Condividi, , Google Plus, Pinterest,

Stampa

Posted in:

Marketing sportivo: Tottenham Hotspur FC VS Juventus – i bianconeri

Marketing Juventus: la sfida di marketing sportivo con il Tottenham

Anche noi di Pop Up Magazine vogliamo tornare ancora sul tema del marketing sportivo e questa volta vogliamo farlo parlandovi del Marketing Juventus. La squadra bianconera si troverà il prossimo mercoledì a giocarsi la qualificazione contro il Tottenham e il nostro magazine pone a confronto la strategia di marketing sportivo degli Spurs con quella dei bianconeri, per decretare il vincitore economico di questa sfida tra titani. Impresa che sicuramente sul campo da gioco non sarà semplice, visto il 2 a 2 maturato all’Allianz Stadium, ma mai dire mai. Ma che lavoro c’è dietro ad una squadra che da ben sei anni padroneggia in campionato e che è riuscita a raggiungere due finali di Champions League in tre anni? Non è merito solo ed esclusivamente di allenatore, giocatori e tattica, ma una grande parte di merito lo gioca la società, che a livello manageriale fa un lavoro enorme per rendere quella che è a tutti gli effetti una squadra di calcio un’enorme macchina economica con degli introiti da paura. Ma andiamo con ordine.

Il marketing Juventus: le vittorie sono merito di società, organizzazione e strategia

La società

Il lavoro svolto dal CDA della Juventus è davvero encomiabile. La società è riuscita a guadagnarsi, negli anni tutt’altro che semplici della ripresa economica italiana, una solidità economica senza eguali nel mondo del calcio nostrano, prima ancora che il fairplay finanziario incombesse sulle teste di tutti i club del mondo. Per ben sette anni consecutivi, 2017 compreso, il bilancio bianconero ha chiuso in utile senza quindi necessità di una gestione critica dell’aspetto sportivo come conseguenza delle difficoltà economiche, situazione che purtroppo si ripete con grande frequenza nel nostro calcio.

marketing juve

L’organizzazione dopo Calciopoli

Non dimentichiamo mai da dove inizia il cammino che ha portato a questi grandi successi, la crisi legata a Calciopoli con conseguente serie B, anni di acquisti sbagliati, risultati deludenti che hanno avuto ripercussioni estremamente negative sul marketing calcistico bianconero, soprattutto sul versante sponsorizzazioni, la Juventus è infatti stata praticamente abbandonata da gran parte degli sponsor allora in partnership con la società di Corso Galileo Ferraris. I danni al brand Juventus sono stati quantificati dal presidente Andrea Agnelli in 444 milioni di euro, danni che per altro vanno molto oltre il lato puramente economico e che hanno inflitto al brand ferite e cicatrici davvero complesse da rimarginare. La Juve simpatica e perdente non piaceva più a nessuno perché nonostante il nome e la tradizione della società, sappiamo bene come agli sponsor serva visibilità ed un pubblico assicurato, due punti che la Juventus calata nel campionato cadetto e decimata nella società e nell’organico, non poteva certo assicurare. Per non parlare del potere contrattuale dei diritti TV che diminuì drasticamente, dove i proventi dalle gare di UEFA erano un lontano ricordo e il bilancio drammaticamente sconfortante. Da qui è partito il cammino della nuova Juventus per riprendersi il proprio blasone e la propria posizione di classifica e di bilancio.

Strategia di marketing Juventus: lo stadio di proprietà

Come fare dunque a far risorgere una società ormai completamente allo sbando? Creando un progetto senza eguali che per più di un decennio avrebbe impegnato l’intero mondo Juventus al fine di creare una nuova realtà: una vera e propria azienda di entertainment sportivo a 360 gradi e per farlo, il primo passo era senz’altro quello di mettere in piedi uno stadio di proprietà, i cui introiti fossero interamente bianconeri e in cui coltivare il sogno dell’internazionalità aziendale e calcistica. Ricalcare le orme non solo dei grandi mausolei del calcio europeo ma andare oltre imitando i grandi centri sportivi americani, gli stadi che sono anche mall e perché no cinema, centri sportivi per professionisti e non e molto altro ancora. Da qui nasce lo Juventus Stadium, un punto di ritrovo del tifoso bianconero tra merchandising, visite turistiche, shopping e punto d’incontro.

Una strategia di marketing Juventus perfetta, profilata fin nel più piccolo dettaglio. Calcio e Finanza ci spiega che nel 2010-2011, nell’ultima stagione disputata allo Stadio Olimpico, la Juventus aveva incassato dal botteghino poco più di 10 milioni. Con l’avvento dello Stadium i ricavi medi delle prime 5 stagioni sono stati di circa 41 milioni. Complessivamente, sono quasi 6 milioni gli spettatori che hanno assistito alle prime 157 partite della Juventus allo Stadium: la media è di 38.132 spettatori a gara, con una percentuale di riempimento del 92%. Dati che sono in complessivo aumento dalla stagione 2012/13. Come per tutte le società europee dunque, anche la Juventus ha avuto un’enorme crescita economica e d’immagine, proprio grazie al nuovo stadio.

Dalla stagione 2011/12 a quella 2015/16 la Juventus ha incassato ricavi provenienti interamente dallo stadio per 207 milioni, con una media di 41 milioni annui. Circa 15 in media l’anno in più di quanto incassato dal Milan, 19 in più dell’Inter e più del doppio rispetto al Napoli. Un dominio, agevolato ovviamente anche dall’aumento dei ricavi legati agli abbonamenti.  A riprova di quanto il nuovo impianto abbia ridato splendore e soprattutto appeal alla società torinese è l’accordo con Allianz, partner a cui è stata concessa la denominazione dell’impianto. Dalla stagione 2017/18 la casa dei bianconeri si chiama infatti Allianz Stadium, un affare da 75 milioni di euro complessivi, 6,25 milioni annui, che ha fatto e farà diventare ancora più rosea la situazione economica del club. Un’azione di marketing sportivo che fa davvero invidia a molti.

marketing juventus

Strategia di marketing calcistico Juventus: branding e comunicazione

Ma la rinascita juventina non è figlia solo del nuovo impianto sportivo ma del cambiamento totale di tutto l’assetto aziendale che ha avuto il suo apice nella strategia di rebranding del logo storico della società.

La scelta è stata senz’altro audace ma soprattutto pionieristica: l’obiettivo del rebranding è stato infatti quello di proiettare la Juventus nell’olimpo dei brand che contano, quelli che vengono riconosciuti da Oriente ad Occidente e che vengono indossati, disegnati, riprodotti su qualsiasi oggetto possibile. Uno stemma che in qualche modo renda la Juventus un’entità a tutto tondo, riconoscibile e apprezzabile dai tifosi oltre da chi invece è lontano da questo sport ma viene attirato comunque dallo stemma.

Queste le parole del presidente Andrea Agnelli alla presentazione del nuovo logo:

A che cosa pensa la bambina a Shanghai? Che cosa sogna il millennial a Mexico City? Come si comporta la ragazza di New York? Noi vogliamo rispondere a queste domande che sono estremamente complicate, con un linguaggio più accessibile, meno tecnico e sicuramente più evocativo, volto all’intrattenimento a 360 gradi!

Fare marketing sportivo puntando a diventare un’azienda leader nell’entertainment prima ancora che nel calcio: questo è il futuro della Juventus e questo è il futuro che paga. Questa è la strategia di marketing Juventus!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *