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Tifosy: intervista a Gianluca Vialli, Co-founder della piattaforma

Tifosy: una piattaforma sportiva di crowdfunding per finanziare le società calcistiche grazie alla partnership con i propri  tifosi

Se si pronuncia il nome di Gianluca Vialli, si sa di chi si sta parlando e molto prima di apparire in giacca e cravatta alla TV, é stato un grandissimo attaccante, non solo della nazionale italiana, ma soprattutto di Cremonese, Sampdoria, Juventus e Chelsea, vincendo numerosi trofei, in campo nazionale ed internazionale.

L’ex campione, insieme a Fausto Zanetton (investitore, che ha lavorato in Goldman Sachs), è il Co-founder di Tifosy, la piattaforma di crowdfunding utile per finanziare le società sportive e soprattutto quelle calcistiche, grazie alla partecipazione azionaria dei tifosi, nel ruolo di investitori esterni.

Spesso e volentieri nel bilancio delle piccole societá sportive i conti non tornano e le banche sono parecchio restie a sbloccare il capitale utile allo sviluppo di progetti utili per la sopravvivenza o al miglioramento infrastrutturale di queste piccole e medie imprese.

Quindi spesso non basta affidarsi ad un proprietario o agli sponsor, i quali iniettano liquidità (che spesso non basta) nel club, ma ai veri appassionati della societá sportiva in questione, ovvero i tifosi, che da clienti diventano partner d’eccezione per rendere la propria squadra del cuore un’ impresa di successo.

Da quando é stata fondata nel 2015, la piattaforma italo-inglese che si autodefinisce anche di fan-funding , ha finanziato svariate campagne grazie a piú di 10.000 tifosi, coadiuvando così la raccolta di circa 1 milione di Sterline per club inglesi, come ad esempio il Fulham ed il Coventry City, oltre a contribuire alla rinascita sportiva del Parma con l’iniziativa #WeAreParma.

Insomma Tifosy, oltre a rafforzare i legami tra tifosi e realtá sportive, si dimostra essere un’opportunitá democratica di successo per incrementare  e sostenere le finanze della societá sportiva del cuore attraverso vendita di azioni, mini bond o ricerca di donazioni in cambio di specifici premi.

Ma sentiamo cosa ci racconta Gianluca  della sua piattaforma.

Buongiorno Gianluca, da attaccante e allenatore di successo internazionale a Co-founder della piattaforma tifosy.com: spiegaci di cosa si tratta e perché è davvero innovativa

Buongiorno a tutti, dunque Tifosy è la prima ed unica piattaforma sportiva di crowdfunding pienamente autorizzata. Quello che ci rende così innovativi è che per la prima volta si offre l’opportunitá ai tifosi di investire in progetti significativi per i loro club sportivi preferiti. Questo lo chiamiamo Fan-funding.

Nel mondo del calcio ci sono 20-25 club, che sono grandi aziende, ma al di fuori di questi si tratta essenzialmente di piccole e medie imprese. Se un club non può contare su un proprietario ricco,  deve essere più creativo per accedere ai finanziamenti. L’accesso al capitale è generalmente molto difficile per la maggior parte dei club sportivi. Così Tifosy risolve due grandi problemi nello sport moderno, ma soprattutto nel calcio: il finanziamento nello sport e l’impegno assunto dai tifosi con il proprio club.

Il calcio mi ha dato tanto e per questo sono così appassionato di questo progetto, che coinvolgendo i tifosi, può dare qualcosa indietro a lungo termine alle societá, migliorandone l’infrastruttura.

Quanto sono importanti i tifosi per i brand calcistici e perché? Come i tifosi possono rappresentare il valore aggiunto per Tifosy e per i club che fanno parte del progetto?

Il tifoso è al centro della piattaforma, ecco perché l’abbiamo chiamato Tifosy. Lo sport è ormai un enorme business di intrattenimento, ma continuando a crescere come tale è indispensabile che le societá non perdano il rapporto con i sostenitori, che sono il battito cardiaco di ogni club.

Gli sponsor pompano denaro nei club e questi li chiamano partner, ma sono motivati dal ritorno per il loro marchio piuttosto che dalla passione e dall’amore per il club. Allora hai i tifosi, le persone appassionate, che gli stessi club chiamano clienti. Questo è ciò che stiamo lavorando per far cambiare. I tifosi devono diventare i veri partner per il club.

Che differenze riscontri al momento circa la gestione delle community di tifosi dei club di Premier League rispetto ai club di serie A? Cosa potremmo imparare dai club inglesi e viceversa?

In questo momento l’Inghilterra è leggermente avanti, economicamente parlando. E all’inizio dell’estate scorsa abbiamo aiutato lo Stevenage FC della Football League a raccogliere 600.000 Sterline necessarie a costruire la nuova Curva Nord per il loro stadio, lanciando il primo mini-bond di calcio inglese. Tuttavia, altri sport li hanno già usati: Harlequins Rugby Club e Surrey County Cricket Club sono due esempi di successo.

In Italia abbiamo svolto numerose rewards-based campaign di successo, cioé  campagne di crowdfunding a fronte di una ricompensa, ma la nostra prossima campagna sarà quella piu grande fino adesso, in quanto lavoreremo con il Frosinone per lanciare il primo mini-bond nel calcio italiano il prossimo 20 novembre. I tifosi potranno scegliere tra interessi in denaro oppure interesse del club con un ritorno sul loro investimento. Ciò significa che i tifosi possono contribuire a sostenere il futuro economico del loro club rafforzandone le infrastrutture, prevedendo allo stesso tempo un rendimento finanziario interessante.

I tifosi italiani sono tra i più appassionati del mondo e se le societá della Serie A sfruttassero questa sensazione per coinvolgere i propri tifosi in progetti reali, allora le possibilità sarebbero enormi.

In una tua intervista ho letto che lo scopo di Tifosy è quello di liberare il grande potenziale che potrebbe scaturire dalla collaborazione tra tifosi e società. Come possono i brand calcistici valorizzare questo patrimonio di passione? Davvero è possibile secondo te, in un futuro non troppo lontano, fare in modo che siano i tifosi stessi ad essere proprietari delle squadre?

I 30 club più seguiti su Facebook hanno più di 720 milioni di follower e più di 1 miliardo su tutti i canali sociali. Faccio un esempio pratico: se ogni membro della fanbase globale di Tottenham Hotspur avesse dato 10 Sterline, si sarebbero potuti comprare Lionel Messi. Questo dovrebbe far capire di ciò che è possibile nel mercato digitale globale.

La Germania ha dimostrato con il modello 50 + 1 che la proprietà dei soci dei club può funzionare. Ma l’obiettivo di Tifosy non è solamente questo: aiutare i club a diventare più sostenibili e finanziariamente solidi, ma bensì costruire rapporti con i loro tifosi.

I tifosi vogliono avere un ruolo deteminante nel futuro della loro squadra del cuore e contribuire cosí a campagne e progetti che ne assicurano il futuro con un ritorno finanziario sul loro investimento. Se posso acquistare equity nel mio club preferito e ottenere il 4% di interesse sul mio investimento, allora la prospettiva è ancora più attraente.

Tornando a parlare della piattaforma, come funziona una campagna di crowdfunding su Tifosy? E’ al momento disponibile anche per I tifosi italiani? Se SI, quali squadre ha supportato o supporta tuttora?

La nostra missione è quella di consentire ai tifosi di investire nei club che amano in modo equo e trasparente e ciò è la questione centrale di quello che facciamo. Non ci impegniamo con un progetto se non abbiamo fiducia nel club, nella sua proprietà e nella campagna. Dobbiamo esserne certi che del progetto beneficerebbero sia i club sia i tifosi, e una volta che ne siamo soddisfatti, la campagna verrà lanciata e i tifosi possono investire.

Abbiamo già svolto numerose campagne per i club italiani. Con Parma, abbiamo raccolto oltre 170.000 Euro per costruire “Il museo crociato” per ospitare i trofei e i cimeli del club. Il museo si è stato inaugurato il 13 gennaio scorso, il giorno della festa del patrono di Parma, Sant’ Ilario. Per un club che cerca di rimettersi in piedi, questa è stata un traguardo davvero molto importante per celebrare la propria storia. Nel giugno scorso abbiamo raccolto oltre 20.000 di Euro per Carpi F.C. 1909 per costruire una nuova fanzone presso lo Stadio Cabassi, con il contributo di oltre 200 Fanfunders.

Secondo te cosa dovrebbero fare I club italiani per avere maggiore appeal anche a livello internazionale? Che club italiano ci sta riuscendo o comunque sta muovendosi nella direzione giusta?

Il calcio italiano giustamente cerca risposte a seguito della mancata qualificazione per la Coppa del Mondo. Tatticamente erano troppo negativi, ma il divario tra la spesa per i giovani nei club italiani rispetto ad altri campionati in Europa è troppo grande. I club spagnoli, per esempio, spendono molto di più nello sviluppo del loro settore giovanile.

Un club italiano che vince la Champions League certamente attirerà anche più attenzione. La Juventus si è avvicinata piú volte negli ultimi anni e se continuano a bussare alla porta alla fine riusciranno a farsela aprire.

Grazie Gianluca per le tua disponibilità e colgo anche l’occasione per  ringraziare  Tim Jotischky, che si occupa della comunicazione di Tifosy.

Dunque Tifosy mostra chiaramente che non bisogna essere per forza un miliardario per investire in un club, ma anche i fan possono farlo, spinti dalla passione a sostenere la loro squadra.

Concludo con una citazione del giornalista e scrittore, Luca Goldoni:

Parafrasando il Talmud, l’amore di un uomo per una donna cresce e cala con la luna. L’amore di un uomo per la sua squadra è fisso come le stelle e dura eterno come le parole del profeta.”

Quindi Tifosy scatena la passione e l’amore  di più di un miliardo di tifosi nel mondo, che rappresentano un’ottima base di investitori da utilizzare e chissà se magari tutti gli appassionati della Nazionale di Calcio Italiana (me compreso) possono aiutarla  a ritagliarsi un ruolo di primo piano e rifar brillare le quattro stelle d’oro, simbolo dei titoli mondiali conquistati finora dagli Azzurri.

 

 

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