Marketing Sanitario, in ambito veterinario: intervista a Silvia Camnasio

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Marketing Sanitario, in ambito veterinario: intervista a Silvia Camnasio

“C’è sempre tanto da imparare! Ed io sono sempre in movimento da questo punto di vista. Devo crescere ancora molto, come tutti d’altronde”.

 

Vogliamo partire da qui oggi, dalla frase che ci ha ispirati fin dall’inizio e che abbiamo ritrovato nelle preziose parole di Silvia Camnasio, che abbiamo intervistato per parlare di Marketing Sanitario in ambito Veterinario, per capire come si possa avere il giusto successo online.

Ciao Silvia, sciogliamo il ghiaccio e raccontaci un pò di te…

Buongiorno Noemi e grazie per questa intervista. Mi chiamo Silvia Camnasio, sono un medico veterinario e mi occupo di comunicazione sul web. In realtà sono un’ esperta di cambiamenti, nel senso che nella vita ho dovuto/voluto non fermarmi mai, per scelta o per necessità.

Andiamo più a fondo: raccontaci la strada che ti ha portata fin qui oggi…

Dopo la laurea e un lavoro come libero professionista in un pronto soccorso, decido di assecondare la richiesta di mio marito di aiutarlo in una sua nuova avventura, quella di vendita di scooter. Non riuscivo ad esercitare la mia professione come avrei voluto, non volevo accontentarmi, ho deciso quindi di cambiare. Mi sono rimessa a studiare, questa volta i manuali di officina, per essere preparata alle domande tecniche dei futuri clienti.
Era il 1999 ed il web era diverso da oggi, ma comunque parto subito con le pubblicazioni on line nei siti di annunci di vendita di scooter. Nel 2014, per motivi vari, decido di cambiare la nostra presenza in rete aprendo un blog, e vari canali social.
Anche qui ricomincio a studiare e dopo “millemila” ore di lavoro riesco, senza spendere un soldo se non per un dominio ed un tema per WordPress, ad ottenere i risultati di oggi per la mia azienda. 80% di visite dai motori di ricerca, iscritti diventati clienti, provvigioni dall’affiliazione di Amazon e tante visite di qualità. (Vi invitiamo a leggere questo ulteriore articolo per capire approfonditamente come ha fatto). E siamo arrivati al 2016 quando, mi stanco ancora e decido di ricominciare. La medicina veterinaria non l’ho mai abbandonata, anche se non esercito più ovviamente, non ho mai vissuto un giorno della mia vita senza almeno un cane, ed un amico mi chiede se posso aiutarlo per la sua comunicazione. Ha un allevamento di Pastori dell’Asia Centrale. E’ la scintilla giusta. La collaborazione non nasce, ma il tutto è innescato.Vengo contattata da un illuminato proprietario di un sito di cani che cerca un autore per testi scientifici tecnici ma divulgativi, che possano quindi essere capiti da tutti, che servano ad informare in modo serio i suoi lettori, con contenuti non personali, ma con fonti bibliografiche autorevoli. Grazie a lui accresco la mia reputazione di esperto medico on-line, e conosco un collega veterinario che ha bisogno della mia collaborazione per il suo Marketing Sanitario in ambito veterinario, in rete.
Ha già un blog (che gestisce a modo suo, senza conoscerne i meccanismi –ha già fatto fin troppo-) un canale Twitter, che usa però per giocare e tre pagine Facebook, che hanno bisogno di essere gestite.
Parte la collaborazione. Assieme a Diego Ricci ed alla sua Mark.com realizzo il suo nuovo sito, responsive ed organizzato in modo corretto e lo aiuto a gestire le sue pagine, riassunto delle sue tre strutture.
Twitter diventa una parte integrante della comunicazione. In seguito vorrà usare anche LinkedIn, ma adesso non ha tempo di imparare. Da cosa nasce cosa ed un’altra struttura mi chiede lo stesso servizio.

Quindi il tuo grande primo amore rimane l’ambito veterinario. In relazione a questo cosa pensi del  Marketing Sanitario in questo campo?

A mio parere questo tipo di settore è abbastanza complicato per i professionisti della comunicazione.
Questo perché per dare contenuti utili, cioè rispondere alle domande dei tuoi futuri pazienti/clienti, bisogna dare delle risposte che non riguardano argomenti semplici.
La medicina è un argomento molto complesso che necessita di competenze specifiche difficilmente apprendibili da un non professionista, se non con molto studio.

Ecco perché apprezzo il fatto che voi con il vostro Pop-up Magazine mettete l’accento sulla necessità di fare specializzazione anche negli argomenti che un autore deve pubblicare.
E’ una mia convinzione. Non si può sapere di tutto, è come non sapere nulla. Ci sono degli argomenti che non possono essere trattati se non si hanno delle specifiche competenze, e la medicina è una di quelle.

Marketing sanitario veterinario

Da qui un ragionamento: come può un’ azienda fare comunicazione della propria realtà se non ha le competenze per farlo?

Le soluzioni sono:
1) affidarsi a dei professionisti che lo fanno per lei. In questo modo però si dipenderà sempre da qualcuno ed i risultati a volte non sono soddisfacenti perché la comunicazione non è fatta da chi vive l’azienda quotidianamente;
2) affidarsi a professionisti che formano del personale interno all’azienda e che continuino a seguirli fino a che non saranno indipendenti (è il caso di Francesco Ambrosino che, secondo me, in questo tipo di servizio è uno dei migliori).

E se parliamo di Marketing Sanitario?

La realtà dei medici veterinari è ancora diversa, perché difficilmente esistono strutture tanto grandi da poter delegare una parte del personale alla comunicazione; la maggior parte sono formate da strutture con pochissimi professionisti, sempre impegnati nel loro lavoro e che non hanno il tempo per fare altro. Per loro quindi c’è la necessità di avere qualcuno che non soltanto conosca le dinamiche della comunicazione, ma che conosca il l’argomento e che lo sappia rendere semplice e capibile al pubblico non medico.
Questa penso sia la difficoltà più grande.

Spiegaci più approfonditamente il problema legato al “linguaggio tecnico” erroneamente utilizzato nella comunicazione medicale..

I medici passano talmente tanti anni a studiare ed a parlare il “medicinese”, che quando parlano con i non medici non si accorgono che non parlano (o scrivono) in italiano, ma in “medicinese”. Anche i più attenti, anche quelli più convinti di essere chiari e semplici, ci cascano. Ti faccio un esempio. Qualche tempo fa stavo parlando del piano editoriale del mese successivo con un collega ed ero presso la sua struttura. Entra un cliente e lui comincia la visita. Dopo un po’ parlando dice :
”Questa ferita guarirà per seconda intenzione”.
La faccia un po’ preoccupata del medico (per altri motivi evidentemente, non certo per la ferita del gatto) allarma immediatamente i proprietari che si guardano con occhi sgranati, ma per timidezza non chiedono spiegazione. Il medico non ne dà e loro volgono lo sguardo verso di me.
Io sorrido loro e dico:” Nulla di male, gli verrà una crosta un po’ più grossa, ma passa tutto…” Ecco queste espressioni (guarire per seconda intenzione, ridurre una frattura, ecc ecc) per i medici, sono parte integrante di una lingua tutta loro. Ma non se ne possono rendere conto. Io oggi ho perso queste espressioni che allora venivano automatiche ed è un vantaggio a favore dell’utente che mi deve leggere.

Parlaci della strategia migliore che un medico dovrebbe seguire per fare Marketing, portandoci il tuo esempio.

Io ho la mia teoria.

L’autorevolezza, la propria immagine in rete (come nella vita reale), deve essere pulita e coerente.

Niente trucchi. Se non sai una cosa, devi avere l’umiltà per ammetterlo e passare la mano ad un professionista che ne sappia più di te. Ho scritto una guida su come scegliere il veterinario giusto (guida fatta su richiesta di molti pazienti/clienti insoddisfatti). Attraverso le risposte che cercano i clienti/pazienti bisogna trovare le domande. La mia strategia personale è basata anche sulla mia autorevolezza e presenza in rete. Grazie a questa, al fatto che non sono in concorrenza con i medici con cui collaboro, io sono in grado di consigliare le persone verso un professionista piuttosto che un altro. Sono neutrale. Le persone si fidano della mia opinione come blogger medico e mi chiedono consigli. Penso che questo tipo di servizio, sia molto simile a ciò che un medico farebbe per se stesso.
Io conosco bene la realtà dell’ambulatorio o clinica,  perché l’ho vissuta da professionista, entro poi nel merito della struttura specifica cercando di capire quali sono le specializzazioni del veterinario, non seguo più di due strutture alla volta e devono essere diverse, per localizzazione e specializzazione.
Non è semplice anche perché, a volte, mi hanno portato a rifiutare collaborazioni di colleghi che non ritenevo di voler seguire. Fondamentalmente sono una idealista. Devo credere nelle persone con cui ho a che fare.

  I miei lettori è come se fossero dei miei pazienti, se non li servo nel modo giusto, non sono contenta.

La ricerca dell’argomento, l’ottimizzazione dal punto di vista della Seo, la ricerca delle immagini, il modo di comunicare diverso a seconda del luogo in cui ci si trova, più approfondito o solo divulgativo.

Insomma contano tante cose. Ho studiato molto e mi sono avvalsa del consiglio di molti professionisti per arrivare qui. Ma c’è sempre tanto da imparare! Ed io sono sempre in movimento da questo punto di vista. Devo crescere ancora molto, come tutti d’altronde, e con me lo faranno i colleghi che sto seguendo, di questo ne sono certa.

Ti ringraziamo per questa preziosa testimonianza Silvia! Chiunque voglia intervenire e fare delle domande a questa brava e competente professionista può lasciare un commento qui, proprio sul nostro magazine!

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