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Value co-creation: il presente ed il futuro del marketing

Value co-creation: vi dice qualcosa?

Se effettivamente qualche idea su cosa possa significare e sul peso che possa avere vi è saltato in mente, o se volete invece schiarire il nero che assale i vostri pensieri alla lettura di questa parola, in ogni caso, siamo qui per risolvere il problema.

 Value co-creation: che cos’è?

Cominciamo con il dire che il motivo per il quale è nato il concetto di co-creazione di valore va molto al di là di una semplice moda momentanea. Sicuramente è figlio dell’inversione di rotta che il marketing dei nostri tempi ha subito, che è assimilabile, se non del tutto sicuramente in parte, alla rivoluzione copernicana dei pensieri economici, e che ha fatto si che la centralità del cliente divenisse sempre più cruciale fino a diventare imprescindibile.

Da qui, parlare di contenuti co-creati insieme ai consumatori il passo è stato molto breve.

Stiamo parlando della direzione nella quale stanno andando, ormai di frequente, tutti i più grandi brand internazionali, che utilizzano i propri consumatori per generare contenuti in modo da coinvolgerli attivamente non solo nella creazione stessa del prodotto, ma in tutto il processo, compresa ovviamente l’attività di advertising. Vi abbiamo parlato di questo tema già molto tempo fa portandovi come esempio il caso Fiat, che ha deciso di coinvolgere  i propri consumatori più fedeli in tutto il processo di creazione della nuova Fiat 500.

Stiamo parlando di qualcosa che è avvenuto nel lontano 2007, a conferma del fatto che l’inversione di tendenza è ormai in atto da tempo: il cliente non viene più veicolato verso il brand, ma è lui stesso il fulcro dal quale il brand  si rigenera e trae nuova linfa vitale. Si tratta di fatto di un’attività in grado di fondere insieme il valore del brand con quello dei consumatori.

Oltre alla normale conseguenza di un cambiamento più ampio che coinvolge il marketing in ogni suo aspetto, la value co-creation è anche figlia della necessità di bypassare strumenti quali l’ad-blocking così come dell’interesse a cavalcare l’onda dello sviluppo incontrastato di nuovi strumenti comunicativi come i social network.  

Il caso Lego Ideas

Da Socialmediatoday prendiamo due esempi molto ben riusciti per farvi capire di cosa stiamo parlando. Il primo è di LEGO che nel 2008, con l’iniziativa LEGO Ideas ha deciso di puntare su dei play-set nati dalle idee dei propri fans condivise tramite il sito del brand: 

co-creation marketing

Dal 2008 in avanti sono stati proprio i fans dei LEGO a generare tutti i  play set del brand, da quello ispirato a “The Big Bang Theory” fino a quello che ricalcava i “The Beatles“. LEGO è stata una delle prime aziende mondiali a capire che questo nuovo metodo sarebbe stato davvero fruttuoso, i clienti si sentono parte integrante della creazione del prodotto di cui sono fan da sempre e si legano molto più profondamente al brand di quanto non farebbero con altre tipologie di engagement, senza dimenticare inoltre che i consumatori sono un’enorme fonte di creatività e di idee, un Brand Lab infinito e che genera sempre nuove idee vincenti. Altro aspetto da non sottovalutare è poi la maggior tranquillità che quest’attività permette nel momento in cui si decide di lanciare un nuovo prodotto sul mercato dal momento che lo stesso sarà automaticamente approvato da coloro che hanno contribuito a crearlo.  

La logica che Lego Ideas segue è la seguente:

  1. Il fan crea, nei suoi momenti liberi e quindi nei tempi che desidera, una costruzione Lego del tutto nuova. 
  2. La carica poi sul portale LEGO Ideas.
  3. La creazione ha un lasso di tempo, precedentemente stabilito, per raggiungere i 10.000 supporter sulla pagina di LEGO Ideas.
  4. Il Fan crea da solo tutta la “campagna promozionale” per raggiungere questi 10,000 supporter.
  5. Una volta giunto a quota  10.000 supporter, il team di  LEGO si riunisce e sceglie i propri favoriti.
  6. La miglior creazione di LEGO Ideas diventa il vero e proprio playset LEGO a livello mondiale con una percentuale delle vendite che va al creatore della stessa. 

lego the big bang theory

 Il caso Polaroid

L’altro esempio riguarda invece Polaroid che ha puntato forte sul concetto di influencer marketing per spingere la value co-creation. Nello specifico il brand ha lanciato una campagna influencer in collaborazione con Social Native, una piattaforma che permette ai brand di stabilire un contatto con 14 milioni  di creatori  indipendenti di contenuti che vengono ovviamente pagati per immagini acquistate dai brand stessi.  

La prima campagna con Social Native di Polaroid ha raggiunto 2.5 milioni di utenti su Instagram in tre settimane. Si tratta di una vera e propria attività di crowdsourcing mediante la quale il brand riesce a spendere molto meno denaro e a trovare l’idea migliore in un lasso di tempo molto inferiore al normale, oltre alla sicura reazione positiva del pubblico. 

co-creation marketing

 

Come avete potuto capire l’operazione di co-creazione di valore si è ormai definitivamente imposta come nuova direzione intrapresa da tutti i più importanti brand mondiali.

Per questo vi diciamo di tenervi pronti e pieni di idee perché il prossimo incarico da parte del brand che amate potrebbe essere dietro l’angolo. Magari perchè no, di Pop Up Magazine!

 

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