Molti consigli di amministrazione raccontano la stessa difficoltà: assumere è complicato, legare le persone all’azienda sembra quasi impossibile. Il fondatore di Bliss spiega perché la risposta passa dal senso di appartenenza, e quindi dal brand
Un’impresa attrae talenti quando offre qualcosa a cui valga la pena appartenere: un gruppo riconoscibile, un’identità chiara, un brand di cui le persone possano andare fiere.
Per Francesco Acri, advisor di brand, fondatore e amministratore delegato di Bliss, società di Brand Advisory e Brand Governance con sedi a Roma e Milano, è questa la leva che molte aziende hanno perso, e che nessuna offerta economica da sola può sostituire.
Un problema che i vertici conoscono bene
Attrarre persone, nella configurazione attuale del mercato del lavoro, è diventato un problema reale. Bliss lo ascolta di continuo dai consigli di amministrazione con cui lavora: la difficoltà non riguarda solo l’assunzione, ma la possibilità di legare le persone all’azienda nel tempo, che molti vertici considerano ormai quasi impossibile.
I dati confermano la dimensione del fenomeno. Secondo il sistema informativo Excelsior di Unioncamere, nel 2025 il 47% delle assunzioni previste dalle imprese italiane è risultato di difficile reperimento.
Dal noi all’io
Per spiegare il cambiamento, Acri parte da un confronto che i vertici fanno spesso. Per generazioni intere, il lavoro e l’azienda in cui lo si svolgeva sembravano destinati a durare per sempre. Il legame tra la persona e il brand restava forte negli anni: si andava fieri di appartenere a un gruppo, e quell’appartenenza era parte dell’identità di chi ci lavorava.
Oggi il punto di vista è cambiato. Ciascuno ragiona al singolare: la propria carriera, la propria crescita, la propria prossima opportunità. Una trasformazione dovuta al contesto industriale, al mercato, ai cambiamenti socio-economici in atto. Tanti fattori che, indirettamente, hanno colpito le imprese, facendo in modo che l’appartenenza oggi non rappresenti più un dato di partenza. L’unico modo per ottenerla è costruirla.
«Le persone non scelgono più un’azienda per sempre», osserva Acri. «Scelgono un gruppo in cui riconoscersi. Se l’impresa non sa dire chi è, non ha niente da offrire oltre allo stipendio».
Perché è una questione di brand
Il candidato conosce l’impresa prima del colloquio. La conosce come cliente, ne legge le recensioni, la vede sui social, ne sente parlare da chi ci lavora. Se il brand comunica un’identità debole o contraddittoria, il talento migliore lo percepisce subito, e sceglie un’impresa di cui sentirsi parte.
Per Acri il brand da datore di lavoro non è un progetto separato da affidare alle risorse umane. È lo stesso brand, osservato da chi deve decidere se entrarci. Un marchio diluito, che dice cose diverse a pubblici diversi, non attrae nessuno, perché non offre un’identità a cui appartenere.
Il senso di appartenenza si costruisce ogni giorno
L’appartenenza si pratica. In Bliss, per esempio, la squadra pranza insieme ogni giorno in sede, con un servizio affidato a uno chef. Guai a chiamarlo benefit, però: per Acri si tratta di un collante. È il tempo in cui le persone interagiscono, rafforzano le loro relazioni e costruiscono un senso di gruppo.
Un principio, questo, che vale per qualsiasi impresa: le persone si legano a ciò che vivono, non a ciò che leggono in un annuncio di lavoro. Dopotutto, le scelte quotidiane dicono chi è un’azienda più di qualsiasi campagna di selezione.
Una responsabilità del vertice
Per Acri attrarre talenti non si risolve con una campagna sulle carriere. Richiede che il vertice stabilisca che cosa l’impresa è, che cosa promette a clienti e persone, e che quella promessa venga mantenuta nel tempo.
Nel modello proprietario di Bliss, articolato su Advisory, Brand Governance e Operations, la coerenza tra ciò che il brand dice fuori e ciò che si vive dentro è un compito della Brand Governance. È lì che la cultura d’impresa smette di essere una dichiarazione e diventa una ragione per scegliere un’azienda.
Ogni impresa ha il suo modo di farlo, e il suo tavolo a cui sedersi. Un annuncio di lavoro promette un gruppo, ma sono le giornate a mostrarlo: il candidato lo capisce già al primo colloquio, e chi lavora in azienda lo capisce ogni mattina. Quando quel gruppo esiste davvero, le persone smettono di cercare altrove, perché hanno trovato qualcosa di cui andare fiere.
Chi è Francesco Acri. Francesco Acri, nato nel 1990, è advisor di brand e guida Bliss come fondatore e amministratore delegato. La società, costituita nel 2025 con sedi a Roma e Milano, lavora con i vertici delle imprese su brand, reputazione e cultura d’impresa.








































