Alla scoperta del Branded Content: cos’è e come farlo al meglio

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Alla scoperta del Branded Content: cos’è e come farlo al meglio nel post di oggi a cura di Pop Up

Pochi ne parlano ma il Branded Content Marketing è una tecnica di marketing molto efficace anche oggi che tutti noi siamo bombardati dalla pubblicità.

Le persone ignorano sempre più i tradizionali contenuti pubblicitari ed è per questo che è importante confezionare il messaggio in modo diverso per essere più efficaci.

Vediamo nel nuovo post a cura di Pop Up cos’è il Branded Content e come farlo nel migliore dei modi: buona lettura a tutti!

Cosa si intende davvero con Branded Content?

Le aziende, per non essere invadenti, devono oggi comunicare prodotti e servizi senza interrompere esperienze e conversazioni degli utenti. A questo serve il Branded Content, termine con cui ci si riferisce a un contenuto informativo o di intrattenimento, privo di una pubblicità esplicita.

L’obiettivo del contenuto brandizzato è veicolare e consolidare i valori connessi al brand, per migliorarne la reputazione e aumentare la Brand Awareness.

Tante sono anche le forme di questo contenuto innovativo: dal testo al video fino alle inchieste. Lavorare con questo format significa istruire le persone su un argomento, attirare l’interesse su un tema o emozionarle, facendo leva sull’empatia.

In ogni caso il contenuto e il tema devono essere coerenti con il valore, il tone of voice del brand e con gli interessi dell’audience.

Il contenuto prodotto viene poi pubblicato sul sito, sui social e sui canali di marketing dell’azienda.

Nota bene: lavorare con il Branded Content è diverso dal fare Native Advertising, dato che il contenuto nel secondo caso non è pubblicato sui canali di proprietà del brand, ma su una piattaforma esterna, scelta sulla base del target da raggiungere.

Nel Native Advertising il messaggio pubblicitario e l’intento promozionale sono chiari e visibili, meno nel contenuto Branded.

Quali sono i vantaggi del contenuto brandizzato?

Questa forma di contenuto è meno fastidiosa e invadente agli occhi degli utenti e ne arricchisce la conversazione, anziché cercare di interromperla come farebbe invece la pubblicità. Per questo viene scelto dai brand che vogliono raggiungere i clienti senza disturbarli. Non solo: il Branded Content aggira il meccanismo di difesa automatica delle persone nei confronti della pubblicità, offrendo loro informazioni ed esperienze in modo coinvolgente e piacevole.

Infine, se il contenuto proposto è di reale qualità, nel tempo saranno i potenziali clienti a cercare altri contenuti del brand, ribaltando il tradizionale paradigma pubblicitario.

In tal senso il Branded Content, come spiega Emanuela Cavazzini, partner, founder e MD executive producer di Brand Cross:

“Ha forti potenzialità e risponde alla crescente domanda di engagement e storytelling da parte dei brand.”

Sempre continuando il discorso, i brand possono sfruttare questi contenuti per:

aumentare l’awareness e costruire o consolidare i valori connessi alla marca, ma anche per investire in un modo diverso dalla pubblicità tradizionale, con l’obiettivo di entrare in contatto con clienti reali o potenziali, offrendo loro occasioni di intrattenimento che li gratifichino”.

E’ anche per questo motivo che lavorare con il Branded Content non significa fare Content Marketing, bensì Branded Entertainment.

Esempi di Branded Content vincenti

Tante sono le forme di Branded Content e si inseriscono in questi contenuti, ad esempio, le soap opera destinate al pubblico latino-americano e realizzate dai brand di prodotti per l’igiene personale come P&G o il lavoro fatto da Red Bull, brand che ha creato un palinsesto verticale e personalizzato di contenuti di intrattenimento che spaziano dalla TV, alla carta stampata, dai live show fino alle gare sportive.

AirBnB ha realizzato invece un documentario premiato come Branded Content al Tribeca Film Festival e dedicato al supporto del brand alla community LGTBQ+ globale.

Conclusioni

Qualsiasi sia la forma scelta, l’unico segreto per creare dei contenuti brandizzati vincenti e coinvolgenti, secondo Alastair Herbert, founder di Linguabrand, è fare attenzione affinchè il linguaggio:

non risulti di difficile comprensione per il pubblico e non rischi di comunicare un senso di gravezza e responsabilità indesiderato”.

Con ogni probabilità la pratica del Branded Content sarà sempre più al centro della strategia di marketing delle imprese nel prossimo futuro, per costruire insieme un’identità di marca inclusiva, positiva e propositiva, e non semplicemente veicolare un messaggio pubblicitario passivo e inviato alla massa indistinta.