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Fenomeni del web: le bufale sul Giappone firmate “Le Iene”

Fenomeni del web della settimana vi porta ad analizzare lo scalpore che ha suscitato il servizio della giornalista Nadia Toffa delle Iene, che in trasferta in Giappone ha mostrato sotto vari aspetti la “connessione” fra certe forme di intrattenimento e la pedopornografia. I fumetti, o per meglio direi manga, sono i primi a capitare sotto la lente d’ingrandimento e la domanda che ci si poneva nel servizio e quanto le immagini disegnate rimangono solo fini a se stessi come fantasie o incitino alla violenza sulle donne e bambine.  I maid-cafè sono evidenziati invece come punti di incontro fra uomini e ragazzine dove spesso e volentieri quest’ultime si fanno pagare servizi “extra”, insomma come dei bordelli del sol levante dove il vero affare è la prostituzione.  Non c’è sorte diverse quando è il turno delle idol, viste come bambole che si esibiscono sotto gli occhi torbidi di signori di mezz’età.
Questo è stato solo un breve riassunto, ma è davvero così? Come ha reagito il grande popolo del web?

Maid cafè

Definizione:” un Maid Café è un particolare tipo di caffetteria a tema nata agli inizi del XXI secolo in Giappone. Il primo maid café è stato probabilmente il Cure Maid Café, aperto nel quartiere di Akihabara nel maggio 2001. Pensati inizialmente per la clientela di appassionati di fumetto ed animazione che frequenta il quartiere, questi locali hanno riscosso crescente successo e notorietà, allargandosi ad un pubblico più vasto e travalicando i confini nazionali. Sulla scia della popolarità del fenomeno, sono stati trasmessi show televisivi, pubblicati manga e avviate intere linee di prodotti.

Caratteristica fondamentale di un maid café è la maid, una ragazza in un particolare tipo di divisa da cameriera di foggia vittoriana o francese, riccamente decorata con pizzi e l’immancabile grembiule. Al costume si accompagna la cura dell’ambiente e l’istruzione delle cameriere, che accolgono i clienti con la frase. «Ben rientrato a casa, onorato padrone!» (おかえりなさい、御主人様! Okaerinasai, Goshujin-sama!?) e possono intrattenerli con giochi ed esibizioni canore. Il fenomeno è affine al cosplay, e spesso è vissuto come tale dalle stesse maid.”

Ecco una rapida raccolta di commenti su Twitter riguardo l’argomento:

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Manga come pornografia e induzione alla violenza?

I manga sono i cosiddetti ”fumetti” giapponesi, per lo più stampati in bianco e nero e con un’impaginazione opposta a quella occidentale, quindi per leggere un manga si procede da sinistra verso destra e si comincia da quella che per noi è la quarta di copertina ossia la fine.

Ne esistono di più svariati generi e sottogeneri ed essi non incitano in alcun modo alla violenza o a trasformare in realtà ciò che è illustrato.

Inevitabili anche in questo caso i commenti:

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Idol

Definizione: con il termine idol ci si riferisce a un teenager (sia ragazze che ragazzi) che diventa molto popolare nel mondo dello spettacolo soprattutto in virtù di un aspetto esteriore che viene percepito come alla moda e “carino e aggraziato” (kawaii). Gli idol fungono solitamente come modello da seguire e, in quanto tale, la loro immagine pubblica deve essere perfetta affinché possa essere d’esempio per i più giovani. Alla loro immagine è associato altresì il concetto di purezza, il quale implica, soprattutto per quanto riguarda le idol femminili, l’evitare qualsiasi coinvolgimento sessuale e comportamento amorale, che porta le stesse a essere considerate alla stregua di sorelle minori o ragazze della porta accanto.

In questo caso la bocciatura da parte degli internauti è totale:

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Conclusione:

Questo è solo un piccolo esempio di come i mass media possono fare disinformazione e di come per fortuna questi ultimi non siano più unilaterali ma plurilaterali, ossia attraverso i social network più utenti possono confrontarsi e dire la propria verso il soggetto da cui è partito l’input, e quindi evidenziarne potenziali o evidenti errori.

Alla prossima con “Fenomeni del web”: continuate a seguirci!

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