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Ricerca di mercato settore bancario: l’esempio della campagna Commbank

Ricerca di mercato settore bancario incide poi su pubblicità e comunicazione nel caso della banca australiana

L’incertezza per il futuro sta coinvolgendo inesorabilmente tutto il globo e la risposta alla crisi economica da parte dei consumatori nei confronti delle banche è un crescente senso di sfiducia che queste devono tentare di arginare ed infine recuperare, attraverso campagne pubblicitarie sempre più mirate che indichino chiaramente il cambiamento che è in atto. 

La rivoluzione Fintech apripista del cambiamento

La rivoluzione fintech con la sua attenzione mirata a realizzare prodotti e servizi laddove la banca tradizionale prima era assente, burocraticamente lenta e costosa, non rappresenta solo una soluzione facile e veloce, atta a risolvere i vetusti e lenti processi bancari del passato, ma il chiaro sintomo di una trasformazione di un settore il cui fine ultimo è porre l’utente al centro del proprio operato. 
Se prima le banche erano solite interessarsi al mero denaro concentrando l’attenzione esclusivamente su di esso ed alle relazioni con i clienti adesso hanno quello di suggerire il miglior modo di investirlo e quindi di orientare i consumatori a farlo.

Anche le campagne pubblicitarie mutano

Di riflesso a cambiare sono anche le campagne pubblicitarie: talune si sono orientate verso un messaggio di sensibilizzazione, altre al recuperare la fiducia manifestando il chiaro interesse per dimostrarsi sempre più responsabili del loro operato, sposando la via di intraprendere nel loro operato una condotta sempre più responsabile. Non che prima non avvenisse, ma la crisi ha creato non pochi problemi ai risparmiatori, gettando nel fango la reputazione del settore ed alzato un gran polverone, magari anche su agenzie che non avevano alcuna responsabilità con il risultato finale di uno stato di confusione e caos.

La strategia da patinata a strettamente personale

Ecco perché il messaggio da trasmettere deve mantenere le promesse, che poi si devono tradurre nella conferma delle aspettative attese ed infondere fiducia, senza dimostrarsi assolutamente distonico tra gli intenti delle banche e le reali necessità dell’utenza. Le bellissime narrazioni metaforiche lasciano lo spazio alle campagne di comunicazione, dove i protagonisti siamo noi consumatori. Questa è la strategia che primariamente ha l’obiettivo di riportare le persona ad avvicinarsi alle tanto temute banche. Un timore peraltro giustificatissimo. 

L’incertezza per il futuro ha colpito anche l’Australia

E’ la verità a cui Commbank è andato inevitabilmente incontro scontrandovici come su di un iceberg, quando a seguito di una ricerca di mercato nel settore bancario, ha scoperto che oltre il 66% degli australiani adulti ha ammesso di provare una forte inquietudine nei confronti di ciò che gli riserva il futuro, la propria stabilità economica per una incertezza e preoccupazione che di certo non fa bene agli affari con le banche. Una situazione tutt’altro che rassicurante, se è la fiducia ad essere minata difficile che le persone si possano convertire in clienti della banca, affidandogli il proprio denaro.

La situazione emersa dalla ricerca è la seguente:

  • 8 australiani su 10 (80%) sono preoccupati per il costo della vita in futuro;
  • 7 su 10 australiani (70%) sono preoccupati di essere finanziariamente sicuri in età avanzata;
  • Quasi 7 su 10 (68%) citano futura accessibilità alle abitazioni ed il settore immobiliare come una preoccupazione notevole;
  • 6 su dieci (60%) ammettono che sono preoccupati di avere abbastanza soldi per un giorno di pioggia (inaspettate spese future);
  • Quasi la metà (49%) dicono che raggiungere l’equilibrio tra lavoro e vita è più dura di quanto non fosse cinque anni fa.

L’ultimo punto è indicativo e sintomatico perché per una società sempre in perenne cambiamento e tesa al futuro tornare indietro nel tempo anziché evolversi per un avanzamento collettivo è un quadro preoccupante come demoralizzante.

Ad inficiare il senso di fiducia sociale d’altronde potrebbe essere anche dovuto al ritmo altissimo e le dimensioni del cambiamento, che potrebbe avere delle implicazioni ed effetti destabilizzanti sulla psiche umana, come da sempre è avvenuto durante le più grandi fasi di transizione culturale, prima che esse si assestino per poi dare nuovamente spazio a nuove rivoluzioni. Imprevisti a parte, non vedere nel presente il proprio futuro come roseo equivale ad non avere speranza nell’avvenire e di conseguenza è penalizzante nei confronti di tutte quelle azioni considerare come costruttive ed edificanti per il nostro domani.

Inoltre il 73% degli australiani vorrebbero che le banche facessero di più per andare incontro alle loro esigenze, i bisogni reali e ciò di cui necessitano, per attenuare le loro profonde preoccupazioni di natura quasi sempre finanziaria. Per contro la stessa percentuale desidera che la banca divenga un partner volto piuttosto a soddisfare le loro esigenze che i propri interessi, tenendo conto della difficile situazione che porta a vivere in un mondo così instabile a causa dei cambiamenti continui che li vede coinvolti anche loro malgrado. Quindi comprensione ed aiuto devono essere i due pilastri principali su cui costruire insieme le basi per la fiducia necessaria nella relazione tra le banche e le persone.

Ciò si traduce nella seguente pubblicità:

Le banche devono cambiare approccio per capire le persone 

Per Stuart Tucker, Direttore Generale della Commonwealth Bank, una delle soluzioni possibili è insita nelle ricerche di mercato e nelle conversazioni con i clienti e si dice più che concorde e comprensivo nei confronti del clima di incertezza che imperversa nelle persone a seguito degli eventi che si sono succeduti nel 2016 che certo non sono tranquillizzanti ne capaci di sedare l’ansia e la preoccupazione nei confronti di un futuro incerto.

Si tratta in un certo senso di vedere la loro vita più da vicino e la nuova campagna fatta da Commonwealth Bank ne è la testimonianza incentrata com’è a risolvere quelle problematiche che le persone avvertono attraverso soluzioni finanziarie a prescindere e nonostante l’incertezza persistente. La banca finalmente si è messa all’ascolto – aggiunge Stuart Tucker – e intende sostenere la popolazione australiana in quelle azioni fondamentali per farli tornare a guardare avanti e che spaziano dall’acquisto di una casa, ad accrescere il loro business assicurando loro la pensione o la pianificazione per il futuro dei loro figli.

La nuova campagna è stata sviluppata in collaborazione con M&C Saatchi. La nuova piattaforma è stata realizzata per avere un’azione più capillare possibile nell’ascolto delle necessità della gente australiana, per poi collaborare insieme a loro per raggiungere i propri obiettivi finanziari, dice Michael Canning, direttore creativo esecutivo a M&C Saatchi.

D’ora in poi con CommonBank “si può”

All’inizio verranno poste da CommonBank domande che sono importanti per molti australiani come: “Il sogno immobiliare australiano è ancora una realtà ?, Sono le nostre aziende pronte ad affrontare il futuro ? e I nostri ragazzi hanno le competenze necessarie per il lavoro di domani?.”

In concomitanza con la nuova piattaforma del brand, M&C Saatchi ha lavorato con M&C Saatchi Group Company RE, per la progettazione di una nuova strategia del brand ed un’identità visiva per CommBank.

 

Written by Antonio Luciano

Antonio Luciano

Copywriter - blogger - web writer scrivo e mi occupo di blogging, copywriting e formazione online.

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