codici a barre cosa sono

I codici a barre sono ormai presenti su qualsiasi prodotto che viene acquistato sia in negozi fisici che in negozi online. È infatti impossibile trovare un qualsiasi oggetto in vendita che non riporti tale codice sulla sua confezione e ciò ne dimostra la sua importanza e validità.

Un codice a barre infatti ha lo scopo di codificare, appunto, tutte le informazioni di un determinato prodotto attraverso una serie di elementi grafici ad alto contrasto. Tra queste informazioni troviamo non soltanto il prezzo, ma anche le altre caratteristiche del prodotto, come ad esempio il nome, la tipologia, il colore di un capo di abbigliamento, ecc.

È evidente come codificare informazioni di questo tipo sia estremamente comodo ed utile per qualsiasi rivenditore, sia esso un piccolo commerciante che una grande azienda. È per questo motivo che qualsiasi esercizio commerciale possiede almeno un paio di lettori barcode a tecnologia laser o CCD, facilmente reperibili anche online da rivenditori specializzati come Omnitek Store, l’e-commerce italiano per eccellenza quando si parla di prodotti per ufficio. 

Questi strumenti digitali sono degli scanner portatili che permettono di “sparare” (come si dice in gergo) un fascio luminoso sul codice a barre, così da leggerne le informazioni e tenere traccia delle vendite, fare un inventario preciso o semplicemente aiutare a fare il conto finale della spesa in maniera veloce.

Ma come funzionano esattamente i codici a barre? In che modo hanno rivoluzionato il mondo degli acquisti e della sicurezza? Scopriamolo di seguito.

Com’è fatto un codice a barre

Il codice a barre è costituito da una serie di barre nere verticali e spazi vuoti. L’unità di base di un codice a barre è definita modulo e con esso si intende la larghezza dell’elemento più stretto tra quelli che lo compongono, sia esso uno spazio o una barra.

Gli spessori degli altri elementi saranno multipli del modulo base. Ogni serie di barre viene intervallata da una quiet zone, cioè un’area chiara che consente ai lettori di leggere correttamente il codice. Ogni informazione contenuta nel codice è preceduta da un segnale di start e termina con un segnale di stop. I codici a barre si dividono in discreti, in cui solo le linee nere contengono informazioni, e codici a barre continui, in cui anche gli spazi riportano informazioni sul prodotto.

La storia del codice a barre e la rivoluzione tecnologica in ambito commerciale

Per comprendere l’importanza di uno strumento come questo è bene conoscere un po’ la storia del codice a barre. Questo è stato ideato nel 1952 da Norman Woodland e Bernard Silver, due statunitensi che miravano a automatizzare le operazioni di cassa di aziende e industrie per renderle dunque più scorrevoli e veloci. Precedentemente, per poter fluidificare queste operazioni dapprima molto macchinose e lunghe, si era utilizzato il codice Morse, che veniva stampato per esteso in verticale sui prodotti.

Inizialmente il codice a barre non ebbe il successo che meritava, in quanto non erano ancora disponibili sistemi di illuminazione fotomoltiplicatori che potessero garantire una illuminazione abbastanza intensa per la lettura automatica del codice. Venivano infatti utilizzate le lampade allo Xeno, ma il loro costo era molto elevato.

Con lo sviluppo della tecnologia laser furono costruiti i primi lettori di codici a barre a prezzi decisamente inferiori e dunque questo sistema di codificazione riuscì finalmente a raggiungere la distribuzione su larga scala, seppur lentamente. Solo negli anni 70, infatti, questi entrarono effettivamente a far parte della quotidianità di commercianti e clienti.

Da quel momento le operazioni di cassa, quelle di inventario, nonché la sicurezza della vendita al dettaglio e all’ingrosso, divennero molto più veloci, precise e rapide e l’importanza di questo passo in avanti è visibile ancora oggi, dato che questi codici vengono utilizzati tuttora. Anzi, con le tecnologie moderne, ad essi si sono affiancati anche altri dispositivi e codici che permettono di facilitare la vita ai commercianti, ai datori di lavoro e ai clienti.

Un esempio lampante di questo fenomeno sono sicuramente i QR code. Anche questi sono codici grafici che rimandano a informazioni più ampie e dettagliate che vengono utilizzati non soltanto su prodotti d’acquisto, ma anche ad esempio su documenti importanti, come abbiamo visto avvenire con il Green Pass, per accedere a menù di ristoranti, guide ai musei e molto altro ancora.