Condividi, , Google Plus, Pinterest,

Stampa

Posted in:

Anonymous e la guerra Social #OpParis

Anonymous e la guerra Social #OpParis

A seguito dei 7 attentati che hanno avuto luogo a Parigi nella notte fra il 13 e il 14 novembre, gli attivisti hacker di Anonymous, hanno dichiarato guerra informatica ai militanti dell’Isis.

Facciamo un piccolo passo indietro:

L’Isis (acronimo che significa Islamic State of Iraq and Syria) fa un uso molto efficace della propaganda, ed essendo, oggi, internet il metodo più veloce per trasmettere informazioni, ne fa un uso massiccio.

L’Isis utilizza soprattutto Twitter per sviluppare delle vere e proprie campagne, che ruotano intorno alla recluta di nuovi attivisti, alla propaganda del Credo, nonchè alla rivendicazione degli atti terroristici.

Una sorta di Social Media Marketing ma applicato al terrorismo, un settore non certo convenzionale.

L’hashtag in arabo di #Parigiinfiamme, è una prova: venerdì notte, i Jihdaisti acclamavano gli eventi appena accaduti a Parigi, sostenendo gli attentatori con questo hashtag.

Qui entra in gioco Anonymous.

Anonymous è la più grande comunità di hacker e attivisti digitali, che a seguito degli eventi di venerdì notte, ha dichiarato guerra informatica all’Isis.

Come lo ha fatto?

Ovviamente utilizzando gli stessi strumenti di propaganda utilizzati dall’Isis, ovvero Twitter e un video diffuso in rete.

Noi siamo Anonymous.

Noi siamo la legione.

Noi non perdoniamo.

Noi non dimentichiamo.

Aspettateci!

Slogan molto forte, per certi versi inquietante, ma questa comunità si è prefissata come obiettivo quello di smascherare i colpevoli delle stragi di Parigi, fino a ricercarli nel deep web.

Con la campagne Twitter #OpParis e #OpISIS, gli hacktivist di Anonymous, oltre che twittare tenendoci informati in real time sulle loro attività, si stanno occupando di reclutare nuovi hackers da unire alla loro comunità.

Una dichiarazione di guerra vera e propria, che si svolgerà attraverso operazioni di hackeraggio su siti e profili di integralisti o simpatizzanti della dottrina Jihdaista.

Gli hacktivist hanno, inoltre, messo online un sito internet: GhostSecurityGroup, sul quale è possibile segnalare i siti web o profili Twitter presunti simpatizzanti ISIS, attraverso la compilazione di un report.

A seguito delle segnalazioni da parte degli utenti, i collaboratori di GhostSecurity, andranno ad effettuare le opportune verifiche.

Se esse dovessero portare a conferme di utilizzo da parte di Jihdaisti, i profili verranno chiusi e segnalati a tutti gli organi di competenza.

Le attività relative a questo organo di Anonymous, possono essere seguite live a mezzo Twitter, all’account @CtrlSec.

La guerra lanciata dagli hacktivist, non è semplice da spiegare in pochi termini, io ho provato a farlo nella maniera più semplice possibile, ma per chi volesse il brivido di leggere un articolo in termini informatici, vi consiglio di cliccare qui.

Concludendo, posso dire che nutro una viva speranza che Anonymous possa limitare le campagne sui Social Media e sul web in generale, da parte dei sostenitori dell’ISIS.

Ma ricordiamoci che l’ISIS è un organo non solo presente sul web, ma ha una radicata presenza fisica.

La guerra l’ISIS non la fa solo con l’arma internet, ma anche e soprattutto con le armi vere, con i coltelli, con i kalashnikov e con le bombe…

Sono passati pochi giorni dalla tragica nottata che ha coinvolto Parigi, e il ricordo di quello che l’ISIS può fare con le armi, è ancora fresco.

Sosteniamo Anonymous nella sua battaglia, e attendiamo la risposta da parte dell’ISIS, che a seguito della dichiarazione di guerra, sicuramente farà di tutto per dimostrarsi più forte, sperando che utilizzi solo internet per rispondere e non le armi vere.

2 Comments

Leave a Reply
  1. Eh, le armi vere fanno paura sì. Oggi tornando dall’università sulla banchina della metro c’erano due militari con tanto di fucile (da guerra e lungo circa 70 cm) in spalla. Non avevo mai visto niente del genere…

    Sicuramente non si può dire che l’isis non sappia il fatto suo in termini di social media marketing, purtroppo, ma a dire il vero mi inquietano (seppur in modo completamente diverso) anche questi di anonymous: la radicalità è, difatti, insita nelle loro parole e questo mi porta a riflettere. Ovviamente i loro sono slogan, tuttavia la cosa non riesce ugualmente a piacermi, non so perché.

    Come sempre articoli piacevoli 😉
    Un caro saluto.

    Sara

    • Qui è tutto tranquillo, immagino che i controlli siano stati aumentati solo a Roma… e immagino anche la sensazione brutta che si provi nel vedere i militari armati.
      Mi trovi d’accordo nel senso di inquietudine che provi nei confronti di Anonymous.
      Il radicalismo non va mai bene, nè da una parte, nè dall’altra.

      Come sempre, gentilissima.
      Un caro saluto a te, Sara 🙂
      Valentina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *