Dainel Ek: biografia del fondatore di Spotify

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Patrik Ragnarsson from Linköping, Sweden, CC BY 2.0 , via Wikimedia Commons

Dainel Ek: biografia del founder di Spotify nel post a cura di Pop Up Mag

Bentrovati su Pop Up Mag, il sito dedicato a marketing e comunicazione, soprattutto digital. Per il post di oggi vogliamo parlarvi nuovamente di imprenditori digital famosi al mondo, che con le loro idee hanno rivoluzionato il mondo degli affari e divenuti poi ricchissimi. La storia di oggi ci conduce in Svezia, dove vedremo come Daniel Ek, fondatore di Spotify (l’app di musica in streaming più scaricata al mondo), sia riuscito nell’intento di combattere la pirateria musicale e allo stesso tempo retribuendo le case discografiche, che più di tutti subivano l’onda lunga della crisi del settore.

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Daniel Ek, gli inizi

Daniel Georg Ek nasce a Stoccolma, capitale della Svezia, il 23 febbraio del 1983. Fin dall’adolescenza si nota la grande vena imprenditoriale di Ek, che a soli 13 anni inizia il suo primo business: lo sviluppo di siti web per conto dei propri clienti.

Nonostante la giovane età, il giro di affari di Ek diviene talmente ampio da riuscire a guadagnare oltre 50.000 dollari al mese e far collaborare al business l’intero laboratorio di informatica della sua scuola, che in cambio di lavoro riceve in regalo videogiochi e console.

Da giovanissimo si occupa con successo delle prime società, che poi rivende a multinazionali: Daniel diviene infatti prima CTO del gioco basato su browser e della comunità della moda Stardoll, e successivamente ricopre un ruolo fondamentale nella società Tradera, acquisita nel 2006 da eBay. Dopo queste avventure, Daniel Ek fonda un’altra società, Advertigo, che si occupa invece di pubblicità sul web, anch’essa venduta poco dopo a TradeDoubler.

L’imprenditore svedese diviene per poco tempo il CEO di μTorrent, collaborando con il fondatore Ludvig Strigeus, che si unirà a lui poco dopo in Spotify. Il sodalizio finisce quando μTorrent è venduta a BitTorrent il 7 dicembre del 2006.

A soli 23 anni Daniel Ek è già milionario e decide di ritararsi dal mondo degli affari. Ma poco dopo ci ripensa poiché, come da egli stesso dichiarato, una vita senza uno scopo professionale, è priva di significato.

E’ in questo periodo che gli balena nella testa una bellissima idea: risolvere il problema della pirateria musicale.

Daniel Ek fonda Spotify con Martin Lorentzon

L’idea di fondare una società che si occupasse di streaming musicale sorge nel periodo in cui Napster chiude e altri servizi del tutto simili prendono il sopravvento.

Il problema della pirateria musicale sorge poichè questi offrono un servizio gratuito a fronte invece dell’esosità dei prodotti tradizionali. Ma Ek, così come già provato da Apple con iTunes, comprende che per risolvere la questione, al di là di leggi più stringenti, sta proprio nel rendere un servizio migliore di quello illegale, abbassare il costo della musica, e al tempo stesso ricompensare, con accordi di licenza, le etichette musicali e gli artisti.

La società Spotify AB viene fondata nel 2006 a Stoccolma da Daniel Ek e Martin Lorentzon, mentre il programma Spotify è distribuito pubblicamente a partire dal 7 ottobre del 2008. Successivamente si unisce ai due founder anche Ludvig Strigeus in vesti di sviluppatore.

Inizialmente, il servizio di Spotify funziona sul modello peer-to-peer, ma passa a un modello client-server nel 2014.

Gli inizi non sono certamente dei più semplici: infatti l’azienda riporta delle perdite economiche, ripianate attraverso una serie di investimenti da parte di capital venture. Nonostante alcuni problemi tecnici e di business model, lentamente il servizio inizia a prendere quota ed essere scaricato da milioni di utenti in tutto il mondo.

A giugno 2017, Spotify dichiara di avere 140 milioni di utenti attivi. Negli anni raccoglie la bellezza di 2,5 miliardi in finanziamenti di venture capital. L’anno dopo, il 2018, Spotify si quota in Borsa, facendo ancora più ricchi i due fondatori Daniel Ek e Martin Lorentzon.

Daniel Ek è attualmente CEO di Spotify.

La forza del servizio Spotify

La forza dell’app Spotify sta nella possibilità di scelta tra due account:

  • Free, con il quale l’utente può ascoltare una quantità illimitata di musica, ma sovrapposta a pubblicità visiva e audio, e con possibilità di passare da un brano all’altro della playlist solo per sei volte in un’ora di musica;
  • Premium, che consente di avere tantissimi servizi a disposizione. Prima di tutto ascoltare la propria musica preferita senza interruzioni pubblicitarie, poi l’accesso offline alla playlist e le applicazioni mobili, la possibilità di ascoltare lo stesso brano più volte e andare avanti e indietro nella playlist senza limitazioni e di creare le proprie liste di brani preferiti da ascoltare e riascoltare ogni volta che si vuole;

La forza del modello di business di Spotify sta proprio in questo: riuscire a guadagnare su entrambi gli account: dalla pubblicità nel primo caso, con l’abbonamento mensile nel secondo. La capacità di stringere accordi con le etichette musicali e avere un legame forte con l’industria della musica ha fatto sì che Spotify diventasse l’app di streaming musicale più scaricata al mondo.

Vita privata e patrimonio di Daniel Ek

La vita privata di Daniel Ek è scandita dal matrimonio con Sofia Levander, sua fiamma di vecchia data, e i due figli avuti dalla relazione.

Il matrimonio inoltre è stato celebrato proprio in Italia, sul lago di Como, al cui ricevimento hanno partecipato, tra gli altri, Bruno Mars, Chris Rock e Mark Zuckerberg.

Il patrimonio di Daniel Ek, stimato al 2020, è pari a 5,4 miliardi di dollari, che ne fa uno dei più ricchi uomini d’affari in Svezia, e in generale del mondo.