Tifo femminile in Serie A: in Napoli e Roma superano per la prima volta gli uomini secondo lo studio di StageUp, e le evidenti implicazioni sul marketing, nel post a cura di Pop Up
Il calcio italiano sta cambiando anche sugli spalti e nelle community che ruotano attorno ai club. Per la prima volta in 26 anni di rilevazioni, due grandi squadre di Serie A registrano una tifoseria composta in maggioranza da donne. Si tratta di Napoli e Roma, secondo quanto emerge dalla ricerca Sponsor Value realizzata da StageUp con la collaborazione di Ipsos Doxa.
Nel caso del Napoli le donne rappresentano il 52% dei tifosi, contro il 48% degli uomini. Il dato diventa ancora più evidente per la Roma, dove la componente femminile raggiunge il 54%, mentre quella maschile si ferma al 46%.
Numeri che non rappresentano soltanto una curiosità statistica, ma evidenziano una trasformazione interessante anche dal punto di vista del marketing sportivo e delle strategie commerciali dei club e dei loro sponsor.
Il 45% dei tifosi della Serie A è donna
Napoli e Roma rappresentano i casi più evidenti di un fenomeno che interessa l’intero campionato.
Oggi il 45% dei tifosi delle squadre di Serie A è costituito da donne, mentre gli uomini rappresentano il restante 55%. Nella stagione 2019/20 la componente femminile si fermava al 41%: in pochi anni si registra quindi un incremento di quattro punti percentuali.
Differente è la composizione delle fanbase delle altre grandi società italiane. Nella Juventus gli uomini costituiscono il 54% dei sostenitori, mentre nel Milan raggiungono il 56%.
La maggiore prevalenza maschile tra le big considerate dalla ricerca riguarda invece l’Inter, dove gli uomini rappresentano il 63% della tifoseria.
Interesse e tifo: perché aumenta il coinvolgimento femminile
Un altro dato permette di comprendere meglio il fenomeno. A giugno 2026, le donne rappresentano il 43% delle persone interessate al campionato di Serie A. Quando dall’interesse generale si passa però al tifo per una determinata squadra, la percentuale sale al 45%.
Secondo la ricerca, questa differenza può essere collegata ad alcuni elementi caratteristici del rapporto tra tifoso e club. Nella componente femminile assumerebbero infatti particolare importanza la vicinanza emotiva alla squadra, il senso di appartenenza, i colori sociali e il rapporto tra club, territorio e comunità.
Il calcio, in altre parole, viene vissuto non soltanto come spettacolo sportivo, ma anche come elemento identitario e occasione di condivisione.
Tra i 25 e i 44 anni il tifo è quasi paritario
Particolarmente significativo è quanto emerge analizzando le fasce anagrafiche. Tra i 25 e i 44 anni la componente femminile raggiunge il 48%, avvicinandosi quindi alla completa parità con quella maschile.
Il dato suggerisce un cambiamento generazionale nella composizione del pubblico della Serie A. Rispetto al passato esistono inoltre molte più modalità per vivere il rapporto con la propria squadra.
Stadio e televisione sono affiancati da social network, piattaforme digitali, contenuti prodotti direttamente dai club, community online ed eventi.
L’esperienza calcistica è diventata più accessibile e articolata, permettendo di intercettare pubblici differenti.
Cresce anche il calcio praticato dalle donne
L’aumento del tifo si accompagna alla crescita della pratica calcistica femminile. Secondo i dati FIGC riportati nell’analisi, negli ultimi nove anni le calciatrici tesserate in Italia hanno raggiunto quota 46.000, aumentando del 91%.
Le praticanti amatoriali sono invece arrivate a circa 140.000, con una crescita del 43%. Parallelamente, dal 2022 le presenze dal vivo alle partite della Serie A femminile sono triplicate.
Il fenomeno interessa quindi differenti dimensioni: pratica sportiva, pubblico degli eventi e seguito delle principali squadre maschili.
Cosa cambia per club, sponsor e marketing sportivo
La trasformazione della fanbase può avere conseguenze importanti anche per le strategie di comunicazione.
Una tifoseria più equilibrata modifica innanzitutto l’idea stessa di target calcistico. Considerare il pubblico della Serie A come prevalentemente maschile rischia di offrire una rappresentazione sempre meno aderente alla realtà, soprattutto nel momento in cui alcune società presentano già una maggioranza di sostenitrici.
Per gli sponsor significa poter progettare attivazioni rivolte a un pubblico più ampio, mentre per i club aumenta la necessità di sviluppare contenuti, servizi ed esperienze capaci di rappresentare una community maggiormente diversificata.
Anche il valore commerciale del fenomeno assume dimensioni significative. Secondo i dati citati da StageUp, i ricavi globali dello sport femminile d’élite sono stimati a 3 miliardi di dollari, con una crescita del 340% rispetto al 2022. Il calcio dovrebbe generare il 35% del valore complessivo.
Commentando i risultati, Giovanni Palazzi, Presidente di StageUp, ha dichiarato:
“Le donne sono ormai una componente strutturale e crescente del mondo del calcio, sia dal punto di vista sociale che economico. Per la maggioranza delle tifose l’interesse per la Serie A coincide con il tifo vero e proprio: la squadra diventa un elemento di appartenenza a un territorio e a una comunità oltre che un modo per condividere una passione con il partner e la famiglia. Questo percorso di avvicinamento ha radici in una esperienza legata al calcio profondamente mutata. Viviamo in una realtà in cui la pratica sportiva femminile è pienamente accettata, l’esperienza dello spettacolo di una partita di Serie A offre servizi progettati per un pubblico sempre più ampio e diversificato e, infine, il digitale semplifica l’accesso ai contenuti e ne permette declinazioni più unisex, sintetiche e immediate. Questo significa un calcio sempre più trasversale, coinvolgente a 360° e con un potenziale economico rilevante e crescente. I ricavi globali dello sport femminile d’élite si stima raggiungeranno quest’anno i 3 miliardi di dollari con una crescita del 340% rispetto al 2022 con il calcio che genererà il 35% del valore complessivo: un segnale chiaro di quanto il pubblico femminile rappresenti oggi una leva commerciale, non solo valoriale, per l’intero sistema calcio.”
Conclusioni
I numeri di Sponsor Value fotografano quindi un cambiamento che interessa contemporaneamente sport, società e marketing. La crescita della componente femminile non riguarda più una nicchia del pubblico calcistico, ma sta modificando la struttura stessa delle fanbase. Il primato raggiunto da Napoli e Roma rappresenta il segnale più evidente di questa evoluzione.
Per club e aziende che investono nelle sponsorizzazioni sportive, conoscere la nuova composizione delle community diventa di conseguenza fondamentale per sviluppare strategie di comunicazione, contenuti e attivazioni commerciali più coerenti con il pubblico reale della Serie A.



































