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NFT: come utilizzarli per fare digital marketing

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NFT: come utilizzarli per fare digital marketing, nel post di Pop Up

Non si fa che parlare ultimamente di NFT, acronimo di Non Fungible Token. Infatti si è scatenata tra gli appassionati una mania di acquistare e collezionare svariati oggetti, finanche articoli di giornale in NFT (emblematico il prezzo di 500 mila dollari pagato per una pagina del New York Times) fino ad arrivare al primo tweet in NFT di Jack Dorsey, pagato quasi 3 milioni di dollari.

Il vantaggio degli NFT sta nella:

  • scarsità digitale che si viene a creare per quell’oggetto;
  • verifica della proprietà e dell’originalità dell’opera, senza possibilità di riprodurla;
  • interoperabilità delle risorse su più piattaforme;

Si fa ormai uso degli NFT in svariati campi dell’industria, tra i quali moda e lifestyle, oltre che arte e sport. In generale, è possibile riprodurre qualsiasi cosa in NFT.

In ultimo ha suscitato clamore la vendita di lotti di terreno virtuale da parte della piattaforma The Sandbox, pagabili in moneta SAND (che sfrutta tecnologia Ethereum) e utilizzabili come meglio si crede (anche riaffittare la stessa terra ad altri in cambio di un canone di locazione). Questa piattaforma sarà pronta a dare vita ad un mondo digitale alternativo a questo, in blockchain. Si vivrà quindi nella versione avatar, utilizzando i blocchi, e quindi tantissime società si sono mosse acquistando lotti di terra digitale, compresi Estate (lotti di terra più grandi). Nello specifico la piattaforma è composta da 166.464 appezzamenti di terra virtuale. Se inizialmente i lotti costavano relativamente poco, sui 40 $ circa, ad oggi i suoi prezzi sono saliti alle stelle, toccando quota 600 $. Un singolo lotto di Land equivale ad uno spazio pari a 96x96x128 metri, ossia a 3072x3072x4096 Voxel, che sono i pixel volumetrici. Un Estate invece è costituito da un numero di Land variabili tra 9 e 576 unità, e ovviamente costa molto di più.

Atari, PayPal, Binance e anche aziende di moda stanno acquistando i loro lotti di terra virtuale. Ma per farne cosa?

Vediamo insieme come è possibile utilizzare questi lotti di terra e come sviluppare una campagna di digital marketing basata sugli NFT.

The Sandbox: un mondo virtuale a portata di digital marketing

Utilizzando l’esempio di The Sandbox, proviamo a far capire in modo molto semplice come si può sviluppare, utilizzando gli NFT, una vera e propria campagna di digital marketing.

All’interno della piattaforma in blockchain si acquista uno spazio (o Land) e si può, all’interno dei propri confini, farne ciò che si vuole: aprire una sala concerti, un atelier, una galleria d’arte, ma anche sviluppare un videogame virtuale. Ancora, è possibile realizzare oggetti utilizzabili e anche indossabili dagli avatar, che popoleranno questo mondo.

La tecnologia blockchain permetterà quindi di acquistare un dato oggetto e possederlo in modo esclusivo ed eventualmente cederlo ad altri. Le implicazioni sul digital marketing sono davvero enormi. Prima di tutto il target: per lo più Millennials e Gen. Z, ormai poco interessati alla pubblicità e al marketing tradizionale, e piano piano anche poco attratti dal mondo della pubblicità sui social media. Potrebbero però essere molto ricettivi in caso di NFT.

Promuovere il proprio brand tramite NFT è la nuova frontiera del digital marketing. Realizzare una versione digitale del proprio brand potrebbe essere infatti un modo creativo di generare riconoscibilità ed awareness. Lo stesso valga per oggetti realizzati in NFT, che possono dar vita a collezioni utilizzabili dagli avatar oppure collezionabili, generando introiti anche economici, oltre che d’immagine.

Addirittura si può collegare il mondo reale con quello virtuale.

Esempio: realizzare una collezione di scarpe virtuale in NFT, dando la possibilità di acquistarle e indossarle in un metamondo virtuale come The Sandbox, realizzandole successivamente per il mondo reale. Avere la possibilità di vestirsi e indossare lo stesso modello di scarpa del proprio avatar nel mondo reale potrebbe incentivare i ragazzi ad investire il proprio denaro sia per il proprio avatar, sia per il proprio guardaroba reale. Per il brand potrebbe essere un modo di utilizzare gli NFT, ottenendone un ritorno d’immagine e uno più strettamente economico, derivante l’acquisto del prodotto virtuale e reale.

Immaginiamo adesso di legare il mondo NFT al mondo reale, passando per quello dei social media.

Esempio: un personaggio famoso oppure un influencer che crea il proprio avatar in un metamondo, che crea una propria collezione originale, acquistabile in NFT e replicabile nella realtà, mediante magari un accordo con una casa di moda. Si riuscirebbe in questo caso ad unire tutti i mondi, virtuale, reale e sociale, facendo marketing.

Scommettiamo che c’è qualcuno che c’ha già pensato?