Intervista ad Andrea Arizzi, Portavoce di TheFork in Italia

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Andrea Arizzi

Intervista ad Andrea Arizzi, Head of New Business Italia, Francia e Belgio e Portavoce di TheFork in Italia

Per il nostro consueto spazio dedicato alle interviste, oggi abbiamo il piacere di ospitare sul nostro sito Andrea Arizzi, Head of New Business Italia, Francia e Belgio, nonché Portavoce di TheFork in Italia, con il quale discutiamo dell’attuale situazione nel settore della ristorazione e dei nuovi trend digitali legati al food, dei quali TheFork, con il suo servizio, è parte integrante.

Buona lettura e benvenuti su Pop Up!

  • Ciao Andrea, benvenuto su Pop Up. Se ti va presentati ai nostri lettori..

Sono Andrea Arizzi e mi occupo del Business per Italia, Francia e Belgio presso TheFork. Lavoro in quest’azienda da prim’ancora che nascesse, nel senso che ero già parte di restOpolis, la società fondata dal nostro attuale CEO  Almir Ambeskovic e che è stata poi acquistata da Tripadvisor per dare origine a TheFork Italia. Quindi si può dire che ho visto nascere e crescere le prenotazioni online dei ristoranti nel nostro Paese.

  • Come sono cambiate le abitudini degli italiani con la pandemia, in fatto di ristorazione?

Sicuramente gli italiani hanno dimostrato grande capacità di adattamento. Quando non hanno potuto prenotare la cena, hanno aumentato le prenotazioni per il pranzo e quando gli è stato chiesto di mangiare solo all’esterno hanno sfidato anche la pioggia della prima settimana di riaperture. Insomma la domanda c’è anche a fronte di un’offerta limitata da restrizioni e coprifuoco. Sicuramente c’è voglia di tornare a una normalità pre-pandemia e a vivere esperienze fuori casa, come dimostra l’aumento costante delle prenotazioni dalla riapertura a oggi. 

Se guardiamo alle abitudini in senso stretto, i clienti vogliono essere certi di trovare un tavolo, anche vista la capienza limitata dei ristoranti: nel 2019 si prenotava mediamente 3/4 ore prima dei pasti, mentre dal 26 aprile a oggi i clienti hanno prenotato mediamente 19 ore prima. Anche i giorni preferiti per uscire cambiano: in generale il weekend rimane di punta ma le prenotazioni si sono distribuite durante la settimana: ad esempio, dalla riapertura, il mercoledì è stato scelto come giorno per mangiare fuori il doppio rispetto al passato.

  • Prenotazioni online: qual è il ruolo di “TheFork” in questo trend digitale? Quali sono i vantaggi del prenotare un tavolo su TheFork rispetto alle tradizionali metodologie?

Per gli utenti, TheFork è una piattaforma – app e sito web – con circa 80 mila ristoranti in tutto il mondo di cui più di 20 mila in Italia. Parliamo di indirizzi di ogni tipologia: dalla pizzeria ai ristoranti premiati dalla prestigiosa Guida MICHELIN, passando per fine dining, bistrot, etnici e trattorie contemporanee.

I vantaggi sono tanti: in primis la possibilità di prenotare 24 ore su 24, 7 giorni su 7 verificando quali sono i ristoranti aperti e con coperti disponibili, una funzionalità sempre più utile in questo momento di capacità limitata. Grazie a filtri, foto, prezzo medio, menù e recensioni, si può individuare facilmente il ristorante giusto per l’esperienza che si sta cercando. Inoltre, vi sono vantaggi legati al prezzo perché, attraverso TheFork, i ristoranti possono decidere di offrire sconti fino al 50% o riduzioni di 25 e 50 euro, aderendo al programma fedeltà. Grazie a TheFork PAY è oggi possibile pagare il conto tramite l’app di TheFork in modalità contactless e ancora con le Gift Card di TheFork si può finalmente regalare un’esperienza in migliaia di ristoranti, che accettano questo nuovo strumento. 

  • Mangiare al ristorante vs Ordinare a casa il pasto: guardando al futuro con ottimismo, come cambieranno, a pandemia conclusa, le abitudini degli italiani legate al pasto? Si ritornerà al ristorante oppure il trend di ordinare il cibo e consumarlo a casa prenderà il sopravvento? E come vedi il nuovo business di aprire locali dedicati esclusivamente all’asporto? Prevedi una loro crisi dopo la pandemia oppure questo trend rimarrà?

Durante la pandemia asporto e consegna a domicilio sono stati l’unico strumento che ha consentito ai ristoranti di generare ricavi e mantenere un legame con la clientela.

Per alcune tipologie di ristorazione è una forma di business destinata a ridimensionarsi poiché non permette di fare grandi marginalità e di valorizzare al meglio l’esperienza gastronomica proposta. In generale ci aspettiamo quindi che asporto e delivery restino sul mercato così come le cosiddette “dark kitchen”, ma senza cannibalizzare altre forme di consumo dei pasti fuori casa, come dimostra il boom di prenotazioni avvenuto non appena i ristoranti hanno riaperto. 

  • Qual è stato il ruolo di TheFork in questa pandemia, visto il suo core business? Quali novità ci attendono dal brand?

Abbiamo azzerato le commissioni mensili delle versioni avanzate del nostro gestionale TheFork Manager nei periodi di chiusura e per i nuovi clienti anche a saracinesche aperte, per consentire loro di sfruttarne al massimo le funzionalità ora che possono nuovamente accogliere i clienti. Questo ha permesso un risparmio annuale per i ristoranti di 900K.

Abbiamo accelerato sullo sviluppo del nostro sistema di pagamento contactless TheFork PAY e delle Gift Card di TheFork, carte regalo che permettono ai ristoranti di ampliare la propria clientela anche a target B2B. Nel caso delle carte regalo, non abbiamo inserito e non intendiamo farlo, alcuna fee aggiuntiva rispetto a quella classica di prenotazione di TheFork, che appunto richiede una commissione pari al costo di un coperto per ciascun posto prenotato attraverso i canali di TheFork ed effettivamente consumato.

Per quanto riguarda TheFork PAY, parimenti, non abbiamo introdotto alcuna fee a nostro vantaggio, limitandoci a quella richiesta dal fornitore dei servizi di pagamento, che però per il momento abbiamo deciso di azzerare – facendocene carico – visto il periodo difficile per i ristoranti. 

  • TheFork si è unita a Fipe e APCI in favore dei ristoranti italiani: ci spieghi meglio questa iniziativa?

Collaboriamo con le principali associazioni e con le maggiori guide gastronomiche, per valorizzare la ristorazione italiana nel nostro Paese e nel resto dei mercati in cui operiamo.

Abbiamo organizzato nel tempo tante iniziative con Fipe e APCI, con l’obiettivo di digitalizzare il settore, portando la nostra esperienza a vantaggio dell’industria della ristorazione. Tra le ultime operazioni lanciate, c’è una campagna di sensibilizzazione agli utenti volta a spiegare loro quali comportamenti mantenere al ristorante perché questa riapertura sia stabile. Oltre a una campagna vaccinale efficace e a misure di sostegno appannaggio del governo, tutti devono fare la loro parte. Chi ha la possibilità economica di mangiare fuori più spesso, è bene che lo faccia per sostenere le eccellenze italiane a rischio chiusura. Tutti i clienti devono poi aiutare i ristoranti, evitando assembramenti, mancato rispetto delle regole e no-show.

Questo è il nostro appello alla community di TheFork e a tutti i clienti dei ristoranti. 

andrea arizzi thefork

Ringraziamo Andrea Arizzi per il tempo concessoci. Alla prossima con le interviste, sempre a cura di Pop Up Mag!