Contenuti auto-generati con l’IA e Google: il caso BankRate.com

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Contenuti auto-generati con l’IA e i risultati prodotti su Google: il caso BankRate.com, nel post a cura di Pop Up

Non si fa altro che parlare di Intelligenza Artificiale e contenuti generati con l’ausilio di ChatGPT, che nell’ultimo periodo sembra andare per la maggiore, tanto da far pensare che Bing di Microsoft possa a breve aggiungerlo nella ricerca.

Ma redigere post e contenuti con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale serve davvero? Che risultati produce su Google? E’ una domanda che si è chiesta anche la redazione di Search Engine Land in uno dei suoi post.

E da questo punto di vista si sono analizzati i risultati prodotti da uno dei siti di finanza che va per la maggiore nei paesi anglosassoni e che ultimamente ha scelto la strada della redazione di contenuti con l’IA: stiamo parlando di Bankrate.com. Il sito da qualche tempo ha affidato all’automazione la redazione di alcuni dei suoi articoli (specificando però che questi sono revisionati da un redattore umano).

L’esempio è stato evidenziato da Tony Hill, che ha pubblicato su Twitter che:

“BankRate.com, uno dei più grandi siti finanziari sul web, ha ora iniziato a utilizzare l’intelligenza artificiale per scrivere alcuni dei suoi contenuti. Un grande momento nel web publishing e nella SEO.”

Non è l’unico che usa oggi l’IA ma è un esempio preso tra tanti per capire se il metodo funziona o meno. Ed è così che Sistrix ha sviluppato delle analisi per comprendere se i post redatti con questa tecnologia si sono posizionati bene su Google oppure no. E i risultati sarebbero davvero promettenti. Infatti, molti post redatti con l’AI e controllati dal sistema si sono posizionati in prima pagina sul motore di ricerca, sia per la parola chiave principale che per altre a coda lunga.

Bankrate non è l’unico esempio di questo genere. Anche CreditCards.com utilizza contenuti generati dall’intelligenza artificiale. La prima riga della pagina dell’autore del team di CreditCards.com dice:

“Il contenuto pubblicato sotto questa firma dell’autore è generato utilizzando la tecnologia di automazione”.

Ma in generale tanti si stanno avvalendo dell’automazione per la redazione dei post. Per le aziende sembra un sogno diventato realtà: un investimento bassissimo per una resa alta, e contenuti generati per il proprio sito a getto continuo senza pagare articolisti, giornalisti e blogger. Al massimo dando spazio ad un’opera di revisione dei contenuti prodotti.

Cosa ne pensa Google di questo?

La domanda è stata posta a Danny Sullivan di Search Liason Google, il quale ha ribadito ciò che in realtà aveva già espresso tante volte: i contenuti generati dall’intelligenza artificiale con il solo obiettivo di posizionarsi sui motori di ricerca sono contro la loro guida. Ma aggiungendo: “se il contenuto è utile e creato prima per le persone, non è un problema”. Ciò fa sottintendere quindi che anche se il contenuto è stato scritto dall’intelligenza artificiale ma è utile all’utente, Google lo posiziona dove ritiene opportuno.

Riflessioni e conclusione finale

Una domanda a questo punto sorge lecita: ma se tutti noi iniziassimo a creare contenuti a getto continuo su qualunque argomento e in poco tempo, con l’Intelligenza Artificiale, quanti contenuti Google riuscirebbe a scansionare e posizionare? Come farà Big G a decidere quale contenuto privilegiare se tutti sono redatti con l’intelligenza artificiale e sono tutti similari? Ma soprattutto, l’utente, che si accorge di questo, perchè mai dovrebbe trascorrere il suo tempo a leggere un contenuto scritto da una macchina e non usare egli stesso ChatGPT per porgli le domande su argomenti ai quali è interessato? E quanto tempo passerà affinché la stessa persona passi ad un altro modo di informarsi (attraverso i social media e i contenuti video, magari offerti da TikTok)?

E’ un qualcosa su cui riflettere seriamente. Perchè, se tutti noi, ad oggi, scriviamo contenuti con l’obiettivo ultimo di essere letti dalla nostra community di affezionati, ma iniziamo a non scriverli più da noi ma con tool di automazione, magari anche esaurienti su un topic, senza usare però più il nostro stile, senza metterci dunque del nostro, perchè dovremmo ancora mantenere, la nostra community, fedele al nostro brand?