giovedì, Ottobre 15, 2026
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SEO: i tuoi siti sono in difficoltà su Google? I consigli di Danny Sullivan per risollevarsi

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I tuoi siti sono in difficoltà su Google? I consigli di Danny Sullivan per risollevarsi, nell’angolo della SEO di Pop Up

Come tutti sappiamo, gli ultimi aggiornamenti a cura di Google hanno sconvolto la comunità SEO mondiale, con moltissimi siti che hanno perso traffico nel giro di pochi mesi, scomparendo letteralmente dalle serp, nonostante seguissero le strategie tradizionali del posizionamento sui motori di ricerca. Search Engine Land ha raccolto, in un suo interessante post, i consigli di Danny Sullivan, Search Liaison di Google, per scrollarsi di dosso una situazione che si è fatta pesante per molti.

Ecco i tre principali consigli di Sullivan per recuperare parte del traffico andato perduto e riottenere la fiducia di Google:

  • Continuare a creare contenuti di alta qualità e scrivere ciò che per i tuoi lettori ritieni sia importante e non ciò che ti serve per posizionarti su Google;
  • Diversificare le tue fonti di traffico (non concentrarti quindi solo sulla SEO) e promuovere i contenuti su più canali.
  • Costruire un pubblico coinvolto, che ti conosce e interagisce con te su più canali, come ad esempio mail e social media;

Ciò significa solo una cosa: che un progetto, per avere successo nel posizionamento su Google, non deve lavorare solo in funzione del posizionamento sui motori di ricerca, che questo deve diventare solo una delle tante fonti di traffico.

Quindi, una volta creati dei contenuti di qualità, utili per il tuo pubblico e che rispettino alcuni parametri promossi dalla stessa Google, il compito del SEO moderno è promuovere il post sui vari canali e portare traffico dagli stessi al sito.

Pensiamo ad esempio ai canali social oppure a link esterni che citano la tua fonte, o ancora il traffico prodotto dalla tua pagina aziendale su Google My Business. Deve essere quindi un progetto editoriale a 360 gradi, che non deve solo usare i contenuti per posizionarsi su Google. Quei tempi sono ormai finiti. Anche se, lo stesso Sulllivan, ha poi chiarito che in alcuni casi la colpa non è nemmeno del sito in sé ma di Google, e magari futuri aggiornamenti potrebbero alleviare le pene di molti.

Conclusioni

Ancora una volta, non conosciamo le reali intenzioni di Google, ma dalle parole di Sullivan abbiamo compreso come oggi la SEO sia divenuta una disciplina olistica, che abbraccia più aspetti e non solo la semplice ricerca ma il progetto nel suo complesso.

Avere un brand riconoscibile e ricercato, lavorare sui contenuti, sviluppare traffico da più fonti ed essere riconosciuto come autorevole sembrano essere i punti su cui lavorare maggiormente.