Facebook, il vantaggio delle community per i developer

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Facebook, il vantaggio delle community per i developer

Facebook rappresenta ancora oggi un social network molto apprezzato dagli utenti. Sebbene non sia il più recente, ha avuto il merito di evolversi di pari passo con lo sviluppo delle nuove generazioni. Tra i punti di forza di questa piattaforma, vi è sicuramente l’ampia presenza di community, pronte ad interagire e a confrontarsi su diverse tematiche d’interesse. Si tratta di luoghi virtuali capaci di arricchire le conoscenze non solo degli utenti, ma anche degli sviluppatori della piattaforma. Vediamo dunque di approfondire come funzionano le community di developer e perché son considerate così importanti per Facebook. 

Come i developer di Facebook utilizzano le community

I gruppi e le comunità virtuali sono da considerare come alcune delle invenzioni più importanti provenienti dal mondo di Internet; prima di questo, infatti, esistevano altre occasioni di confronto tra le persone, ma di tutt’altra natura, come ad esempio eventi e fiere. Nulla a che vedere con l’interazione diretta resa possibile dalle web community, e in particolare da quelle social, che si differenziano in base al tipo di persone che si possono incontrare e al loro ruolo. 

Su Facebook, ad esempio, si punta sul sostegno reciproco e sulla partecipazione. Se si è membri di una community, non basta la presenza, bisogna sfruttare al meglio le idee per connettersi: le proprie conoscenze, i propri interessi e le proprie opinioni vengono utilizzate anche a scopo formativo. 

Molto utili, infatti, sono le community di developer, che permettono agli sviluppatori della piattaforma di reperire informazioni utili per la programmazione, di aumentare le loro conoscenze e ampliare le competenze. 

All’interno di queste community, sono due i tipi di programmatori più diffusi: quelli esperti o con maggior esperienza, e quelli alle prime armi, definiti come aspiranti developer. Soprattutto per i secondi, non sempre risulta facile capire come utilizzare i diversi strumenti di programmazione esistenti e quale linguaggio di programmazione approfondire. A questo proposito, infatti, esistono alcuni servizi specializzati in percorsi di formazione, come nel caso del corso per diventare sviluppatore web proposto da Epicode, una proposta formativa che consente in primis ai meno esperti, ma anche agli addetti ai lavori già avviati, di acquisire le giuste competenze in materia e di seguire le lezioni anche da remoto, al fine di rimanere sempre aggiornati. 

Una volta imparate le basi del mestiere, le community sul web serviranno agli sviluppatori per procedere alla progettazione e alla costruzione delle novità che caratterizzeranno la piattaforma, oltre che al confronto e alla ricerca di una soluzione in caso di eventuali problemi pratici.

Il ruolo dello sviluppatore web, mansioni e competenze

Tra le professioni digitali più in voga del momento, non si può non considerare la figura del web developer. Ma di cosa si occupa nel concreto uno sviluppatore web? 

Uno sviluppatore è colui che crea e gestisce le componenti di un sito o di una piattaforma online da zero, a partire dai linguaggi di programmazione, ma non solo. Si occupa anche del front end, ovvero ciò che vedono gli utenti e gli elementi con cui questi possono interagire, e di tutto ciò che concerne il back end, la parte che permette il funzionamento di queste interazioni. 

Grazie allo studio di questi processi, infatti, i web developer riescono ad ottenere delle realtà digitali che soddisfano le richieste ricevute. Non a caso, considerate anche le numerose mansioni che queste figure svolgono, dalla scrittura del codice alla realizzazione di un sito, i programmatori web hanno ampie possibilità lavorative.

Spesso, infatti, questi trovano occupazione all’interno di start-up o realtà aziendali internazionali di successo, o, ancora, collaborano con portali di e-commerce e piattaforme social, come visto in precedenza. I vantaggi di questo lavoro, infine, sono numerosi, a partire dalla possibilità di operare, se lo si vuole, come freelance, autogestendo orari e tempistiche lavorative e di usufruire dello smart working, così da alternare la presenza in ufficio con il lavoro da remoto.