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Marketing sanitario: la campagna del St John Ambulance

© by Derry Daily

Anche quest’oggi parleremo di marketing sanitario, analizzando una campagna che proviene dalla Gran Bretagna.

Il video che vi mostreremo (che troverete alla fine dell’articolo) è volto alla sensibilizzazione degli adulti al tema del salvataggio dei bambini dal soffocamento. Un tema che, come si può ben capire, tocca la sensibilità dei genitori in modo particolare. Nonostante sia un argomento molto importante, una ricerca ha dimostrato che solo il 49% delle persone abbia reso noto il soffocamento dei propri bambini e abbia una paura rilevante di viverlo di nuovo, mentre il 79% ha dichiarato di non essere pronto a gestire una situazione simile. Ecco spiegato il perchè della campagna creata dalla BBH, che utilizza i più usuali giocattoli dei bambini con la voce di personaggi molto noti nella società inglese quali David Mitchell, Sir John Hurt, Johnny Vegas e David Walliams.

La St John Ambulance ha spostato la sua attenzione sull’advertising educativo che ha la capacità di migliorare la consapevolezza dell’audience sul primo soccorso rispetto a qualsiasi altro tipo di sensibilizzazione.

Steve Conway direttore del brand marketing, della comunicazione e della raccolta fondi della St John Ambulance in un’intervista ha specificato come lo scopo ultimo della campagna fosse quello di educare direttamente le persone al primo soccorso, mediante il contatto diretto con la pubblicità. Per capire il perchè della scelte dei giocattoli come protagonisti dell’adv va fatto un passo indietro e ricordato che il marketing della St John Ambulance è stato spesso criticato per essere troppo “offensivo e scioccante”. In modo particolare nel 2012 l’autorità per gli standard pubblicitari ha ricevuto più di 150 denunce riguardanti la pubblicità che mostrava in maniera troppo cruenta la morte per soffocamento. Corway ha ammesso che le ads prodotte erano effettivamente molto controverse ma che al contempo hanno giocato un ruolo fondamentale nella crescita della consapevolezza sull’importanza del primo soccorso. Addirittura, sottolinea Corway, quattro persone sarebbero state salvate proprio grazie alla pubblicità nel 2012. Nonostante questo, l’esito di quelle campagne  prevedeva anche un ulteriore lavoro da parte dell’audience che doveva scaricare un’app o visitare il sito dell’associazione per accedere a specifiche informazioni. Ecco perchè questa nuova campagna ha voluto essere molto più diretta, meno autoritaria e al contempo molto più incisiva, poichè avvicina gli adulti al mondo dei bambini e li spinge a guardare ai giocattoli come esseri viventi proprio come fanno i bambini. Lo stesso Corway ha percepito la necessità di produrre una pubblicità molto più diretta e meno cruenta. Di conseguenza il tono molto serio e autoritario del passato è stato sostituito da uno molto più diretto e sostenibile che spingesse, e quasi costringesse, le persone ad interessarsi al primo soccorso.

Inoltre il video apre ad una campagna call to action, con l’obiettivo di un’ immediata reazione, che porti anche allo sharing dello stesso sui diversi social media e tra i propri amici. La speranza poi, è quella di far nascere nelle persone la volontà di approfondire maggiormente questo tema mediante la visione di ulteriori video e la lettura di topic correlati. Corway ha puntato molto sull’aspetto digitale considerato fondamentale per incrementare la popolarità del suo messaggio che non a caso è stato pubblicato prima ancora che l’adv venisse mostrata per la prima volta.

Questo è l’esempio di come utilizzare il marketing sanitario e la comunicazione aziendale per ottenere un obiettivo così importante come la salvaguardia della salute del tuo piccolo e la sensibilizzazione su un tema così importante come il soffocamento del bambino.

Fonti: Marketing Week

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