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AMP Stories: la replica di Google a Snapchat e Instagram

Paul Shapiro condivide la sua guida per realizzarle e seguire gli ultimi trend del content marketing

Da ora è possibile creare le proprie AMP Stories con Google

Durante la AMP Conf 2018 ad Amsterdam, Google ha annunciato il lancio di AMP Stories, un nuovo formato simile a Snapchat e Instagram che può essere implementato sulle pagine mobile, ovvero le AMP.

A differenza di Instagram e Snapchat, le AMP Stories si possono trovare come risultati di ricerca nella SERP e includono video, audio, immagini e testo in quel formato. Un piccolo gruppo di publisher, inclusi Microsoft, Wired e CNN, hanno già sperimentato il nuovo formato e per esempio Wired ha realizzato già una serie di AMP Stories che si possono  trovare online.

amp stories

Quello che ci si aspetta è che AMP Stories diventi un modo unico per interagire con i contenuti proposti da Google e per preparare il tuo CMS qui trovi un breve tutorial:

I vantaggi delle AMP Stories

Una AMP Story presenta diversi vantaggi rispetto allo stesso formato offerto da Instagram e Snapchat:

  • Lavora in sintonia con la ricerca di Google e quindi viene visualizzato sulla base dei risultati di ricerca piuttosto che della scoperta sui social;
  • E’ indipendente dalla piattaforma e può diventare un formato da pubblicare e condividere anche su Twitter o Pinterest;
  • La creazione della AMP Story è semi automatizzata a seconda del CMS utilizzato;

La base di una AMP Story è infatti, come potete immaginate, una pagina AMP HTML che si compone di tre tag principali <amp-story>, <amp-story-page>, <amp-story-grid>.

Il risultato è un nuovo formato che sembra un articolo di giornale ma racchiude diversi contenuti multimediali, rendendo decisamente più accattivante la fruizione della notizia senza rinunciare alla velocità di caricamento delle pagine AMP tradizionali. Anche la modalità di navigazione è la stessa di Snapchat e Instagram e con un click a destra si avanza mentre con uno a sinistra si torna indietro, con la possibilità di vedere sempre a che punto ci si trova.

Da ricordare che il formato è ancora in fase sperimentale e non esistono al momento ancora tool per i siti web che permettano la pubblicazione di AMP Stories, eccetto l’autorizzazione data ai partner scelti da Google per la prima fase: CNN, Wired, Cosmopolitan, Mashable, Meredith, Mic, Vox Media e The Washington Post.

Conclusioni

Ad oggi Google non ha ancora svelato come le AMP Stories si integreranno nel motore di ricerca, ma saranno sicuramente utilizzate sempre di più dalle aziende, dato che si basano su una funzione che migliora ancora di più la tecnologia AMP che oggi tutti noi conosciamo.

E voi cosa ne pensate di AMP Stories? Scrivicelo nei commenti!

 

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