Marketing Sanitario su LinkedIn: come raccontare il vostro lavoro

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Marketing Sanitario su LinkedIn: come raccontare il vostro lavoro

Marketing Sanitario: le nuove best practice includono il Social Media Marketing

Cari lettori, oggi vogliamo parlarvi di una tematica molto particolare: il Marketing Sanitario. Si perché se un tempo, quando si doveva cercare il medico ideale da consultare per un problema fisico, ci si basava molto su consigli di conoscenti o di strutture ben costituite, cercando di scovare lo specialista numero uno, oggi è tutto profondamente diverso, e a dimostrarlo c’è il fatto che più della metà dei futuri pazienti inizia la propria ricerca o meglio selezione online.

Alla luce di ciò, potete ben capire quanto sia fondamentale per i professionisti crearsi una propria reputazione online, che possa essere sbirciata a dovere da chi è interessato, per poi riceverne un feedback positivo in termini di visite prenotate e reputazione aumentata. per fare ciò, lo strumento più utile e professionale è senza dubbio LinkedIn. Allora andiamo a vedere come muoversi su di esso per creare un buon social media marketing sanitario.

Doctor Marketing

Marketing con LinkedIn: come muoversi sul social

L’obiettivo, come abbiamo detto, è quello di creare un profilo che sia chiaro, ma soprattutto ben strutturato, che permetta a chiunque di testare, almeno sulla carta, l’esperienza e la caratura del professionista in questione.

Healthcare Success, nota agenzia di Healthcare Marketing, di cui già in passato vi abbiamo parlato, ha stilato una sorta di classifica degli elementi più importanti da curare quando si decide riaprire un profilo LinkedIn allo scopo di iniziare un’attività di Doctor Marketing.

Andiamo ad analizzarla:

  • Chiarezza e precisione. Come in un qualsiasi profilo social che si rispetti, laddove si decida di costituirne uno, che voi siate un medico o un social media manager, o qualsiasi altro tipo di professionista, è fondamentale che ogni informazione sia espressa in modo chiaro e preciso. Per questo vi invitiamo a ricontrollare più volte, magari con l’aiuto di qualcuno di esterno, ogni piccola info che aggiungete. Non dimenticate mai di compilare tutti i campi che vengono messi a disposizione dallo strumento, perché ognuno di essi ha un suo perché e potrebbe fare la differenza.
  • Titolo accattivante e ficcante. E’ altrettanto fondamentale nella vostra strategia di Marketing Sanitario che vi impegniate nell’indicare subito dopo il nome, il vostro titolo lavorativo, in modo che sia, anch’esso chiaro fin da subito, e che spinga immediatamente chi analizza il vostro profilo a capire di cosa vi occupate e con che grado di specializzazione, cosa che ovviamente andrà poi confermata lungo il CV che inserirete di seguito.
  • Niente Modestia. Si perché non c’è davvero tempo per questo. Siate precisi, autorevoli, completi e accurati, in fondo siete dei veri e propri professionisti.
  • Investite per foto professionali. Capiamo bene che questo potrebbe apparire come qualcosa di davvero superfluo, soprattutto dal momento che stiamo parlando di medici, le cui capacità si misurano sicuramente in base all’esperienza accumulata, e non in base alle potenzialità fotogeniche, ma vi assicuriamo che, come in tutto, purtroppo o per fortuna, la prima impressione ha ancora la sua valenza e riuscire a condividere una foto che trasmetta professionalità, autorevolezza e accuratezza può fare la differenza. Insieme alla foto principale, vi invitiamo a caricarne delle altre che ripercorrano il percorso professionale fatto, e che quindi ritraggano le strutture dove si è lavorato, il tema di lavoro e così via; ovviamente senza mai uscire dai confini della professionalità. Buttate via le vecchie foto ingiallite che avete sui vostri badge, e investite in nuove foto che possano rendere più efficace il vostro profilo.

Doctor Marketing

  • Ragionate bene su cosa interessa davvero al lettore. Ogni volta che state per inserire un corso di specializzazione sostenuto, o un premio ricevuto per la vostra brillante carriera, ricordate che lo scopo primario di quello che state facendo su LinkedIn è rispondere alle esigenze dell’utente che vi sta cercando. Quindi spendete qualche minuto in più per chiedervi come inserire queste esperienze e traguardi raggiunti e come raccontarli nel migliore dei modi.
  • Usate la sezione del Social proof. LinkedIn si basa sulla logica della conferma delle competenze proveniente dagli altri utenti che, avendo avuto esperienze di vario genere con il soggetto, decidono spontaneamente di lasciare una sorta di giudizio in termini di competenze confermate, o a volte, di vere e proprie recensioni, che danno ovviamente più valore a chi le riceve. Siate attenti quindi a chi vi circonda e se avete avuto esperienze positive con altri professionisti lasciatene traccia sul loro profilo, in modo tale da aiutare loro, che probabilmente, ricambieranno con un feedback positivo, che migliorerà la vostra posizione.
  • Aggiornate. Una volta creato il profilo il lavoro è fondamentale che il tutto venga aggiornato costantemente con nuove info.

Alla base di tutto resta sempre e ovviamente la bravura dei professionisti che siete, ma saper vendere bene ciò che fate potrebbe davvero migliorare la vostra posizione, o quantomeno vedere aumentato sulla vostra già stracolma agenda il numero di appuntamenti settimanali, e allora forza e coraggio, oltre che un augurio di una grande carriera!

2 Comments

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  1. ottimi consigli, direi che sono gli stessi che si dovrebbero utilizzare in rete più in generale.
    La questione del “cosa interessa ai tuoi clienti” è ancora poco capito dei professionisti.
    E’ il motivo per cui chiedo sempre, al fine di fare un piano editoriale corretto, di farmi fare una lista di domande frequenti che il professionista riceve nel suo ambulatorio o clinica (parlo di veterinari, cambia poco).
    bravi , si scrive sempre troppo poco in questo senso

    • Ti ringraziamo per i feedback positivi sul nostro articolo.
      Sicuramente c’è bisogno di trattare ancora questo argomento per sensibilizzare gli “addetti ai lavori” su queste tematiche che sono ancora troppo poco stigmatizzate.

      Noi della redazione di PopUp Magazine speriamo di risentirti presto!

      Noemi Campegiani

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