martedì, Ottobre 6, 2026
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Il futuro dei social media con le nuove tecnologie: ne parliamo con Maurizio Lotito di Postpickr

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Le nuove tecnologie e i social media: come cambia il nostro lavoro e il futuro che ci attende, sono i temi dell’intervista a Maurizio Lotito di Postpickr

Il mondo dei social media è in continua evoluzione. Dalla loro creazione, questi hanno continuato ad evolversi in base ai cambiamenti della società in cui viviamo, all’introduzione delle nuove tecnologie (ultima l’IA) e alle esigenze pubblicitarie e di comunicazione dei brand. Di questo ed altro ne discutiamo con Maurizio Lotito di Postpickr, piattaforma di gestione dei social media, tra le più utilizzate in Italia.

Vediamo insieme cosa ha dirci il nostro Maurizio: buona lettura e benvenuti su Pop Up!

Ciao Maurizio, quali sono, secondo te, i trend social più rilevanti del momento?

Vedo due macro-tendenze che sembrano opposte, ma sono facce della stessa medaglia.
Da un lato, la frammentazione dell’attenzione: le piattaforme sono diventate motori di intrattenimento basati sull’interesse (il modello TikTok) più che sul grafo sociale (gli amici). Questo obbliga i brand a creare contenuti che funzionano “a freddo”, senza basarsi solo sulla fedeltà pregressa. Dall’altro, il ritorno alla dimensione privata: la vera conversazione si è spostata dai feed pubblici (diventati vetrine) ai gruppi privati, alle newsletter e ai DM. È il cosiddetto “Dark Social”. Per i brand, la sfida oggi è essere così rilevanti da meritarsi di entrare in quelle conversazioni private.

In che modo l’intelligenza artificiale sta cambiando la creazione dei contenuti sui social media, sia per i brand sia per i creator?

Stiamo vivendo un passaggio storico: da “Software as a Service” a “Software as a Workforce”.
Fino a ieri, il software era un martello: dovevi sapere tu come usarlo. Oggi, l’AI agisce da “collaboratore junior”. Per i creator, significa non partire mai più dal foglio bianco. Per i brand, significa poter scalare la produzione di contenuti (testi, immagini, video) a livelli impensabili prima.
Ma attenzione: l’AI è un ottimo esecutore, ma un pessimo stratega. Il rischio è confondere la velocità di produzione con l’efficacia della comunicazione.

L’AI sta rendendo i social più efficienti o più omologati? Dove vedi il rischio maggiore?

Il rischio di un’omologazione di massa è altissimo. Se tutti usiamo gli stessi modelli con gli stessi prompt generici, otterremo tutti la stessa comunicazione media, corretta ma insipida.
L’efficienza c’è, ma il prezzo è la perdita di anima.

Il rischio maggiore è l’inflazione dei contenuti: saremo sommersi da post generati automaticamente che non aggiungono valore. In questo scenario, chi saprà usare l’AI non per “fare prima”, ma per “fare meglio” (personalizzando, analizzando dati, trovando angoli unici), vincerà. L’AI deve essere un amplificatore della creatività umana, non un sostituto.

Quanto conta oggi l’autenticità in un contesto in cui testi, immagini e video possono essere generati artificialmente?

L’autenticità sta diventando il vero “bene di lusso” del digitale. In un mondo sintetico, l’imperfezione umana diventa un segnale di valore. Più i contenuti diventano patinati e artificiali, più le persone cercheranno connessioni vere: il “dietro le quinte” sporco, l’opinione non filtrata, l’errore ammesso, la faccia del fondatore.
Credo che vedremo un bivio netto: da una parte contenuti di utilità e intrattenimento generati dall’AI, dall’altra contenuti di relazione ed empatia che dovranno essere rigorosamente umani.

Come stanno evolvendo gli algoritmi delle piattaforme con l’integrazione dell’AI e che impatto hanno sulla visibilità organica?

Gli algoritmi non si limitano più a leggere parole chiave o hashtag. Oggi comprendono il contesto semantico e visivo del contenuto. Sanno cosa c’è in un video senza leggere la didascalia.
Questo significa che i vecchi trucchi SEO sui social funzionano meno. Gli algoritmi premiano la retention (quanto tempo tieni l’utente incollato) e l’engagement reale.
L’impatto sulla visibilità organica è brutale per chi fa contenuti mediocri, ma è un’opportunità per chi fa qualità: se il contenuto è valido, l’AI lo distribuirà al pubblico giusto, anche se non hai milioni di follower. È la democratizzazione della viralità, ma l’asticella della qualità si è alzata.

Quali competenze dovrà sviluppare un social media manager nel 2026 per restare competitivo in uno scenario AI-driven?

Il SMM deve smettere di essere un “operatore” e diventare un “Direttore Editoriale”. Le competenze tecniche (scrivere un copy, ritagliare una foto) saranno commodity gestite dall’AI.

Le competenze insostituibili saranno:

  • Visione Strategica: Saper decidere cosa dire e perché, prima di chiedere all’AI di produrlo.
  • Data Literacy: Saper leggere i dati per guidare l’AI verso risultati migliori.
  • Empatia e Gestione della Community: Capire gli umori del pubblico, gestire le crisi, creare relazioni. L’AI può rispondere a un commento, ma non può (ancora) capire l’ironia o il sottotesto emotivo di una community.

Guardando al futuro, come immagini il rapporto tra comunità, social media e intelligenza artificiale nei prossimi 3–5 anni?

Immagino un ecosistema ibrido. L’AI diventerà il “tessuto connettivo” delle community: modererà le discussioni tossiche in tempo reale, riassumerà thread infiniti per i nuovi arrivati, e magari faciliterà connessioni tra utenti con interessi simili. Ma il cuore della community resterà umano. Anzi, prevedo una rinascita degli eventi fisici e delle community “gated” (chiuse), come reazione all’eccesso di digitalizzazione. I social media torneranno a essere strumenti per facilitare l’incontro reale, non per sostituirlo.

In che modo Postpickr sta accompagnando l’evoluzione dell’IA all’interno della sua piattaforma?

Non ci siamo limitati ad “attaccare” ChatGPT dentro PostPickr. Abbiamo lavorato sul contesto. Il nostro approccio è fornire all’AI la “memoria” del brand. PostPickr funge da Knowledge Graph: custodisce lo storico dei post, il tono di voce, le preferenze del cliente. Quando usi la nostra AI, lei sa già chi sei e come comunichi.

Stiamo trasformando la piattaforma da un luogo dove “si lavora manualmente” a un hub dove si “orchestra il lavoro” di assistenti intelligenti, mantenendo però sempre il controllo umano (Human-in-the-loop) per garantire sicurezza e qualità.

Quali sono le ultime novità di Postpickr? Quali saranno le nuove features a cui state lavorando?

Abbiamo appena rilasciato un AI Assistant completamente integrato che non solo genera testi e immagini, ma permette di manipolarle semanticamente (es. “cambia lo sfondo”, “aggiungi un oggetto”) direttamente nell’editor.

Per il futuro, stiamo lavorando per rendere PostPickr “Agent-Ready”. Stiamo sviluppando un’infrastruttura che permetterà agli utenti di delegare task complessi, come “Analizza i competitor e proponi un piano editoriale per il prossimo mese” o “Trasforma questo articolo del blog in un carosello per Instagram ed in un pdf per LinkedIn”.

L’obiettivo è liberare i professionisti dalla routine operativa per restituire loro il tempo per la strategia.

Ringraziamo Maurizio Lotito di Postpickr per il suo tempo e per essere intervenuto su Pop Up. Alla prossima con le ultime novità sul mondo dei social media!