Giornalismo online: il consumo di notizie passa dai social media

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Giornalismo online: il consumo di notizie passa dai social media, secondo il rapporto di Reuters Institute in collaborazione con YouGov

Il popolo della rete è collegata ad Internet, in tempo reale, per svariati scopi: chiacchierare con gli amici e con la famiglia, intrattenersi e intrattenere gli altri sui social, fare shopping e, infine, consumare notizie. Quello del consumo di notizie e del giornalismo online è uno dei temi centrali del nuovo rapporto di Reuters Institute in collaborazione con YouGov, il quale ha pubblicato una relazione dettagliata (oltre 160 pagine) dedicata ai post social e alle tendenze sul consumo di notizie nel 2023. La notizia ci giunge da Social Media Today. Nello specifico, questo report incorpora le risposte di quasi 100.000 utenti Internet in 52 nazioni e include un mucchio di analisi approfondite delle tendenze del coinvolgimento delle notizie, nonché le opinioni delle persone sull’interferenza algoritmica, il pregiudizio di sinistra/destra, critica dei media e via discorrendo.

Prima di tutto le notizie: se Google rimane il canale centrale per il consumo di notizie, abbiamo la tendenza del consumo di news sui canali social più che sul sito internet diretto dell’editore online, almeno per quanto riguarda i più giovani (di età inferiore a 24 anni).

Il comportamento sul consumo di notizie varia e si differenzia da paese a paese e da continente a continente. Ad esempio, abbiamo che i paesi del Nord Europa sono più attivi nel ricercare direttamente le notizie, rispetto ai paesi asiatici e sudamericani, che invece ricercano le notizie sui social media. Infine, i mercati dell’Asia-Pacifico tendono a rivolgersi a siti di aggregatori di notizie, come Yahoo, per rimanere aggiornati sugli ultimi avvenimenti.

Altra tendenza che balza agli occhi è il cambiamento di comportamento nei confronti del consumo di notizie sui social media, oltre che il cambiamento nell’uso degli stessi canali sociali. Infatti, la condivisione delle notizie e delle proprie opinioni in merito alla notizia stessa viene fatta con un gruppo ristretto di persone (magari usando le chat di Whatsapp o Telegram) e meno sui social media, come Facebook e Instagram. Anche TikTok è in ascesa sul fronte notizie, soprattutto nell’ambito del consumo di notizie. Allo stesso modo un’altra evidenza sta nel consumo di notizie su Twitter, soprattutto riguardante temi di cronaca e politica. Facebook rimane comunque il canale più utilizzato per condividere le notizie ma il suo peso si è ridotto dal 42% al 28%.

Le persone, semplicemente, non stanno cercando di pubblicare i propri pensieri e opinioni allo stesso ritmo di una volta, a causa dell’angoscia reattiva, della potenziale divisione e della memoria infinita di Internet, che ha lasciato le persone meno inclini a utilizzare le loro piattaforme social come mezzo per trasmettere la loro prospettiva e opinione.

Come da rapporto:

“Facebook rimane la rete più importante (aggregata in 12 paesi) al 28%, ma ora è inferiore di 14 punti rispetto al picco del 2016 (42%). Facebook da tempo prende le distanze dalle notizie, riducendo la percentuale di notizie che le persone vedono nel proprio feed (3% secondo gli ultimi dati dell’azienda di marzo 2023), ma nell’ultimo anno ha ridimensionato anche i pagamenti diretti agli editori e ad altri schemi che hanno sostenuto il giornalismo. La crescita di YouTube come fonte di notizie è spesso meno notata, ma insieme all’ascesa di TikTok dimostra il passaggio a reti guidate da video”.

I video, nel complesso, tendono a generare più coinvolgimento, quindi non sorprende vedere sia YouTube che TikTok a guadagnare coinvolgimento, anche se ciò potrebbe anche sollevare maggiori preoccupazioni sulla potenziale influenza che il governo cinese potrebbe avere o meno sul modo in cui opera TikTok.

Su Twitter:

“È più probabile che gli utenti di Twitter prestino attenzione ad argomenti di cronaca, come la politica e le notizie economiche, rispetto agli utenti di altre reti, mentre gli utenti di TikTok, Instagram e Facebook hanno maggiori probabilità di consumare post divertenti (o satira) che si riferiscono alle notizie principali.”

Per maggiori informazioni, puoi scaricare il report qui di seguito.