Il Salento promuove il turismo sportivo in Italia con il surf

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Il Salento promuove il turismo sportivo in Italia con il surf

Turismo sportivo in Italia: il surf sulle spiagge del Salento fino alle Olimpiadi

Non si sa con certezza se furono i polinesiani oppure gli hawaiiani a praticare il surf per primi, i quali tenevano anche delle competizioni quando le onde raggiungevano dimensioni impressionanti per rendere onore alla propria tribù. Quello che si sa con certezza é che la tavola da surf accarezzerà le onde dell’Oceano Pacifico e competerà cosi ai prossimi Giochi Olimpici del 2020 di Tokyo

Direi che era ora che il surf diventasse una disciplina olimpica, visto che è praticato in oltre 500 paesi del mondo e merita lo stesso rispetto di qualsiasi altro sport. La sensazione di scivolare sull’acqua spinti solo dal movimento di una lunga parete liquida non ha eguali. Una sensazione bellissima da provare!

In Italia questa disciplina non é ancora molto sviluppata, eppure le bellissime spiagge che bagnano lo Stivale tricolore sono numerose e tra queste ritroviamo quelle del Salento, che sono adatte per cavalcare l’onda grazie soprattutto alla buona esposizione ai venti e alle correnti. 

Non per caso il turismo in Puglia continua a crescere e la costa del Salento é quella che ha registrato la quota più rilevante, sia di arrivi che di pernottamenti nella stagione 2016 e Surfinsalento.it, il primo portale di surf, windsurf, skate, kitesurf e vela del Salento, ha avviato il progetto del turismo sportivo in Italia, per incrementare i flussi turistici oltre a promuovere in Italia il surf e gli altri sport da tavola marini fuori stagione.

 

Negli anni 80’ in Italia, grazie all’eco del sogno americano, nasce la passione per la ricerca dell’onda perfetta da cavalcare, che oggi coinvolge circa 30 mila appassionati tra disciplina, rispetto per l’ambiente e business. Ne é un esempio la Versilia, che ha sviluppato un suo indotto intorno al surf da onda negli ultimi vent’anni. Nonostante questo però la Versilia sta vivendo un’involuzione direttamente proporzionale al boom del Salento, che risulta essere una meta sempre più affascinante e Surfinsalento investe parecchio in marketing e comunicazione per uno sviluppo sostenibile.

Carlo Morelli, surfista, responsabile e fondatore di Surfinsalento ha precisato che non vuole affollare tutte le line up del Salento e danneggiare così la bellissima costa del tacco, con un’onda di turisti, che mettono a rischio l’incolumità di luoghi naturali e antichi della zona, o di sdoganare il surf, ma bensì di portare quei turisti, soprattuto del nord Europa,  che amano la natura, disposti a viaggiare anche nei mesi invernali e propensi a provare nuove esperienze sportive nelle calde e ventose spiaggia del Salento.

Le strategie di marketing di Surfinsalento puntano così a ridurre il peso del mese di agosto a vantaggio dei mesi spalla e rappresentano un valore aggiuntivo per il territorio, ricco di tradizioni e cultura, rendendo il turismo sportivo un playmaker fondamentale per la crescita dei flussi turistici.

  Fonte: Surfinasalento

Dunque all’interno del prodotto turistico sportivo di Surfinsalento convergono tutte le sinergie di un’organizzazione territoriale modulata su più livelli e supportata da attori economici che collaborano e si adoperano per intercettare le aspettative dello sportivo, dell’agonista, dell’amatore e del turista moderno. Inoltre l’idea di modificare la classica vacanza al mare, trasformandola in un’occasione di svago e divertimento attivo, godibile in qualsiasi periodo dell’anno appare ancora più vincente.

Surf e turismo, questione di marketing

Inutile negarlo, nel mercato turistico c’è sempre più richiesta di vacanze sportive. Ormai sono in molti a voler combinare la propria vacanza con passioni sportive, oppure sperimentarsi in qualcosa di nuovo che li affascina ed il surf rispecchia perfettamente il miraggio del mito endless summer, visto che da settembre in poi inizia la stagione per fare del buon surf sulle coste italiane e voler praticare questa disciplina durante i periodi fuori stagione, alimentando così una ricerca di spiagge bellissime e deserte, per lanciarsi con la tavola e godere di spazi infinitamente belli.

Secondo l’Osservatorio della Borsa per il Turismo Sportivo (BTS), in Italia negli ultimi dieci anni il mercato del turismo sportivo muove un giro d’affari che oscilla tra i sei e nove miliardi di euro con una proiezione in ulteriore ascesa. Quello che fino a poco tempo fa era considerata una modesta nicchia, oggi occupa una quota considerevole nel mercato del turismo. Quindi il progetto marketing di turismo sportivo in Italia, in questo caso per sviluppare il surf in Salento, oltre a generare business e lanciare uno sport così adrenalinico, risponde alla richiesta del turista sportivo, alla ricerca di un’esperienza di viaggio che gli consenta di amplificare sia la valenza salutista, sia lo svago.

È fatto ormai assodato che il turismo sportivo in Italia generi un certo indotto economico per nulla indifferente, sopratutto per le associazioni sportive e le aziende legate allo sport in questione (tra produttori e i distributori di materiale tecnico) per le quali l’aumento della pratica sportiva legata alla domanda turistica può tradursi in un immediato riscontro positivo sui fatturati e in un’occasione di consolidamento della propria presenza sul mercato.

Conclusione

Nella terra del dittatore Kim Jong l’iniziativa di incrementare il flusso turistico nella Corea del Nord con il surf non é una minaccia, ma un’iniziativa  concreta. Ma chi ama le onde ed il surf, ama soprattutto la libertà e sappiamo tutti che il despota nordcoreano calpesta quotidianamente quella del suo popolo. Quindi credo ben poco che questo progetto possa rilanciare il turismo in un paese il cui regime giornalmente continua a macchiarsi di orrori, ma credo fermamente nel progetto di Surfinsalento, che riuscirà ad importare ancora più turisti nel Salento e magari esportare campioni che gareggeranno a Tokyo 2020.

 

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