Dissipatore Liquido o ad Aria? Come scegliere quello più adatto al tuo PC da Gaming?

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dissipatore

Quando si parla di scegliere il sistema di raffreddamento ideale per il nostro PC, sono tante le possibilità a nostra disposizione e, senza la giusta dose di ricerca, scegliere la migliore diventerebbe molto complicato. 

In un mercato saturo dalle molteplici opzioni, ogni scelta non è mai scontata; rischiare di trovarsi alle prese con un prodotto sottodimensionato dopo aver speso più del necessario sacrificando la performance, è lo spiacevole imprevisto che intendiamo evitarvi mediante questa semplice guida. 

Ma, prima di avventurarsi nell’analisi dei principali dissipatori presenti in circolazione, è essenziale approfondire il concetto di “pasta termica”, ovvero di quel composto che è in grado di trasferire in modo omogeneo e costante il calore da una superficie all’altra, rendendo il più efficiente possibile lo scambio tra la CPU ed il dissipatore. 

Che sia ad aria o in formato liquido, ogni dissipatore avrà bisogno di una pasta termica perfettamente funzionante per potersi permettere di lavorare correttamente.

L’eventuale presenza di aria non prevista, in quanto cattivo conduttore di calore, andrebbe inevitabilmente a causare dei picchi di temperatura nocivi nel giro di pochissimo tempo. 

Diretta conseguenza di eventuali aumenti improvvisi di temperatura è il fenomeno di “throttling”, capace di portare la CPU ad autolimitarsi, riducendo enormemente le proprie prestazioni, pur di evitare danni fisici.

Una volta ribadita l’importanza determinante della pasta termica, le principali tipologie di raffreddamento per il mercato consumer sono due:

– Raffreddamento ad Aria;

– Raffreddamento a Liquido “All-In-One”;

Dissipatori ad Aria

Nella prima categoria di dissipatori rientrano dei dispositivi affidabili, semplici nell’utilizzo e che necessitano di pochissima manutenzione. 

In moltissimi casi, il dissipatore ad aria può essere addirittura già incluso in bundle con le CPU. Parliamo, ad esempio, dai dissipatori della linea “Wraith” che, venduti insieme ai processori AMD Ryzen, hanno prestazioni decisamente soddisfacenti. 

Il meccanismo che gli consente di funzionare è relativamente molto semplice: il calore generato dalla CPU viene trasferito ad una “piattina”, solitamente costituita di Nichel o Rame, dalla quale parte un numero variabile di tubi in Rame o Alluminio con una struttura interna cava rivestita da un intreccio di fibre metalliche o da una texture polverosa, detti Heat Pipe.

All’interno di questi è disposto un fluido che, se acquisisce calore si trasforma in un gas in grado di espandersi e diffondersi verso le zone più periferiche, ovvero nel corpo del dissipatore vero e proprio sul quale agisce la ventola. 

Una volta raffreddato, esso subirà un altro cambio di stato e la struttura interna alla Heat Pipe gli consentirà di tornare alla base per ricominciare automaticamente il ciclo da capo.

Un altro sistema di dissipazione ad aria utilizza invece delle Vapor Chamber, delle strutture metalliche chiuse, contenenti un fluido, che agiscono in maniera simile. 

Ecco perché spesso i due sistemi si trovano in combinazione tra loro.  

Un’altra lancia da spezzare in favore dei dissipatori ad aria, riguarda la loro estrema semplicità nel montaggio. Questi dispositivi, infatti, non necessitano di particolare competenze in materia, eccezion fatta per una periodica manutenzione di pulizia di tutto il sistema. 

L’unica componente realmente sottoposta ad usura nel tempo è la ventola, sempre sostituibile in tempo senza correre il rischio di danneggiare le altre componenti.

Ovviamente, però, sul piatto della bilancia non possono esserci solo vantaggi. 

L’efficienza dei dissipatori ad aria è strettamente legata alla loro struttura ed alle loro dimensioni. 

Dal momento che fluido e gas condividono lo stesso percorso, questo tende a rendere questa tipologia di sistemi meno efficiente rispetto al raffreddamento a liquido. 

I metodi di raffreddamento a liquido riescono ad arginare in modo molto più efficiente gli spike di temperatura della CPU, che in un sistema ad aria non sono mai del tutto riparati.

Altro aspetto negativo piuttosto importante dei dissipatori ad aria è invece la loro dimensione ingombrante; una evidente limitazione nella scelta del case dal momento che questi potrebbero anche entrare in collisione con i banchi di memoria. 

A tal proposito, però, i principali produttori di dissipatori non mancheranno di segnalare eventuali limitazioni. Di feedback ce ne sono in abbondanza!

Dissipatori Liquidi “AIO”

I sistemi di dissipazione a liquido All-In-One, o più comunemente “AIO”, si stanno diffondendo vorticosamente negli ultimi tempi, come a macchia d’olio, per via di una politica dei prezzi che tende a puntare sempre più a ribasso, senza voler sacrificare in nessun modo la qualità delle prestazioni.

I principi di funzionamento sono totalmente diversi. 

Il liquido presente nei dissipatori AIO non subirà alcun cambio di stato, viaggiando a senso unico, con un’entrata ed un’uscita dal medesimo waterblock, ovvero il blocco posto sul processore. 

Questo significa che, all’interno di questa struttura, in ingresso ci sarà sempre pronto del liquido precedentemente rinfrescato per lo scambio di calore. 

Il waterblock può essere composto di Rame, Nichel o Alluminio. La struttura preposta al raffreddamento del liquido invece è il radiatore, un monolite facilmente riconoscibile composto solitamente di puro Alluminio. 

I dissipatori liquidi sono ingombranti solo nell’apparenza, nella realtà trovargli un posto all’interno di un qualunque Case per PC è estremamente semplice; occuperanno sempre il posto di una o più ventole.

Posto sulla CPU, il dispositivo waterblock integra al suo interno anche una pompa che permette al liquido di circolare. 

Qui si presentano i primi aspetti negativi: la pompa è una parte meccanica in movimento e inevitabilmente sottoposta a usura, con un’autonomia di circa 3-5 anni.

Altro motivo di preoccupazione è dato dal processo di corrosione galvanica, che porta all’erosione di materiali metallici differenti messi a contatto fra loro. Solitamente il radiatore ed il waterblock sono composti dallo stesso materiale, ma anche altre componenti possono innescare questo processo, sempre rallentabile ma mai del tutto evitabile. 

Infine, l’aspetto negativo in assoluto più preoccupante quando si parla di liquido è il rischio di perdita. Un rischio piuttosto raro, ma plausibile e, qualora si verifichi, difficilmente è associabile a danni di altre componenti.  

Ma allora quale dei due tipi è davvero meglio?

Il consiglio più utile che si possa dare a chi si trova a doverne acquistare uno per la prima volta è quello di valutare anzitutto la capienza del proprio budget a disposizione. Se questo è limitato, tenete presente che il costo di un dissipatore a liquido piuttosto economico si avvicina molto a quello di un dissipatore ad aria di fascia medio-alta, dalle prestazioni molte volte sovrapponibili ma che necessita dei giusti volumi adeguati per entrare nel Case.

Ancora una volta quindi, una verità assoluta non esiste. Il mondo del gaming è un luogo molto eterogeneo e nessuna macchina sarà mai in grado di soddisfare le esigenze di tutti. Dipenderà molto da chi siete e cosa state cercando.