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“Voglio sposarmi” il claim che ha scosso il Marocco

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“Voglio sposarmi” il claim che ha scosso il Marocco

Quando si tocca l’argomento amore nelle pubblicità, si sa, non è mai una cosa semplice. Lo sa bene il colosso Svizzero Nestlé che con la sua ultima campagna pubblicitaria diffusa in Marocco, dal claim “Voglio sposarmi”, ha scatenato accuse di sessismo da parte del popolo femminile, che l’ha portato a ritirare la campagna. Quando abbiamo appreso di questa notizia, siamo stati molto sorpresi, data la battaglia di Nestlé per difendere l’uguaglianza e la diversità. Ma tant’è, anche Nestlè finisce su HorrorADS! Entriamo subito nel merito della questione.

Il caso Nestlè

Per stimolare le vendite in Marocco, l’azienda Nestlè ha ideato una mini serie dal titolo “Voglio sposarmi”. Le cinque donne protagoniste dovevano conquistare l’approvazione di una madre per poter sposare il figlio, Mister Anas, sfidandosi in cucina.

Nel primo episodio le partecipanti in gara hanno avuto il loro ben da fare, affrontando una delle sfide più difficili per una moglie: preparare un dessert per il proprio marito, utilizzando il latte condensato a marca Nestlé.

Lo stereotipo come leva pubblicitaria

Già dal primo episodio, la campagna “Voglio sposarmi” ha manifestato i primi esiti negativi da parte delle donne marocchine. Infatti, appena finito di trasmettere l’episodio, ha iniziato a circolare l’hashtag “shame of Nestlé”, discutendo su come questo tipo di réclame sia degradante e alquanto sessista, ma soprattutto si basasse su dei valori antiquati e superati. La storica Samia Errazzouki, in precedenza giornalista inviata in Marocco, attraverso un tweet, ha riportato la scena finale dell’episodio che a nostro avviso è anche la più brutta dal punto di vista comunicativo. Nella scena in questione si vede la madre mettere in riga le concorrenti dicendo che, Mister Anas, promesso sposo alla vincitrice, non ha gradito uno dei dolci preparati dalle pretendenti e chi l’avesse preparato sarebbe dovuta tornare a casa.

Il nostro parere sulla serie

La storica ha evidenziato come, interpellando il manager locale, l’approccio sia stato liberamente voluto dall’azienda, data la sua possibilità di essere interpretata in diversi modi oltre che essere divertente. Questa dichiarazione ha ulteriormente infiammato il parere negativo generato dalla pubblicità sui social portando Nestlé a scusarsi per l’accaduto e a ritirare con effetto immediato la pubblicità.

Il caso di Nestlé non è l’unico poiché molte aziende hanno seguito la stessa linea, incappando nello stesso errore. L’errore a mio parere è stato quello del non comprendere appieno il target di mercato.

 

Dalle Horror Ads è tutto, passo e chiudo.

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