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Woman not object: basta abusare del corpo della donna nella pubblicità

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Woman not object: basta abusare del corpo della donna oggi in HorrorADS

Woman not object! Basta strumentalizzare il corpo della donna come oggetto per spingere un prodotto.

Sempre più spesso le aziende, con annesse agenzie di comunicazione, utilizzano questo pretesto facendolo diventare un archetipo.

Sulla base di questo concetto è possibile notare come il pensiero imprenditoriale stia cambiando. Infatti, un po’ come la politica, per essere primi nella top of mind della propria audience, le aziende minimizzano i valori, facendoli diventare marginali nella comunicazione e sempre più professionisti utilizzano i principi di Neuromarketing per indirizzare i consumatori verso i loro prodotti. La colpa di tutto questo non può essere attribuita interamente alla globalizzazione, ma la causa principale, secondo il nostro parere, è nella carenza delle idee generata dalla troppa iper-competizione e dalla presunzione che simboli come nel caso in esame, possano essere un abito per tutte le occasioni.

Per la nostra rubrica HorrorADS, non poteva mancare uno degli emblemi della pubblicità censurata, cioè il brand Tom Ford. Infatti, la maison, attraverso la comunicazione dei propri prodotti, ha più volte esplicitato il messaggio che il “il sesso vende”. Nel 2007 il brand Tom Ford effettuò una campagna promozionale per la vendita di un profumo per uomo. Per ovvi motivi, la campagna fu censurata in molti paesi, tra cui l’Italia. Infatti, nella comunicazione pubblicitaria si può notare come il profumo, inteso come oggetto e non nella forma, assumesse significato del pene maschile. Da cosa è possibile desumerlo? Dal fatto che nella pubblicità il profumo era posizionato in diverse parti erogene della donna. Quello che si esplicitava nel messaggio, era l’assunto del ruolo della donna con il significato di oggetto sessuale che gli uomini potevano conquistare grazie a questa nuova fragranza.

Utilizzare l’elemento sessuale per pubblicizzare dei prodotti di abbigliamento o come il caso in esame, dei profumi come richiamo, dovrebbe essere solo un puro gioco di semantica, ma utilizzare il simbolo della donna, alla maniera di Tom Ford, come strumento di vendita è volgare e alquanto lesivo per l’universo femminile. Nella cultura mondiale, le donne hanno lottato per molto tempo per il loro status di persona e trasmettere il messaggio che siano soltanto oggetti del piacere non è una scelta alquanto felice. La cosa più sconcertante e che evidenzia fortemente una mancanza di idee è come le stesse pubblicità di Tom Ford siano copiate e prese come modello nello stesso settore. Non ultimo è stato il caso di un’azienda marchigiana di abbigliamento maschile, che ha copiato interamente una pubblicità della maison americana.

Il caso di Tom Ford è solo uno dei tanti e troppi casi ormai di strumentalizzazione, poiché camminando per la strada non si vede altro che questo genere di comunicazione pubblicitaria. Con la speranza che questo genere di violenze comunicative finiscano al più presto, dalle HorrorADS è tutto, passo e chiudo!

 

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