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Dipendenza dalla plastica: come i brand cercano di combatterla

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Dipendenza dalla plastica: come i brand cercano di combatterla

Se da una parte l’eccessivo consumo e anzi la dipendenza dalla plastica ha creato la necessità, per i più grandi brand del mondo, di adattare le loro pratiche commerciali alla riduzione del consumo del materiale, tutto ciò ha contemporaneamente creato anche una grande opportunità di poter sviluppare un business attorno alla domanda alternativa alla plastica. 
In questo post vi parleremo del problema della plastica, uno dei principali elementi inquinanti esistenti, e di come i brand stiano mettendo a punto strategie alternative, per un mondo meno inquinato e più consapevole.

Dipendenza da plastica: un tema molto caldo

Lo spreco di plastica è ormai diventato uno dei temi che sta maggiormente a cuore ai governi, ai consumatori e ai brand di tutto il mondo. Ultimamente la BBC ha realizzato delle puntate di un nuovo documentario, dal nome Blue Planet II, che ha puntato i riflettori sui danni che i rifiuti derivanti dalla plastica stanno causando all’ambiente.

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Secondo uno studio partito della fondazione Kantar Worldpanel, quasi il 44% dei consumatori afferma di essere diventato più preoccupato per l’utilizzo che il pianeta fa della plastica, soprattutto di quella usa e getta, ed il 70% intende modificare il proprio comportamento quotidiano per far fronte a questa situazione. Il 34% degli intervistati dichiara di essere felice di passare all’utilizzo di alternative più sostenibili.

Parliamo di banalità che però potrebbero fare una grande differenza. Un esempio a supporto?

Usare una tazzina di caffè riutilizzabile piuttosto che il solito bicchiere di plastica che dopo 30 secondi netti finisce nel cestino. Non a caso le grandi catene di caffè come Costa, Starbucks e Pret A Manger si sono impegnate a fare la loro parte, offrendo sconti ai clienti che portano la propria tazza riutilizzabile.

Ma non solo catene di caffé:  brand come Pizza Express, JD Wetherspoon e All Bar One, hanno deciso di abolire completamente le cannucce di plastica dai loro locali e i supermercati hanno promesso di ridurre la quantità di rifiuti di plastica che producono.

Altri brand come Coca-Cola o Evian hanno invece garantito che i loro prodotti saranno fatti di plastica riciclata ed essi stessi verranno poi riciclati. L’obiettivo di Coca-Cola è raggiungere il 50% di plastica riciclata entro il 2020 in Europa.

La multinazionale aveva precedentemente annunciato come obiettivo il 40% entro il 2020: ciò significa che l’impegno e la dedizione su questo tema non fa che aumentare costantemente. 

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Le nuove cannucce  di Turtle Savers contro il consumo di plastica

Come detto, questa profonda e collettiva sensibilizzazione al tema, sta portando molti nuovi brand che producono materiali alternativi alle luci della ribalta. L’esempio migliore è quello della Turtle Savers, marchio ecologico di paglia in acciaio inossidabile e del suo fondatore Paul Gibson, che intervistato da MarketingWeek, ha riconosciuto che le cannucce sono una delle maggiori fonti di rifiuti, con 8,5 miliardi di cannucce di plastica gettate via ogni anno nella sola Gran Bretagna:

“Si dovrebbe essere completamente a sangue freddo e non-ricettivi per non pensare a quante cannucce di plastica vengono smaltite ogni anno in Gran Bretagna. Ho confrontato i mercati di Stati Uniti e Regno Unito utilizzando vari strumenti analitici e ho potuto constatare come ci sia in atto uno spostamento nella percezione delle persone che ora non vogliono più utilizzare la plastica monouso. Non possiamo non considerarla un’opportunità non solo al fine di creare un nuovo brand, ma per fare qualcosa di buono per questo pianeta”.

Da questa idea, Gibson ha iniziato a creare quella che lui definisce una cannuccia di marca aspirazionale (che porta con sé l’aspirazione di raggiungere l’obiettivo tanto agognato) che spera venga celebrata dagli utenti sui social media usando l’hashtag #turtlesavers.

“Dobbiamo riconoscere che siamo una generazione che vive di social media. È diventato normale pubblicare una propria foto mentre si sta sorseggiando un cocktail, quindi abbiamo pensato che il branding sul prodotto fosse la strada migliore da percorrere e che potessimo essere in grado di creare un movimento attraverso una foto o un hashtag”, ha concluso Gibson.

Il lancio è previsto per il quarto trimestre e sarà disponibile all’ingrosso, ai rivenditori e ai consumatori tramite Amazon e Facebook Marketplace. Gibson prevede di lanciare il suo nuovo prodotto nel Regno Unito, in Canada, negli Stati Uniti e in Australia. Un modo perfetto per combattere l’inutile e dannosa dipendenza da plastica.

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Pare che grazie all’azione di Gibson e di altri brand simili al suo, durante gli ultimi sei mesi di quest’anno, la ricerca di cannucce metalliche sia aumentata del 205% su base annua su Etsy, mentre quella di cannucce di plastica diminuisca dell’11%.

Le tazzine riutilizzabili per il caffè

Un altro esempio di brand nato dalla volontà di liberare il mondo dalla dipendenza dalla plastica è quella del brand di tazzine di caffè riutilizzabili KeepCup, nata a Melbourne nel 2009 e arrivata in UK nel 2012. Attualmente il brand ha venduto più di otto milioni di tazze.

Emma Padwick, Marketing Manager della società nel Regno Unito, afferma che:

Il cambiamento nel Regno Unito sta diventando realtà perché sono gli stessi clienti a ricercarlo e noi stiamo cercando di sfruttare questo loro slancio. 

Continuando il discorso, la Padwick ha così affermato:

“Riguardando la cronologia delle vendite, ci sono momenti chiave che si distinguono chiaramente. Per l’Australia, ciò è dovuto al programma televisivo “War on Waste”, mentre nel Regno Unito la crescita può essere attribuita alla serie Blue Planet II di David Attenborough, trasmessa lo scorso anno e che ha davvero stimolato il cambiamento culturale. Non possiamo comprare la soluzione al problema e non possiamo far finta di nulla. Possiamo solo fare un vero tentativo di risolvere il problema”.

Un impegno serio che sempre più brand stanno assumendo per prendere parte alla battaglia contro questa ormai insensata dipendenza dalla plastica.

 

Voi quali esempi di brand conoscete che si impegnano in tal senso? Scrivicelo nei commenti!

 

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