OpenAI: il brand lancia il suo nuovo store di strumenti di Intelligenza Artificiale a pagamento

0
133
chatgpt-foto

OpenAI: il brand lancia il suo store di strumenti di Intelligenza Artificiale a pagamento, personalizzati in base alle esigenze del professionista/marchio/azienda

Chi pensava che l’Intelligenza Artificiale fosse solo lo sviluppo di alcuni tool atti ad automatizzare alcuni processi routinari, si sbaglia. La rivoluzione dettata dalle nuove tecnologie rischia di sovvertire le regole del gioco. Si perchè, se ad oggi conosciamo un’IA generativo comune, in grado di scrivere un testo o sviluppare un’immagine, combinando un set di dati ma attingendo allo stesso database, presto potrebbe non essere più così e ritrovarci dei programmi declinati in base al settore merceologico, destinazione d’uso, canale e, perfino, competenze richieste. Insomma, una rivoluzione a tutti gli effetti, che rischia di mandare a casa moltissimi lavori odierni, anche e soprattutto legati al mondo digital e social. E’ quanto emerso, infatti, dal primo DevDay organizzato da OpenAI, che per l’occasione ha annunciato che sviluppatori ed esperti di programmazione possono, da oggi, creare la propria versione di ChatGPT, accendendo a GPT store.

Non si sa molto di più a riguardo, ma ciò che sappiamo è che questa nuova versione di ChatGPT sarà a pagamento, attraverso l’accesso ad uno store, all’interno del quale trovare un mondo di programmi del tutto nuovo e personalizzato.

Un IA generativa personalizzata in base alle proprie esigenze

Vediamo, più nel dettaglio, in cosa consiste questo annuncio da parte di OpenAI.

Se quello che tutti noi conosciamo oggi è un programma nel quale, attraverso determinati prompt, otteniamo un determinato output sottoforma di testo, con questa nuova versione questo diverrà del tutto obsoleto. Si perchè, ad oggi, ChatGPT può produrre anche una prosa umana su qualsiasi argomento ma è solo simile a quella prodotta da un umano ed è anche soggetta spesso ad errori, che richiedono la supervisione di un esperto (umano) per essere evitati.

Questo perchè ChatGPT attinge ad un certo set di dati, univoco e sempre lo stesso. Manca di personalizzazione e si rischia quindi di creare tantissimi contenuti, tutti uguali e standardizzati. Ma l’ultimo annuncio di OpenAI potrebbe cambiare presto la situazione.

L’azienda ha, infatti, annunciato una nuova serie di strumenti, basati sul suo back-end GPT, che saranno personalizzati e declinati in base ad attività e settori specifici.

Come riportato da The Verge:

“Nelle prossime settimane, questi AI agents, che OpenAI chiama GPT, saranno accessibili tramite il GPT Store. I dettagli su come apparirà e funzionerà il negozio sono scarsi per ora, anche se OpenAI promette di pagare eventualmente ai creatori un importo non specificato in base a quanto vengono utilizzati i loro GPT. I GPT saranno disponibili per gli abbonati paganti a ChatGPT Plus e per i clienti aziendali OpenAI, che potranno creare GPT solo interni per i propri dipendenti.

In cosa consiste questa rivoluzione? Facile: ChatGPT sarà declinato in base alla funzione d’uso e personalizzato su ciò che ci serve in quel momento. E da cui possiamo attingere a piacimento, pagando un abbonamento.

Esempio: siamo una testata giornalistica che si occupa di arte. Bene, potremmo avvalerci di un programma di IA generativo fornito da ChatGPT in abbonamento, in base al quale possiamo riprodurre fedelmente post a tema arte, veritieri e scritti come da un umano. Questo perchè il programma è settato su quell’argomento e funzionante per quel settore. Oppure ancora: siamo un’azienda di produzione alimentare, che ha bisogno di creare un set di strumenti amministrativi, contabili e commerciali per il proprio staff interno. Bene, con ChatGPT, utilizzando un programma a pagamento dallo store, possiamo replicare esattamente ciò di cui abbiamo bisogno e declinato in base al paese di provenienza.

Quindi, in generale, più il sistema è personalizzato, più raffinati saranno i risultati rispetto all’input. E un’estensione di ciò, quindi, sarebbero i robot AI personalizzati, costruiti utilizzando il codice di OpenAI e addestrati solo sulla propria documentazione e ad approfondimenti interni. Ciò potrebbe facilitare una serie di casi d’uso più specifici, con risposte meglio allineate alle esigenze e ai requisiti all’interno di un determinato settore, argomento o industria. Ovviamente è da vedere quanto occorrerà per realizzare tutto questo e se non ci saranno delle problematiche/difficoltà legislative a riguardo.

C’è una vasta gamma di possibilità e sarà interessante vedere cosa sarà disponibile nel nuovo GPT Store. I dettagli sul funzionamento del GPT store sono, come anticipato, ancora molto scarsi. Ma presto potremmo ricevere ulteriori notizie in merito. Ciò che sappiamo è che OpenAI ha offerto un programma di revenue sharing ai creatori di questi tool, in base al successo in store del proprio prodotto. Questi potrebbero guadagnare anche centinaia di migliaia di dollari l’anno.

Ma cosa accadrà al mondo del lavoro? Cosa rimarrà dopo ChatGPT Store? Questo è un argomento tutt’altro che semplice da dibattere. Anche perchè non abbiamo una sfera di cristallo ad accompagnarci. Non ci resta che chiedere, quindi, a… ChatGPT!