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La digitalizzazione delle banche: cosa sta avvenendo

© by Fonte: Wild Italy

Digitalizzazione delle banche: siamo ad un bivio

Mestieri che vanno e nuove professioni che vengono: questo è il digitale, e la successiva digitalizzazione che sta coinvolgendo ciascun settore professionale. Un processo non certo indolore che ha sancito il passaggio da analogico all’uso delle nuove tecnologie, e che come sempre da tradizione storica dell’evoluzione, crea cambiamenti destabilizzanti a scapito delle  generazioni non native di professionisti che appunto vi si trovano nel mezzo.

Il mondo si divide ancora in apocalittici ed integrati

Il paradosso è che a fronte di una tecnologia facilitante, i soggetti coinvolti reagiscono spesso come bloccati, non mancando di dimostrarsi persino resilienti a tale cambiamento epocale.
Critiche a parte un settore che sta risentendo positivamente di questo cambiamento è quello bancario: i servizi ora, resi sempre più agili ed accessibili, per contro hanno comportato uno sfoltimento ed una riqualificazione oltre che un aggiornamento degli specialisti di settore, che si sono risolti persino nella generazione di nuove figure professionali.
Dove esisteva un servizio di consulenza, ora non è insolito trovarne uno di sviluppo web a cui si sono aggiunti tanti altri che fanno capo al customer care ed altri ruoli affini sempre più orientati al digitale. Un cambiamento che sta obbligando le banche alla più grande trasformazione che le abbia mai viste coinvolte nel corso della loro storia.

Una svolta ma anche un bivio, che lascia poco spazio ad alternative perché in assenza di digitale si muore, e quindi un’azienda è destinata a soccombere. Implementare correttamente il digital banking è fondamentale e tutto verte a tale trasformazione: insomma c’è aria di rivoluzione.

Tempi che cambiano vita dura per le banche

La digitalizzazione delle banche è un cambiamento così grande, che vede addirittura la fine delle filiali come le abbiamo tradizionalmente intese finora perché non più necessarie; i trasferimenti di denaro ed i pagamenti gestiti ed eseguiti da piattaforme e robot oltretutto hanno il vantaggio di essere sempre aperti-disponibili ed operativi, oltre che reperibili.

Tutto verte a domandarsi a cosa servano ancora le banche quando per svolgere operazioni come pagare una bolletta basta una semplice App, o farlo  addirittura attraverso i pratici social media.


Anche la tecnofinanza e tante Start-Up nel settore finanziario contribuiscono a schiacciare ulteriormente nella loro morsa le banche che non riescono più a competere a causa di investimenti non più alla loro portata.
Per il momento l’unico settore forte è ancora il private banking ma non lo sarà ancora per molto poiché le infiltrazioni del digitale nelle dinamiche tradizionali sono come un coltello caldo nel burro e la differenza nella dilazione dei tempi parrebbe risiedere solo nella diffidenza momentanea, dovuta alla paura resistente rispetto alla protezione della sfera privata ritenuta erroneamente ancora come troppo debole e vulnerabile: ma si tratta solo di pregiudizi infondati.

Ovviamente il mobile nel processo di innovazione la fa da padrone; l’interazione e la diffusione capillare e massiva  sono gli aspetti portanti su cui ruota la velocità con cui è stata adottata tale tecnologia.

Digitalizzazione delle banche: c’è di più

A causa della crisi finanziaria e delle restrizioni economiche che ne sono conseguite, il precedente modello di business delle banche è andato in crisi, i costi superano di gran lunga il fatturato nettamente sbilanciato, mentre le nuove tecnologie invertono il rapporto generando crescita e sviluppo. Ciononostante talune banche europee si dimostrano ancora resilienti al cambiamento così come immancabile è il divario esistente con la realtà statunitense, probabilmente per la prossimità rispetto alla Silicon Valley, le fintech venture e più in generale rispetto alle innovazioni tecnologiche. D’altronde è anche vero che il mercato americano copre grandi numeri di utenze, senza le quali è impossibile coprire i costi elevati della implementazione informatica e per cui generare guadagni sono necessari volumi enormi.

La strada per il cambiamento, qual è?

E’ necessario inserire nell’organico nuove figure professionali afferenti le competenze strettamente digitali, la costituzione di nuovi team in cui i settori business e quelli degli sviluppatori siano in stretta connessione.
Il consulente clientela, invece, si evolverà in una sorta di coach che aiuta a gestire il denaro, stabilire obiettivi finanziari e raggiungerli. Del resto i nuovi canali digitali tra cui si annoverano i social media renderanno la comunicazione sempre più personale nell’ambito del consulente della clientela e quindi digital.

CONCLUSIONI

La digitalizzazione dei processi bancari è stata erroneamente avvertita troppo a lungo come insicura a causa dell’apertura totale insita nelle dinamiche di interazione digitale e della loro fragilità ma attualmente sistemi di pagamento di successo come Paypal non solo hanno sancito la svolta, ma sono la testimonianza di un servizio protetto e sicuro che offre garanzie e risparmi oramai da molti anni. Altri servizi digitali di successo si uniscono a rinfrancare ulteriormente l’offerta e la scelta disponibile e sono tutti funzionali alle esigenze degli utenti, oltre che flessibili ed innovativi. Rispettano gli e-commerce e sono protettivi nei confronti dei clienti, offrendo persino servizi inusuali alle banche di stampo tradizionale.

Molti dei risultati riportati in questo post sono sotto gli occhi di tutti mentre i concetti in merito alla rivoluzione digitale in atto nel settore bancario provengono dalla parafrasi successiva alla lettura dell’intervista di Holger Spielger nuovo “Head of Innovation” della Digital Private Bank di Credit Suisse, in cui con le sue risposte spiega la rivoluzione finanziaria implicita e legata alla digitalizzazione che le sta colpendo, e offre alcuni spunti su come approcciarsi costruttivamente rispetto ad essa, per fronteggiarla, sviluppando per esempio una piattaforma di supporto che garantisca la protezione dei dati che agevoli il rapporto di interazione interpersonale diretto tra cliente e banca digitale.

Infine un’osservazione in merito al fenomeno: è curioso e sintomatico che una tecnologia digitale finora definita come ‘a distanza’, per quanto possa risultare una contraddizione in termini, se non abbracciata rapidamente dalle banche rischi altrimenti di farle allontanare dal cliente..

Articolo a cura di Antonio Luciano

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