liverpool stadio

Prima che il Coronavirus stravolgesse il mondo intero e con se portasse via anche la bellezza di uno sport come il calcio, il Liverpool era primo in classifica con oltre 25 punti di vantaggio sul Manchester City. Non male insomma. A riprova della potenza e superiorità del club, la visione estremamente futuristica del suo Vice-president of Digital Media and Marketing, Drew Crisp, che ha recentemente dichiarato quanto creda nella realtà virtuale (VR) e nella realtà aumentata (AR), oltre che nella loro larga e veloce diffusione, a patto però che la Tecnologia 5G inizi seriamente a prendere piede.

Intervistato al The Drum’s Digital Transformation Festival Crisp ha dichiarato:

Il 5G porterà la reale possibilità tecnica di utilizzare correttamente VR e AR, e man mano che il 5G maturerà sempre più persone si iscriveranno. Per questo mi aspetto di vedere un vero movimento in quelle aree nei prossimi 12-18 mesi. Questo per noi potrebbe significare che per i momenti salienti post-partita saremo in grado di mostrare un replay davvero coinvolgente di una partita come se l’azione venisse vissuta attraverso gli occhi di uno dei nostri giocatori. Le persone andranno sempre negli stadi poiché l’atmosfera dal vivo è così avvincente, ma laddove alcune persone non saranno in grado di recarsi fisicamente allo stadio, questa tecnologia potrà far vivere loro un’esperienza molto simile. Si tratta solo di essere in grado di adattare correttamente questa tecnologia al mercato internazionale,  perché ad oggi non siamo ancora del tutto pronti. 

Continuando nell’intervista, Crisp ha anche risposto alla domanda più delicata in questo momento, come la pandemia abbia impattato il marketing plan del Liverpool:

Siamo in un tempo senza precedenti ma la nostra priorità è quella di proteggere i nostri giocatori e tutto il nostro staff. In futuro molto probabilmente si presenterà l’opportunità di raggiungere i nostri giocatori in remoto e realizzare dei contenuti come se fossero un diario quotidiano. Stiamo anche pensando di lanciare delle vere competizioni. Il nostro obiettivo è quello di creare contenuti che possano tenere le persone impegnate e strappargli una risata durante questo periodo così difficile. Abbiamo bisogno di dare ai nostri fans una via di fuga ma mentirei se dicessi che non sia sfidante riuscirci.

E’ stato poi chiesto a Crisp quale fosse secondo lui la tipologia di contenuto che funziona meglio per i club di calcio quando si tratta di dover creare engagement con i propri fan, anche con la presenza di sponsor.

Crisp ha citato una recente campagna Nivea, dove uno dei campioni più amati del momento del Liverpool, il difensore Virgil van Dijk, sorprende un lavoratore di un supermercato inglese dandogli la possibilità di incontrare tutti i suoi giocatori preferiti:

Ha avuto un  successo sorprendente in quanto ha creato una reazione emotiva e i fan hanno potuto vedere che era un’opportunità unica nella vita. Se i brand trovano un modo per usare i nostri giocatori e suscitare emozioni, allora vinceranno davvero; insomma il punto è che devi far esporre realmente il brand per fare colpo sulla nostra fan base.

 

Il Liverpool è da anni uno degli esempi più virtuosi di come il calcio stia andando al passo con i cambiamenti che una società sempre più digitale sta subendo con una capacità straordinaria di riuscire a fare sempre centro!

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