo una serie di errori che non vanno commessi, per non mandare in fumo tutto il lavoro svolto sul sito, che in alcuni casi possono depauperare anche risorse economiche investite sul progetto.
Quali sono i principali errori da non commettere? Vediamoli insieme nelle righe a seguire:
- Inserimento di anchor text non descrittive. Si tratta di uno degli errori più comuni e banali che possono essere commessi in ambito SEO. Se vogliamo dare maggiori informazioni a Google e agli altri motori di ricerca sul tema trattato dal link interno, cosa buona e giusta sarebbe quella di inserire un anchor text che descriva la pagina linkata. Da evitare, quindi, anchor come “Clicca qui”, “Info qui”, e via discorrendo.
- Cannibalizzazione delle anchor text. Altro errore comune è quello di cannibalizzare le anchor text, inserendo sempre la medesima anchor per pagine diverse. Il risultato è non posizionare in modo competitivo nessuna di esse. Cerca sempre di differenziare le anchor text in base alle pagine di destinazione, e magari di utilizzare anchor diverse ma sinonimi per la medesima pagina linkata.
- Footer link spam. Altro problema comune nell’internal linking è lo spamming di link interni nel footer. I link nel footer ammessi sono le pagine “Chi siamo” e “Contatti”, i link alle pagine delle categorie principali, i link alle politiche di copyright e accessibilità, privacy e cookie policy, e i link ai social media e alle informazioni specifiche della località. Nient’altro!
- Link a pagine noindex. Altro errore molto grave è inserire all’interno della pagina link interni che riportano a pagine noindex. Non ha alcun senso farlo, e può rivelarsi controproducente per il tuo progetto.
- Link a pagine 404 e 503. Qui il problema è legato al segnale che invii a Google e agli utenti che cliccano sul link: non c’è pagina di destinazione. E’ un segnale di scarsa qualità del sito e di contenuti non aggiornati.
- Usare plugin automatici di internal linking. L’uso di plugin può rivelarsi utile molte volte, ma in questo caso può essere un problema per la tua linking interna. Cerca di non automatizzare questa pratica ma di farla manualmente.
- Pagine con url con reindirizzamento. Altra pratica non vista di buon occhio da Google è quello di avere all’interno delle proprie pagine dei collegamenti interni a pagine reindirizzate. Ma uno dei motivi principali per evitare di cambiare gli URL è che ciò crea reindirizzamenti interni dei permalink. Questi passaggi aggiuntivi del server possono ridurre il flusso di PageRank attraverso il sito e persino impattare la velocità della pagina su larga scala.
- Sbaglio nella posizione del link interno nella pagina. È generalmente riconosciuto che un link inserito nel contenuto dovrebbe essere più in alto possibile nella pagina. Questo vale sia per i link esterni che per quelli interni. Questo perchè Google esplora una pagina dall’alto verso il basso: prima l’intestazione, poi il corpo e tutto il resto dopo.
- Pagine di contenuto orfane. Una pagina di contenuto orfano è una pagina interna che non ha link interni in entrata. Risolvere il problema delle pagine di contenuto orfane rappresenta l’opportunità unica per un proprietario di sito che desidera migliorare la loro scopribilità tematica con Google e il loro posizionamento. Come regola generale, occorre fare in modo che una pagina abbia almeno 3-5 link in entrata unici e da contenuti correlati.
Correggere questi errori vi consentirà di migliorare il posizionamento della singola pagina, delle pagine linkate all’interno, e in generale dell’intero progetto editoriale. Alla prossima, con i post a cura di Pop Up!







































