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Food blogging: tra cucina e social network

Food blogging © by Gian Marco Folcolini photo

Una delle attività che ultimamente sta diventando sempre più popolare anche in Italia è quella del food blogging. Il nostro magazine cerca sempre di fornire spunti interessanti sul mondo dei food blogger.

Il numero di questi professionisti cresce ogni giorno, ma non tutti possono definirsi tali in quanto essere un food blogger, significa prima di ogni cosa, essere un ottimo comunicatore. Per poter diventare un bravo professionista è necessario prima di tutto aprire un proprio diario virtuale, nel quale inserire quotidianamente delle ricette prevalentemente originali oppure recensire i piatti assaporati nei vari ristoranti, pub e locali vari. E’ indispensabile inoltre, possedere delle buone conoscenze nel settore informatico e conoscenze dei SEO. Dettaglio altrettanto fondamentale per un buon food blogger, è quello di possedere una buona macchina fotografica al fine di realizzare abilmente foto ed immagini accattivanti, appetitose e armoniose, così da far venire l’acquolina in bocca a chi sta cercando una specialità da preparare in cucina. Interagire con i propri lettori è un’altra arte imprescindibile per chi intende diventare un bravo food blogger, quasi quanto saper cucinare. E noi abbiamo trovato tutte queste caratteristiche in Giovanni Castaldi. Nato a Napoli nell’86, dopo aver conseguito gli studi in Economia, si è trasferito a Milano nel 2015 per diventare uno dei volti di GialloZafferano, il sito di ricette e video ricette più famoso in Italia.
Da 5 anni, Giovanni è un food blogger e gestisce un blog di ricette personale, sull’omonima piattaforma blog.

food blogging

Quando è nata la tua passione per la cucina?

Non saprei dire quando precisamente è cominciata. Il mio primo ricordo della cucina mi rimanda alle “schifelle” di mela… una sottospecie di frittelle malriuscite. La cottura “a fuoco dolce” e una sorta di pastella slegata fece inzuppare d’olio le fette di mela, rendendole perciò immangiabili. Tuttavia, recentemente, mio padre mi ha ricordato che la mia vera prima ricetta è legata al forno per pizzette delle Tartarughe Ninja… un napoletano che sforna pizze? Strano!

Quando hai capito che eri pronto per aprire un blog e cosa ti ha spinto a farlo.
Nel 2010 ho aperto un profilo su Facebook ed è lì che ho iniziato la mia attività da “blogger”. Principalmente è nato tutto dalla curiosità e dall’interesse nel condividere con le persone le mie esperienze culinarie, chiedendo pareri e consigli. Così, man mano nel tempo, gli amici iniziarono a spronarmi sempre di più, fin quando non decisi che anch’io potevo avventurarmi nell’aprire il mio primo blog di ricette su una piattaforma gratuita. Lo chiusi praticamente con la stessa velocità in cui lo iniziai. Soltanto l’anno dopo, nella stessa data, iniziai sotto il dominio di Giallozafferano.
Come mai hai scelto proprio quel nome per il tuo blog?
Dall’età di 3 anni sono affetto di diabete. Per un goloso come me, che per giunta ha anche la passione della cucina, la cosa diventa ancora più difficile. Quando ero piccolo, spesso, mi sentivo dire dai miei genitori “questo non lo puoi mangiare, per te è veleno”. Quell’amore, mascherato di negazione, mi fece riflettere a lungo al punto di credere che il cibo fosse un peccato. Crescendo ho poi saputo elaborare queste informazioni, trasformando il mio Peccato di Gola, nella cosa più bella che ci sia: la mia passione, il mio lavoro, quello che sono.  
Cosa rappresenta per te la cucina?
La cucina è il momento più bello della mia giornata. Tutta la mia creatività esplode e, proprio come una danza ritmica, inizia a trasmettersi poi nelle mani, riproducendosi così nei gesti che faccio mentre impasto una pizza o preparo una crema, mentre mescolo o affetto. In ogni singolo gesto. Ma la cucina non è soltanto creatività, è anche perfezionamento. Fare e rifare lo stesso piatto, trasformandolo nel proprio asso nella manica. Quello che mi riesce meglio? Sicuramente il tortano napoletano!
Come è il tuo rapporto con Internet?
Io e la rete, senza parlare della tecnologia avanzata, non siamo tanto amici. Ci ho provato, ma lei è puntualmente troppo avanti e io sono sempre più pigro per starle dietro. Il mio dispositivo non è mai collegato alla rete e tutti i miei account restano perennemente loggati perché è facile che io mi scordi le password. Sono proprio il peggiore, lo ammetto… beatamente anche. 
Come riesci a gestire la cucina e la gestione dei social network?
Organizzando i tempi. Secondo me è assolutamente indispensabile dedicare il giusto tempo alle cose che facciamo. Se per esempio decido di preparare un dolce, non lo faccio sapendo che da lì a poco riceverò visite o avrò altre cose da fare. La cucina ha bisogno dei suoi tempi. Così come i social. Lanciare un’informazione è importante, ma è molto di più assicurarsi che questa sia corretta (nel contenuto tanto quanto nella grammatica). Lanciarla nel modo giusto serve a completare il proprio lavoro.
 food blogging
Che consigli puoi dare a chi vuole intraprendere questa carriera e se è economicamente vantaggiosa.
Chiunque ha la possibilità di poter dire la propria, perché non farlo? Aprire un blog è semplicissimo! Ci sono tante piattaforme, molte delle quali anche gratuite e che danno la possibilità di aprirne uno, facendo davvero il minimo sforzo. Ma è davvero così semplice? Sì, l’importante è definire il messaggio che si vuol lanciare. Non ha importanza produrre 10 post al giorno se poi dobbiamo penalizzare la qualità di testi, foto, indicizzazione e social (tra i pilastri su cui basare la propria attività da blogger). Basta produrre il minimo necessario per non essere “dimenticati” da Mr. Google e, soprattutto, che il nostro materiale abbia della stoffa da vendere. Sì, perché se si vuol intraprendere una carriera, al punto da trasformarla in un’attività, economicamente profittevole bisogna impegnarsi davvero. Aprite un blog e specializzatevi in qualcosa: quello che meglio si cuce addosso a voi. 
Se avete intenzione di cimentarvi nell’attività di food blogging, rimboccatevi le maniche e partite alla conquista del web! Chi di voi ha un proprio blog? Se anche voi volete condividere con Pop-Up Magazine la vostra passione per il web non vi resta che scriverci, e richiederci un’intervista!

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