Elon Musk contro Whatsapp sulla privacy delle info personali

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Risale a pochi giorni fa la nuova polemica sulla tutela della privacy scatenata da Elon Musk nei riguardi di WhatsApp. Il magnate sudafricano fondatore di OpenAI, Neuralink, Tesla e SpaceX ha lanciato l’allarme su una presunta esportazione in massa di dati, che potrebbe avvenire nella fascia oraria notturna.

WhatsApp, i dubbi sollevati da Elon Musk sulla sicurezza dei dati

Com’è noto, WhatsApp impiega le informazioni degli utenti per finalità pubblicitarie senza accedere ai contenuti delle chat. Tutto ciò ha destato l’attenzione di personalità come Mario Nawfal (giovane imprenditore australiano della Athena Group of Companies) e di Elon Musk. Quest’ultimo, che ha già manifestato le proprie riserve riguardo alla gestione dei dati a opera del gruppo Meta, mette in guardia dal rischio di violazione della privacy legato all’esportazione dei dati. 

Alle affermazioni di Musk risponde Will Cathcart, pronto a sottolineare la sicurezza dell’app e la validità della crittografia end to end nel tutelare la riservatezza delle conversazioni e dei file scambiati. Secondo il responsabile e supervisore di WhatsApp, l’analisi e il trasferimento delle informazioni non avviene ogni notte. A nome di Meta, inoltre, rinnova l’impegno di salvaguardare il diritto alla privacy con il massimo rigore e i mezzi più all’avanguardia. La discussione si è svolta a fine maggio sul social X.

Soluzioni per proteggere la privacy

Una delle opzioni più intelligenti per utilizzare app e web in modo sicuro è l’utilizzo di una rete privata virtuale. Le migliori VPN a pagamento di ultima generazione sono un valido aiuto per tutelare i dati personali, navigare online in maniera privata e anonima, gestire transazioni in entrata e in uscita. Quanto appena affermato è possibile grazie all’uso di protocolli crittografati e al mascheramento dell’IP, per una connessione affidabile anche da reti pubbliche in Wi-Fi. 

Ovviamente, una VPN da sola non basta per risolvere tutti i problemi legati alla salvaguardia della privacy nel mondo digitale. Fornitori di servizi e sviluppatori di app dovrebbero continuare a lavorare su vari aspetti (antivirus, linguaggi in codice, procedure di identificazione, etc…) per consentire una navigazione senza rischi per le informazioni private degli utenti che non devono essere diffuse senza il loro consenso per nessun motivo. Alla luce di quanto è emerso, quindi, WhatsApp e programmi affini si possono usare in tranquillità, a patto che ciò avvenga con le dovute accortezze e informandosi sempre sulle politiche di privacy abbracciate dai vari servizi.