Addio alle storie su LinkedIn a fine mese

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Addio alle storie su LinkedIn a fine mese: l’annuncio del brand

Le Storie rappresentano uno dei formati più famosi dei social media, soprattutto di Instagram, che ne prese spunto a sua volta da Snapchat. L’idea di contenuti che durassero 1 giorno per poi auto-eliminarsi ha avuto un enorme successo, tanto da essere replicata su tutti gli altri social: Facebook, Whatsapp, Twitter, LinkedIn hanno infatti seguito la scia delle prime due piattaforme, ma con alterne fortune. Visti gli scarsi risultati prodotti, Twitter e LinkedIn hanno deciso così di abbandonare questo formato. Il primo social a dare l’annuncio è stato Twitter, che in una nota ha informato gli utenti di aver abbondonato il formato Fleet.

Adesso tocca a LinkedIn fare altrettanto, dichiarando:

“L’anno scorso abbiamo introdotto Stories come un modo divertente e informale per condividere rapidi aggiornamenti video. Abbiamo imparato un sacco. Ora, stiamo prendendo queste conoscenze per far evolvere il formato Stories in un’esperienza video reinventata su LinkedIn che è ancora più ricca e colloquiale. Vogliamo abbracciare i media misti e gli strumenti creativi delle storie in modo coerente su tutta la nostra piattaforma, lavorando per integrarli più strettamente con la tua identità professionale”.

A seguito di queste dichiarazioni, LinkedIn ha affermato di sospendere il formato Stories a partire dal giorno 30 settembre. Come si può leggere dalla nota, la piattaforma ha abbandonato il progetto Stories per sviluppare al meglio la sua nuova idea di video, attraverso la quale riuscire ad informare i propri seguaci sulle ultime novità circa la propria attività e il proprio lavoro. Non sappiamo in che modo questo avverrà, ma dovremmo attendere, da questo punto di vista, maggiori informazioni da parte della stessa piattaforma professionale.

L’insuccesso di Fleet su Twitter e di Stories su LinkedIn dimostrano ancora una volta che non sempre replicare esattamente un formato social su un’altra piattaforma ha successo. Questo perchè ogni canale ha le sue peculiarità, la propria audience e una mission completamente diversa, alla quale adattarsi con formati pertinenti.