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SEOZoom: studiati i fattori di ranking 2017 per la vostra SEO 2018

Ecco i risultati dello studio di SEOZoom su un campione di circa 500.000 pagine web

© by Entrepreneur.com

SEOZoom: uno studio accurato dei fattori di ranking 2017 per aiutarvi a posizionarvi nel 2018

SEOZoom ha condotto uno studio accurato su un campione considerevole di pagine web, pari a circa 500.000 per definire i fattori di ranking SEO del 2017, partendo da un subset di keyword mirato e raggruppate per volumi di ricerca al fine di prendere in considerazione anche le keyword longtail.

L’obiettivo della ricerca era individuare le best practice SEO più usate dai siti che occupano le prime posizioni su Google e identificare i fattori comuni delle pagine che occupano le prime 3 posizioni su Google per migliorare così anche la vostra SEO 2018.

Vediamo insieme i risultati della ricerca!

I principali fattori di ranking 2017

Meta title

Per l’1,5% dei casi il title coincide con la keyword e questo dato sale al 2,13% delle pagine posizionate nella TOP 3. Ovviamente in questo secondo caso non giocherà un ruolo fondamentale solo il title ma anche una maggiore consapevolezza della SEO e degli obiettivi da raggiungere.

Inoltre il 47% delle pagine nella Top 3 contiene la keyword nel Title e questo permette a Google di capire la pertinenza della pagina anche poi per altre keyword analizzandone il contenuto.

La lunghezza media dei title delle pagine meglio posizionate è poi di 54 caratteri contro i 70 consigliati e il title è descrittivo ovvero spiega a utenti e motore di ricerca il contenuto della pagina.

Meta description

Solo lo 0,13% delle pagine nella top 3 presenta la keyword esatta nella meta description e infatti è risaputo che non è più un fattore di ranking ma serve a comunicare all’utente cosa troverà nella pagina web una volta cliccato sul risultato della SERP. A volte è addirittura omessa per lasciare autonomamente a Google di scegliere stralci del testo che siano in tema con la query digitata dall’utente.

Tag H1

Le pagine in top 10 hanno 2 tag H1, quelle in TOP 3 solo uno che dovrebbe essere il titolo del contenuto. Una buona struttura del testo presenta un solo H1 e utilizza in modo corretto tutta la struttura dei TAG di Heading.

Tag H2

Le top 3 tendono ad utilizzate in media più di 7 tag H2 per intitolare sezioni di approfondimento dell’argomento principale trattato nel contenuto fornendo molte più sezioni di approfondimento rispetto a chi si posiziona nella decima posizione.

Tag H3

Nelle pagine in TOP 3 sono anche più di 12 e servono per approfondire ulteriormente le sezioni H2: a Google infatti piacciono i contenuti ben strutturati con molti dettagli di approfondimento sui temi trattati.

Lunghezza del testo

In media gli articoli presenti nella TOP 3 sono lunghi mediamente più di 1000 parole, contro le 920 delle pagine in TOP 10 e la tendenza del 2017 ha visto richiedere ai copywriter testi di oltre 1000 parole. Nonostante la lunghezza dei contenuti sia un tema dibattuto, i siti web in TOP 3 presentano testi molto più corposi di chi si trova nelle posizioni da 4 a 10.

Paragrafi

Le pagine in TOP 3 sono costituite in media da 30 paragrafi di testo contro i 29 di tutte le pagine in TOP 10. Non si nota quindi alcuna differenza nell’utilizzo dei paragrafi dei siti meglio posizionati rispetto a quelli nelle ultime posizioni.

Utilizzo delle keyword nel testo

Le pagine in TOP 3 presentano la keyword nel testo in media 5 volte contro le 2-3 volte delle pagine in LAST 7. I siti in TOP 3 utilizzano quindi la keyword esatta quasi il doppio delle volte rispetto ai siti posizionati peggio, con punte anche di 8-10 volte ma è da considerare che si tratta di contenuti lunghi anche il 20% in più.

Link interni

Le pagine in TOP 10 presentano anche 160 link interni, mentre le TOP 3 anche 190. Ecco quindi come i mega menù con decine di link interni, pagine correlate e widget vari siano effettivamente utili dato che siti web con quasi 200 link interni si  posizionano nelle prime tre posizioni d Google.

Link esterni

Le pagine in TOP 3 hanno in media circa 28 link esterni che sono ORO per Google se può scoprire pagine web correlate alla nostra e non penalizzano il sito web. I link esterni possono puntare anche ai social, alle versioni in altre lingue o a terzi livelli e chi è ben posizionato non ha paura di linkare a siti esterni ed eventuali penalizzazioni.

Url contenente la keyword

Il 26% delle pagine TOP 3 contiene la keyword principale nell’URL perché, come per il Title, si tratta di uno dei messaggi più importanti che diamo a Google sul contenuto della pagina e i dati lo dimostrano.

Inoltre la lunghezza media dell’URL è di 57 caratteri.

Link con anchor text contenente la keyword

Dalla ricerca emerge che la maggioranza dei siti web che sono in prima pagina su Google hanno una linking interna utile ad approfondire l’argomento trattato.
Probabilmente i link Exact Match del punto precedente puntano alle categorie principali del sito, mentre quelli Non Exact Match di questo studio puntano agli approfondimenti sull’argomento specifico della pagina.

Attributo ALT e ottimizzazione SEO delle immagini

Sempre più SEO specialist sembrano attribuire una crescente attenzione all’ottimizzazione delle immagini su Google e questo lo dimostra l’utilizzo diffuso dell’attributo ALT di una delle immagini del contenuto (la maggior parte di queste nella foto copertina del proprio contenuto). Infatti il 5,6% dei siti in top 10 utilizzano la keyword esatta nell’attributo ALT di una delle immagini del contenuto, percentuale che sale al 6,7% se si tratta di siti nelle prime 3 posizioni (che dimostra come l’ottimizzazione onPage sia rilevante). Dallo studio emerge anche come il 50% del traffico possa giungere addirittura dall’image search di Google (il settore in questo caso è cruciale per tale aspetto).

HTTP vs HTTPS

Ormai è tendenza comune utilizzare gli HTTPS per il proprio sito visto visto che proteggono i dati degli utenti

Il principio che sta alla base di HTTPS è quello di avere:

  • un’autenticazione del sito web visitato;
  • protezione della privacy;
  • integrità dei dati scambiati tra le parti comunicanti.

Non vogliamo deludervi ma non ancora è divenuto un fattore di ranking importante. Infatti ancora oggi molti siti nelle prime posizioni di Google sono in HTTP, ma si prevede che questa buona pratica possa portare a dei risultati interessanti in futuro.

Exact match domains

A tal riguardo vediamo i dati:

Il 4% delle pagine TOP 3 ha un dominio EMD su top keywords
L’1% delle pagine LAST 7 ha un dominio EMD su top keywords

Il 6% delle pagine TOP 3 ha una top keyword nel nome dominio
Il 3% delle pagine LAST 7 ha una top keyword nel nome dominio

Cosa ci dice questo?

Che per molte keyword importanti ancora oggi una buona percentuale di siti web EMD o Partial Match si posizionano bene sulle keyword d’interesse!

Conclusioni

Questa ricerca condotta da SEOZoom, una startup italiana e napoletana davvero interessante (e presente tra le altre al Web Summit 2017 a Lisbona) è stata davvero illuminante per molti addetti ai lavori e conta di essere approfondita per cercare di migliorare il proprio lavoro di SEO nel 2018. Come sappiamo Google quasi mai svela le sue pratiche di posizionamento dei siti e queste analisi possono essere davvero utili per entrare nel ragionamento del team dell’azienda americana.

Per leggere integralmente la ricerca di SEOZoom potete cliccare sul seguente link: https://www.seozoom.it/fattori-ranking-2017/

 

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