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Food marketing: il caso del sushi pagato in post su Instagram

food marketing

Food marketing: il caso “This is not a Sushi Bar”, dove il sushi è pagato in post su Instagram

A chi di voi non piace il sushi? 

Sono sicuro che a tutti voi, almeno una volta nella vita, sia scattata quell’irresistibile voglia di questo piatto tipico giapponese, che ultimamente va tanto di moda. Li chiamano sushi bar ed oltre che cibo buonissimo, questi locali stanno velocemente diventando alla moda anche per le loro pratiche di food marketing.

L’ultima notizia in ordine di tempo è quella del famoso locale This is not a Sushi Bar, sushi bar milanese di Via Lazzaro Papi a Milano. Questo locale della famosa catena di ristoranti milanesi ha avuto una bella idea: perchè non farci pubblicità con gli influencer?

E così che nasce la loro campagna di food marketing, dove il cliente paga il conto in base al numero di follower che possiede su Instagram!

sushi milano

Come funziona l’offerta?

La campagna è semplice quanto efficace e parte da un assunto fondamentale: alle persone piace fotografare il cibo e postarlo sui social. Allora perchè pagare Facebook e le altre piattaforme, quando si ha il vantaggio di avere utenti che ci fanno pubblicità sui loro profili? Ed ecco l’idea: incentivarli offrendo loro di pagare il conto oppure di offrire loro alcune pietanze in base al seguito sui social, in particolar modo Instagram.

Nello specifico il funzionamento è il seguente: si pubblica su Instagram la foto del piatto scelto, taggando il ristorante (se volete cercarlo sui social il profilo è @thisisnotasushibar mentre l’hashtag è #thisisnotasushibar) e una volta alla cassa si presenta il post (che lo store manager avrà controllato prima di procedere con l’operazione).

Una volta ordinato il primo piatto, la tabella di conversione è la seguente:

  • da 1.000 a 5.000 follower si porta un primo piatto in più;
  • da 5.000 a 10.000 i primi piatti diventano 2;
  • da 10.000 a 50.000, quattro piatti;
  • da 50.000 a 100.000 otto piatti;
  • più di 100.000 follower: tutto gratis;

Esclusa dalla campagna di food marketing sono le bibite e alcuni piatti più ricercati.

I titolari del locale, Matteo e Tommaso Pittarello, hanno spiegato che in questo modo vogliono stimolare la partecipazione dei clienti. Inoltre è un buon modo come detto di farsi pubblicità in maniera spontanea e senza passare per costose sponsorizzate che spesso non portano ai risultati sperati.

Ragazzi aggiungetemi subito su Instagram (@francecorvi85): mi è venuta voglia di sushi! 😉

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