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Marketing PSG, il top della Ligue 1

© by PSG

Marketing PSG e l’accordo non convenzionale con Qatar Tourism Authority

Il Paris Saint Germain per festeggiare San Valentino a Parigi, da sempre conosciuta come la città dell’amore, il 14 Febbraio scorso ha travolto letteralmente la meraviglia blaugrana, ovvero il Barça, nella sfida di andata degli ottavi di Champions League. Ooh la la! Certo che 4:0 é più che una dichiarazione d’amore ai propri tifosi.

Insomma la grinta e la netta superiorità dei parigini hanno asfaltato così il Barcellona agli ottavi del prestigioso campionato dopo nove anni. Vedremo cosa accadrà nella partita di ritorno. Sarà un incontro tosto.

Ma chi e cosa si cela dietro a questa eccezionale vittoria? Dunque il Paris Saint-Germain FC, conosciuto con la sigla PSG, é la società calcistica più titolata della Ligue 1, il massimo campionato di calcio francese. Una squadra che gode di un particolare seguito di tifosi, non solo francesi, visto che gli investimenti in questo brand provengono da sceicchi arabi, che non vogliono appagare solo la loro passione calcistica personale, ma bensì investire il loro patrimonio in un business sempre più diversificato, che contraddistingue i top brand calcistici europei, di cui ne fa parte anche il PSG.

Ne é esempio il QTA, ovvero Qatar Tourism Authority (ente di promozione e sviluppo del turismo qatariota), che ha rinnovato nel 2016 il contratto di sponsorizzazione, esistente dal 2012, con il PSG. Una partnership che frutterà ben 175 milioni di Euro all’anno,  circa il 30% dei ricavi previsti dal club per la stagione 2016-2017 (550 – 560 milioni di Euro).

Si tratta di un accordo economico che vede il PSG ed i suoi campioni impegnati offrire la propria immagine alla promozione e valorizzazione turistica dell’Emirato, che guarda caso ospiterà la Coppa del Mondo del 2022. Si sa che il calcio é il motore del turismo legato ad un evento, ed associare le strategie di marketing turistico ad un brand calcistico é una strategia vincente. Chissà se Marine Le Penne ne sarà felice? …Qui se soucie!

Nel 2014 però questo accordo commerciale ha portato l’Uefa a sancire pesantemente il PSG (60 milioni di Euro e limite di rosa a 21 giocatori, anziché 25). Una sanzione all’insegna del Fair Play Finanziario, il progetto promosso dal Comitato esecutivo dell’Uefa nel 2009 che impone alle società di calcio il pareggio dei conti nei bilanci senza ricorrere a massicci versamenti provenienti dal patrimonio privato dei proprietari. Insomma parecchie società calcistiche hanno accusato il PSG che si trattava di un finanziamento “mascherato” al club da parte del governo del Qatar.  Sarà stata Marine Le Penne a sollevare la polemica? Ad ogni modo questo accordo con l’Autorità Turistica del Qatar mostra chiaramente quanto vale l’appeal di un brand calcistico. Lo mostra chiaramente il cartellone pubblicitario del 2013 che dichiara: Qatar Turismo, Partner dei Sogni. 

                                                      Fonte: PSG 2013

 

Il Qatar Investment Authority e la Renaissance del PSG

Nel 2011 la Qatar Investment Authority, il fondo sovrano qatariota specializzato negli investimenti domestici e nei foreign direct investment, che tra l’altro detiene quote di aziende mondiali (Volkswagen, Airbus Group, Agricultural Bank of China, London Stock Exchange, Lagardère, Virgin Megastore, HSBC, Credit Suisse, Veolia Environnement), rileva il club parigino tramite la Qatar Sports Investments.

Con la nomina di Nasser Al-Khelaïfi alla presidenza, il brand parigino inizia così la sua scalata in cima al campionato francese e ai vertici internazionali del calcio. Acquisti, apporti di equity e quasi-equity (ovvero aumenti di capitale e finanziamenti soci: dai 23 milioni di Euro del 2011 si passa ai 143 milioni di Euro nel 2012) hanno reso il Paris Saint-Germain uno delle squadre di calcio più attive del calciomercato internazionale. Basti pensare a come sono raddoppiati i ricavi del brand parisienne: nel 2012 passano a 222 milioni di Euro come mostra chiaramente la tabella sotto del conto economico 2011-2015 della società. 

 

 

Fonte: Elaborazione bilanci societari di Calcio&Finanza

 

Non per caso nel 2016 il PSG ha conquistato il quarto posto nella classifica di Deloitte Football Money League ed il business model del brand è un assemblaggio di capitali degli emirati e delle  strategie di marketing per ricavare da un fatturato diversificato (sponsorhip, merchandising, sfruttamento dell’indotto da stadio, brand extension) notevoli ricavi, come:

  • Emirates (circa 25 milioni di Euro all’anno);
  • Nike ( circa 20 milioni di Euro all’anno);
  • Ooredoo, ovvero Qatar Telecom (75 Milioni di Euro in 5 anni);

Inoltre le tournee internazionali e le strategie di digital marketing PSG incrementano la visibilità del brand, con 6 milioni di followers tra Twitter ed Instagram ed i suoi  27 milioni di likes su Facebook, che  incidono considerevolmente sul fatturato. Nel 2016 il PSG si é classificato al quinto posto dopo Real , Barça, Manchester UTD e Bayern Monaco nella classifica stilata dal portale tedesco Result Sports, che evidenzia il peso delle società calcistiche più importanti d’Europa sui social network. 

Dalla maglia invincibile dello sponsor tecnico a Je suis Paris apposto dello Sponsor

La Nike, sponsor tecnico del brand campione di Francia dal 2014,  ha lanciato nel 2015 la terza casacca (quella per le sfide di Champions) con uno spot dagli scenari epici. Una maglia molto bella completamente nera con i numeri in rosa, progettata per l’invincibilità, che ha fatto letteralmente impazzire i tifosi, i quali hanno svuotato gli store ufficiali in poche ore. In soli due giorni, ha confermato la Nike, si è raggiunto il dato di vendita del primo mese della terza maglia dell’anno scorso. Non si era mai visto prima nella storia del club.

La maglia di color nero profondo e le sfumature di grigio sullo scollo a V, oltre che sui fianchi, che mettono in risalto la fisicità dei calciatori, é stata lanciata con uno slogan molto efficace “Plus que la victoire, l’invincibilità”, cioè più che la vittoria l’invincibilità. Tanto è vero che nello spot i campioni sono rappresentati come dei cavalieri del futuro alla conquista della Champions League.

In seguito agli attacchi terroristici del 13 novembre 2015 avvenuti in varie zone di Parigi, che hanno sconvolto il mondo intero, il PSG come la più importante squadra di calcio di Parigi ha indossato per due partite ufficiali una maglia con la scritta “Je suis Paris” al posto degli sponsor ufficiali (Emirates, Ooredoo e Qatar National Bank) per rendere omaggio a quanti hanno brutalmente perso la vita in questi vili attacchi rivendicati dall’ISIS. 

L’iniziativa del logo “Je suis Paris”, voluta dal presidente del Psg, Nasser Al-Khelaifi, ha messo d’accordo tutti gli sponsor a liberare gli spazi in favore del tributo alle vittime e al dolore dei loro cari. Si é trattato di un messaggio di solidarietà e di difesa della libertà di vita e non di un becero tentativo di commercializzare un brand con lo slogan “Je Suis Paris” come invece ha accusato qualche esperto di marketing.

Fonte: PSG

 

Insomma sostanziosi investimenti economici e l’arrivo di molti campioni (parecchi  campioni della Serie A) rendono il PSG uno dei brand calcistici più identificativi al mondo, legato alla città di Parigi, senza dubbio una delle città più visitate al mondo, che con i suoi  15,57 milioni di visitatori nel 2016 si é posizionata terza dopo Bangkok e Londra. Infatti l’identificazione con la capitale francese attraverso un logo minimalista con al centro la Tour Eiffel stilizzata, icona indiscussa di Parigi, esprime valori di etica ed estetica, riconoscibili in tutto il mondo.

 

Marketing PSG e la sua Stadium App

Viviamo nell’era delle app e sempre più club adottano delle strategie di coinvolgimento dei propri tifosi sui dispositivi mobili ed il PSG ha da qualche mese lanciato la Stadium App, che potrà essere utilizzata dai tifosi ovunque essi si trovano.

Il punto di forza di questa app sono i contenuti audiovisivi inediti in esclusiva per i fan, che permettono di visionare le partite e chiarire eventuali dubbi sulle decisioni arbitrali, grazie alla possibilità di vedere le azioni in versione rallentata o da angolazioni differenti. Si tratta quindi di una novità inedita in ambito europeo. Inoltre il club garantisce una copertura completa prima dell’inizio della partita per vivere appieno l’atmosfera che si respira. 

Stadium App è la conferma che le società di calcio devono essere presenti anche sui dispositivi digitali per accrescere la visibilità del brand per avvicinarsi sempre alla generazione digitale, che vive la passione per il calcio in maniera diversa rispetto ai nostalgici che sono ormai in via di estinzione. Lo dimostra chiaramente il promo dell’app.

 

 

La Ligue 1, laboratorio di talenti

Ogni massimo campionato nazionale di calcio europeo ha i suoi brand che spendono e spandono, ma la Ligue 1 é quello che più di tutti esporta talenti in giro per l’Europa, confermandosi un vero e proprio laboratorio di stelle.

Non a caso nella febbrile attività di compravendita del calciomercato i top club europei vanno sempre più spesso a fare shopping in Francia. Nonostante l’esodo annuale, la Ligue 1 e i suoi vivai continuano a forgiare talenti con la sua propensione a impiegare questi giovanissimi ragazzi (ben 35 esordienti sotto i 20 anni in questa stagione) senza grandi preoccupazioni. A differenza della Serie A che vende e non porta a maturazione i giovani per farli approdare nelle prime squadre di riferimento e rendere così il proprio brand più forte.

Ormai é ben noto che i campionati di calcio in Europa hanno un giro di affari che farebbe girare la testa anche alla ragazzina del film cult “L’esorcista” e la Ligue 1 si piazza quarta dopo Premier League, Primera Division e Bundesliga. La Serie A continua a confermarsi un potenziale non sfruttato che vive ancora delle glorie passate.

 

Fonte: Transfermarkt

 

La e-Ligue 1, primo torneo ufficiale di e-Sports legato ad un campionato reale

L’innovazione tecnologica di e-Sports si é collegato al campionato reale francese, dando vita alla e-Ligue 1. La partnership tra una realtà sportiva, la LFP (Ligue de Football Professionnel) e Ea Sports, una casa produttrice di videogiochi, rappresenta una grande novità per il calcio francese ed europeo. Infatti gli sport elettronici assumono sempre un ruolo importante sul mercato del business del calcio, contraddistinto da diritti di trasmissione, sponsor e merchandising. Insomma un progetto così innovativo apporterà molti benefici per i club della Ligue 1 ed il PSG si è già mosso in anticipo, creando una propria squadra di e-Sports, e nel torneo in questione “sponsorizzeranno” i propri giocatori.

Concretamente il torneo si divide in torneo d’inverno (novembre-gennaio) e torneo primaverile (febbraio-marzo) e ci sarà una fase eliminatoria eppoi una fase finale nazionale. Le quattro finaliste che usciranno dalle due tranche si sfideranno infine nei play-off di maggio 2017, che decreteranno il club vincitore della prima Ligue 1 elettronica della storia. Insomma si tratta di un’iniziativa destinata a diventare epocale, per quello che sarà a tutti gli effetti il primo campionato di calcio virtuale in Europa a fare capo a una lega professionistica.

                                 Fonte: e-Ligue 1

 

Conclusioni

Il presidente del PSG, Nasser Al-Khelaifi, é stato chiaro della sua visione riguardo alla squadra parigina: diventare uno dei migliori club in Europa, vincendo la Champions League e portare il brand a valere 1 miliardo di Euro, sfruttando il fascino di una città internazionale come Parigi. Sono convinto che il lavoro costante del management nel tempo, con la strategia odierna di Marketing del PSG, insieme all’apporto continuo di investimenti incamerati dal comparto commerciale da contratti con sponsor di spessore non rappresenta solo una sfida, ma bensì una realtà concreta e l’aria che si respira attualmente al Parc des Princes sa proprio di Champions League.