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Sport marketing: il Tottenham e la sua doppia identità sportiva

Marketing avveniristico: soccer e football a stretto contatto

Sport marketing: lo stadio Tottenham pronto alla NFL

Il Tottenham Hotspur, squadra londinese, soprannominati come “The Spurs“, brand calcistico glorioso non si ferma più. Attualmente la squadra allenata da Mauricio Pochettino si conferma la più in forma in Premier League, non solo da un punto di vista sportivo, ma sopratutto per il suo progetto innovativo: un White Hart Lane doppio. 

Uno stadio altamente tecnologico che diverrà sia il più moderno ed esclusivo tempio del calcio, utilizzabile dalla stagione 2018-2019, sia la casa europea del Football Americano. Esatto, il rettangolo verde del nuovo White Hart Lane compare e scompare, permettendo così agli Spurs di calciare e ai football players della NFL con le loro vistose protezioni di realizzare touchdown (a proposito ieri c’è stato un super bowl da urlo).

Il video virtuale del futuro stadio mostra l’esterno e tutti i particolari interni di cui sarà dotato: dalle maestose gradinate ai maxischermi che verranno installati in ognuno dei quattro angoli.

Insomma l’Emirates Stadium, la casa degli acerrimi rivali dell’Arsenal, perderà parecchio il suo fascino.

L’idea della società del borgo londinese di Haringey è indubbiamente ipertecnologica. Costruire un campo polifunzionale e retrattile, usufruibile a secondo dallo sport che si disputa, è un’eccellente strategia di sport marketing per aumentare gli introiti. Insomma in un solo giorno si potrebbe giocare sia a calcio sia a football, visto che il tempo stimato per sostituire il terreno in erba sintetica è di sole due ore.

I lavori del futuro stadio, iniziati a metà della scorsa stagione per un costo finora di 400 milioni di Sterline porteranno la capienza da 36 mila a 61 mila posti a sedere. Le aspettative tra i tifosi e follower degli Spurs sono molto alte: migliaia di interazioni al giorno per monitorare i vari step dei lavori in corso sul sito del club con livecam, foto e video in modalità timelaps. Inoltre la società gestita dal presidente Daniel Levy riqualificherà l’aerea, a nord di Londra, circostante allo stadio con un centro sportivo e uno medico, oltre a ristoranti e pub.

Si stima che l’accordo decennale tra la società degli Spurs e la NFL incida sull’economia distrettuale londinese. Per Haringey, Enfield, Waltham e Forest 11,2 milioni di Sterline all’anno saranno un affare di tutto rispetto. Questo accordo prevede almeno la disputa di due match all’anno a partire dalla stagione 2018, con l’opzione che il numero delle partite possa aumentare negli anni.

La globalizzazione riguarda anche lo sport ed avere la NFL, con una media di 9,5 miliardi di Dollari a stagione negli USA in casa propria sembra essere un’occasione da non perdere, che unisce per la prima volta due campionati altamente spettacolari: Premier League ed NFL. Il Tottenham e l’amministrazione comunale puntano ad avere una franchigia del football americano permanente nella capitale britannica. 

 

Birrificio e Tunnel Club

Stadio nuovo di zecca, partnership milionaria con la NFL non sono le uniche novità in casa degli Spurs. Le più singolari e sicuramente quelle più emotive per i tifosi sono: un birrificio privato che produrrà 10.000 pinte al minuto, circa 1 milione l’anno e l’esclusivo “Tunnel Club“, un abbonamento che avvicina il tifoso ai suoi beniamini. Si tratta quindi di una VIP Lounge con vista ravvicinata sul tunnel che collega spogliatoi e terreno di gioco, osservando così i giocatori nei momenti clou al prezzo di 11 mila Sterline l’anno e un impianto all’avanguardia che strizza l’occhio alla tradizione centenaria dell’Inghilterra del luppolo, ovvero la birra.

La società fa così leva sulle emozioni dei tifosi e vende ad alto prezzo questa esclusività. Si tratta di un servizio/prodotto implementato da strategie di marketing emozionale pronte a soddisfare non solo il bisogno reale del consumatore, ma bensì la voglia di vivere un’esperienza memorabile. Insomma l’ufficio Marketing del Tottenham sfrutta la voglia dell’esclusività del tifoso per la creazione di abbonamenti in cui si é protagonisti in uno stadio, l’emblema della fede calcistica verso la propria squadra del cuore. Si tratta di un esempio virtuoso, che mostra chiaramente che per crescere come brand calcistico bisogna stare al passo con il processo di innovazione e le società inglesi dimostrano proprio questo. Quelle italiane? Salvo qualche esempio non puntano al progresso.

Conclusioni

Concludo con l’appellativo Hotspur, che deriva dal celebre nobile raccontato da William Shakespeare nel dramma storico “Enrico IV“ Sir Henry Percy. Si tratta di un personaggio realmente vissuto nella zona di Tottenham tra il 1364 e il 1403, ed era  appunto soprannominato hotspur per la sua indole impulsiva, che letteralmente significa sperone caldo.  Insomma quegli speroni che calciano brillantemente sul campo e che l’Ufficio Marketing della società londinese importerà dal 2018 dagli USA per “spronare” ed aumentare cosi la velocità di diffusione del brand Tottenham Hotspur in giro per il mondo.

 

 

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