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L’employer branding strategy: un bene per la nostra azienda

Quale miglior momento c’è per parlare di permessi per dormire sul posto di lavoro, premi produzione, corsi di fitness regalati dal proprio capo, quindi di employer branding strategy, se non quello nel quale siete mentalmente, e speriamo anche fisicamente, lontani  dal vostro ufficio? E allora tra una valigia da preparare o disfare o tra un bagno e l’altro scopriamo insieme perché proprio l’employer branding potrebbe essere la più importante chiave di successo per il vostro brand.

Lo stretto legame tra employer branding e benessere di un brand

Proprio così, sembra sempre più evidente infatti che più le risorse interne ad un’azienda percepiscono complessivamente di stare bene, più il brand ne  risente positivamente.  Sostanzialmente l’equazione che funziona è la seguente: un lavoratore felice significa un consumatore felice. Se qualche anno fa tutto questo sarebbe stato qualcosa da considerarsi come molto superficiale o perlomeno di secondaria importanza, oggi moltissime aziende stanno comprendendo quanto sia importante curare l’employer branding in modo tale da mantenere o attirare al proprio interno talenti soddisfatti e felici di sposare il progetto che gli viene presentato. Solo in questo modo una forza lavoro felice avrà molte più possibilità di creare gratificazione anche nell’esperienza dei consumatori.  

Ma vediamo qualche esempio. Il negozio di moda Fitness Sweaty Betty cerca di aumentare sempre di più lo stato di benessere del proprio personale fornendogli numerose opportunità di divertimento per vivere uno stile di vita attivo mettendo a disposizione allenamenti gratuiti, organizzando eventi di fitness di squadra e sponsorizzando il proprio staff nell’apprendimento di nuove abilità nel fitness. Louise Hudson, UK senior marketing manager dice a Marketing Week:

Lo scopo della nostra azienda è quello di ispirare le donne nel trovare l’energia che dal fitness si espanda a tutta la loro vita, un messaggio che noi vogliamo dare sia al nostro team che ai nostri clienti. Dal momento poi che sappiamo che benessere non significa solo fare sport, ospitiamo seminari in loco su argomenti quali l’importanza del sonno, la salute finanziaria, i consigli per i genitori, per arrivare a far nascere in tutti la consapevolezza  che benessere non significa solo essere fisicamente, ma anche mentalmente in forma.”

employer branding

Il brand di moda non è certo l’unico a coltivare questa cultura che dal proprio team si propaga poi ai propri clienti. Il personale tecnico di Google ad esempio sta strizzando l’occhio all’idea di concedere 40 minuti di riposino ai propri dipendenti, il quartier generale di British Airways a Heathrow offre invece la possibilità di decidere i propri turni e alla Rolls Royce si sta allineando l’attività produttiva dei motori ad alte prestazioni alla resistenza emotiva e fisica del personale.

 

E non finisce qui. L’Inter Continental Hotel Group (IHG) sa bene che, in quanto brand che fornisce servizi di accomodation, la prima e l’ultima impressione che i propri clienti avranno dell’azienda dipenderà dal personale con il quale si interfacceranno. Uno staff felice offrirà un servizio ottimo agli ospiti, elemento imprescindibile per il successo del business aziendale. Ecco perché Elaine Grell, vicepresidente HR in Europa sostiene che:

“Unendosi alla nostra realtà, le persone avranno l’opportunità di far crescere le proprie carriere, di essere realmente coinvolte nel business che sviluppiamo e di vedere riconosciuto il loro contributo. Mediante una consistente comunicazioni interna, noi promettiamo ai nostri dipendenti il cosiddetto “spazio per essere te stesso”.

Grell cita la catena alberghiera Kimpton, famosa per il suo servizio del personale, come esempio di come il team sia incoraggiato a fare bene per il brand dal momento che si sente incoraggiato a dare il massimo e libero di prendere decisioni on-the-ground, in linea con l’obiettivo generale della società, ovvero quello di creare un’esperienza di soggiorno che sia al top. “E’ questo senso di libertà e di potere che mette in condizione il nostro personale di regalare un’esperienza stellare ai nostri ospiti e di avere la sensazione di lavorare in un posto fantastico sia che si faccia il room attendant che il  general manager.”

Per fare davvero la differenza quindi, le aziende devono adottare un approccio olistico che vada molto al di là della pura salute fisica, per concentrarsi anche sul benessere mentale ed emotivo dei propri lavoratori. Le organizzazioni provenienti da ogni settore sono incoraggiate a dimenticarsi di palliativi quali semplici sconti in palestra o frutta distribuita in ufficio e a capire che l’employer branding strategy ha la stessa importanza delle vendite o del raggiungimento degli obiettivi perché in effetti ne è la causa primaria.

Lo ha capito bene anche il brand Patagonia la cui missione conclamata è quella di rendere il pianeta un posto migliore e sano, ma per riuscirci prima di tutto devono diventarlo le persone. E’ per questo che nel loro quartier generale europeo ad Amsterdam, i dipendenti possono nutrire il proprio corpo con cibo biologico e la propria mente facendo yoga in loco con un programma di eventi ideati per ispirare soluzioni ai problemi ambientali. Altre cose che nutrono l’impegno dei lavoratori sono l’assistenza ai minori in loco e l’opzione di prendersi e due mesi per corsi di aggiornamento pagati. Non male direi, che ne pensate?

Assumiamo persone che si preoccupino dell’ambiente e dell’aria aperta e riteniamo fondamentale fornire loro una cultura che supporti e incoraggi amore per queste cose” spiega Alex Weller, direttore marketing europeo di Patagonia. “Vogliamo un ambiente tutt’altro che gerarchico e lo mettiamo in atto attraverso il nostro ufficio open space, con tavoli lunghi, in cui persone provenienti da diverse squadre possono condividere il pranzo insieme o incontrarsi informalmente.”

E nel mondo sanitario come siamo messi con l’employer branding? Il gruppo sanitario Bupa incoraggia i suoi team a dare priorità alla loro salute fisica e mentale attraverso una piattaforma di benessere digitale  chiamata Bupa Boost. Tutti i 30.000 impiegati utilizzano la piattaforma per condividere informazioni sugli aspetti del benessere più importanti per loro, oltre a lavorare con i loro colleghi per soddisfare i loro obiettivi di benessere.

Il benessere non è un’iniziativa, si tratta di creare una cultura e un ambiente in cui le persone prosperino. Non lo fai per una settimana o un anno. È qualcosa che si integra all’interno della cultura aziendale”, spiega Patrick Watt, direttore aziendale e responsabile globale del benessere a Bupa.

Tutto ciò sta mostrando dei risultati a dir poco strepitosi. Si, perché oltre a determinare un aumento della produttività, una riduzione drastica di assenteismo e la permanenza in azienda dei migliori talenti, tutto ciò crea nei dipendenti anche orgoglio, senso di appartenenza e fierezza in ciò che si fa con la diretta conseguenza che l’intero sistema ne risenta positivamente. Quindi il concetto è sempre lo stesso: più voi vi prenderete cura dei vostri lavoratori, più loro si prenderanno cura dei vostri consumatori.

Secondo il professor Cary Cooper, professore da 50 anni di psicologia e salute organizzativa presso l’Alliance Manchester Business School oggi ci “Abbiamo meno persone a fare più lavoro di prima con il risultato che si sentono  più insicure che mai”.

Ad essere fondamentali nel costruire una vera cultura di employer branding devono essere, secondo Cooper, gli strumenti per la resilienza emotiva.

“Il ruolo più importante nel fornire benessere sul posto di lavoro lo hanno i manager che devono sapere quando le persone non stanno affrontando un buon momento, per evitare di apportare loro ulteriore stress per esempio, inviandogli email ad orari assurdi.”

Non bastano tavoli da ping-pong e un open space, serve una vera cultura del benessere fatta di comprensione, flessibilità, ricompensa e aiuto reciproci.

Ora che abbiamo compreso affondo cosa significa employer branding strategy, vi  lasciamo con una classifica dei migliori posti di lavoro per i marketer che puntano ad una brillante carriera e ad un benessere psico-fisico costante. 

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