Condividi, , Google Plus, Pinterest,

Stampa

Posted in:

Aprire un e-commerce: intervista all’esperto Mario Bagliani (2° parte)

aprire un e-commerce

Aprire un e-commerce: come aprire un negozio online

Nel 2017 il valore degli acquisti online da parte dei consumatori italiani raggiunge i 23,6 miliardi di euro, con un incremento del 17% rispetto al 2016. Solo il 12% delle imprese italiane hanno un canale di e-commerce: questo dato ci fa capire come questo sia il momento migliore per aprire un canale di vendita online, vista la bassa competizione e i trend di crescita che si riconfermano nel 2018.

Per capire meglio i numeri, i settori in crescita e quelli che vendono di più in Italia, leggi la prima parte di questo post.

Ma continuiamo la nostra intervista a Mario Bagliani di Netcomm.

Essere presenti su Amazon, SI o NO? Perchè?

I marketplace, ad esempio Amazon in Italia, sono un’opportunità. In particolar modo quelli che hanno dei costi bassi di accesso e magari percentuali alte sul venduto, perchè noi possiamo utilizzare questi marketplace  innanzitutto per accedere ad una base di dati importante, ad esempio dati sulle nostre category, che ci dicono quali prodotti stanno vendendo, ci forniscono tanti indicatori di performance utili poi a modellare il nostro business. Quindi si può essere presenti anche al fine di presidiare le informazioni che queste piattaforme possono fornirci.

La seconda ragione è essere presenti perchè una quota importante di clienti quando deve affrontare un percorso d’acquisto online, decide di iniziare ad utilizzare il marketplace di riferimento nel suo paese. Quindi essere presenti vuol dire rendersi visibili a quel compratore, magari non perchè si ha una strategia commerciale tale da vendere realmente nel marketplace ma si cercherà di essere presenti per poi dirottare i clienti sui canali propri.

L’ultima ragione è ovviamente vendere. Si può essere presenti per vendere qualora la marginalità che abbiamo sui nostri prodotti è tale da consentirci di assorbire la percentuale del 15-20% che prende in media un marketplace. E lo si può fare o in modo permanente, per cui andiamo in piattaforma perchè è più facile rispetto a creare un  proprio sito e possiamo rimanere lì a vendere oppure possiamo farlo solo in una fase iniziale per acquisire i primi clienti per poi cercare nel tempo di dirottarli sul nostro canale diretto.

Quali sono i parametri fondamentali per valutare quale piattaforma di e-commerce scegliere?

Il primo parametro fondamentale da tenere in considerazione, secondo la mia esperienza sul campo, è il bisogno di rivolgersi a piattaforme internazionali e di grande successo perchè oggi nell’e-commerce vi è una dinamicità incredibile, nascono nuove funzionalità in continuazione e bisogna correre ad adottarle se nel proprio settore sono importanti. Quindi chiaramente adottando una piattaforma tra le prime 20-30 al mondo abbiamo più probabilità che questa si adegui velocemente alla novità del mercato. Mentre se andiamo su piattaforme sviluppate localmente, con pochi utenti, ecco che magari bisogna aspettare degli anni.

Poi bisogna scegliere piattaforme che permettano la scalabilità dei volumi, perchè magari alcune di queste hanno software diversi in funzione della dimensione dell’azienda e richiedono una migrazione da una all’altra piattaforma quando si raggiungono determinati volumi; chiaramente molto meglio un marketplace che vada bene per piccoli volumi ma al crescere degli stessi permetta al brand di andare avanti ad utilizzarla senza dover fare migrazioni. Quindi la scalabilità è un altro parametro fondamentale.

Poi privilegiare le piattaforme che possono essere attivate as a service ossia nella modalità cosidetta SaaS che non richiedono l’acquisto di una licenza, ma attraverso la quale si accede direttamente online all’utilizzo della piattaforma. Questa modalità di solito ha una soglia di accesso, di avvio dell’ investimento molto più bassa.

Infine si possono valutare caratteristiche funzionali in base alle specificità del proprio business, mentre alcune di queste devono essere un must per tutte le piattaforme, come ad esempio essere SEO friendly.

Per aprire un e-commerce indicativamente di che budget si ha bisogno?

Esistono e-commerce di successo che sono partiti con poche decine di migliaia di euro e piattaforme di vendita online che hanno richiesto milioni di euro e sono stati degli insuccessi. Quindi non c’è obbligatoriamente un budget di riferimento, possiamo fornire però alcune regole. La prima è che il costo principale di lancio di un e-commerce è il costo per acquisire visibilità nelle sue fasi di avvio, che possono essere i primi 12-24 mesi. Il costo per attivare la piattaforma, metterci il contenuto dovrebbe essere un costo marginale rispetto ai costi per il lancio e l’acquisizione dei primi clienti. Poi chiaramente un’impresa che ha già una storia, una visibilità, una base clienti forte, avrà meno bisogno di investire in visibilità e potrà dedicarsi di più allo sviluppo dei servizi in piattaforma.

Oggi per una piccola-media impresa si può costruire un e-commerce di buona fattura già con 10.000 € e dove nell’investimento per la costruzione del sito dobbiamo pensare che un 30-40% sarà da dedicare allo sviluppo dei contenuti, in particolar modo le schede prodotto, il rimanente sono la piattaforma e così via.

Mentre per il budget utile al lancio, è difficile dare un riferimento economico, perchè ad esempio un e-commerce locale avrà un bisogno diverso rispetto a quelli che si affacciano sul mercato nazionale ed internazionale; inoltre nel mondo del digital marketing non vi è una soglia minima di investimento a differenza magari dei canali di promozione tradizionali.

Quali sono le attività di marketing che non devono mai mancare in un e-commerce?

Premettendo che il marketing è una delle voci principali di investimento di un e-commerce, i canali di marketing che non devono mai mancare sono sicuramente almeno 3, in particolar modo il canale dell’organic search quindi della SEO.

La seconda indispensabile è l’email marketing, che si sviluppa via via con l’acquisizione di contatti email autorizzati e ovviamente di clienti attivi. È un canale fondamentale che consente di mantenere il rapporto con i clienti ma anche di fare campagne di marketing diretto di up e cross-selling. Questo è il canale con le migliori performance, soprattutto in termini di conversion rate.

Terzo canale è invece quello degli sponsored links, ovvero gli annunci a pagamento sui motori di ricerca.

Questa è una tecnica a performance perchè se pensiamo a Google, noi paghiamo il motore di ricerca quando, non solo i clienti visualizzano i nostri annunci in serp, ma quando li cliccano e arrivano sul nostro sito, quindi ci permette di comprare visite senza sprecare denaro ed inoltre è una tecnica che permette di focalizzare gli sforzi su clienti che hanno una reale intenzione all’acquisto di quel prodotto. Quindi ecco che l’attività di sponsored  links o se vogliamo Google Adwords è la terza attività di digital marketing che non deve mancare.

Negli ultimi anni stiamo sicuramente assistendo infine a uno sviluppo enorme del ruolo dei social, sia in chiave gratuita, sia in chiave di media a pagamento. In Italia in particolar modo nell’ultimo anno abbiamo assistito al fenomeno del mondo Facebook e Instagram.

Quindi in conclusione, possono essere 4 i canali di marketing che non possono mai mancare: SEO, SEA, email marketing e social media marketing.

Prossimi step professionali?

Netcomm organizza molti eventi, tutti basati sullo scambio di conoscenza e sulla condivisione di ricerche e studi di mercato. Qualche giorno fa a Milano, c’è stato uno degli eventi principali di Netcomm, “Ecommerce Forum” che quest’anno contava più di 88 workshop tematici in due giorni, con più di un centinaio di espositori, che oltre ad avere uno stand, hanno anche loro sviluppato un palinsesto di contenuti. Per restare aggiornati sui nostri eventi, seguiteci sul nostro sito web e sui nostri canali social: Facebook  e Twitter.

Conclusioni

In questa intervista Mario Bagliani si è dimostrato essere un vero esempio di professionista, oltre che una persona estremamente disponibile e generosa. Ha condiviso dei contenuti di alto valore, che sono frutto della sua esperienza sul campo a contatto ogni giorno, per più di 20 anni, con PMI e multinazionali, per la creazione, lo sviluppo e l’innovazione del business.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *