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Fintech in Italia e strumenti digitali: intervista a Marco Lucrezi di BNL

© by BNL

Intervista al Marketing Manager Digital Bank BNL: si parla ancora di Fintech in Italia

Questa mattina abbiamo avuto il piacere di intervistare Marco Lucrezi, Marketing Manager Digital Bank presso BNL Gruppo BNP Paribas, con il quale abbiamo discusso di molti interessanti argomenti circa il settore digitale, e nello specifico di Fintech in Italia. Ringrazio anticipatamente Marco per le solerti risposte, ed il nostro collaboratore Antonio Luciano per averci supportato nelle domande.

Eccovene a voi uno scorcio.

  • Ciao Marco, presentati ai lettori di Pop Up Magazine

Mi chiamo Marco Lucrezi e mi occupo di Marketing e Acquisizione Digitale Clienti in BNL Gruppo BNP Paribas. In passato ho lavorato in altri settori come le tlc (TIM) ed il turismo (MSC Crociere) occupandomi sempre di Marketing, Comunicazione, Vendite.

  • Parlando di Fintech (Financial Technology), in quali cluster secondo te, in Italia si dovrebbe lavorare per migliorarsi: settore pagamenti, raccolta dei capitali, gestione degli investimenti?

Il settore dei pagamenti costituisce una priorità. L’impatto sui pagamenti sarà rapido. Da un recente studio di PWC emerge che un quarto del business sarà assorbito dal Fintech in meno di 5 anni.

  • Vista l’esplosione, intesa come aumento del numero di startup, in ambito Fintech, cosa ti senti di consigliare a chi volesse sviluppare un progetto digitale nel settore finanza? Su che aspetti concretamente concentrarsi?

Il 40% degli istituti finanziari cita i Big Data Analytics nei suoi piani strategici, utilizzandoli principalmente nella relazione con i clienti, ma molto poco nei prodotti finanziari. Questa sarà una delle sfide per gli startupper desiderosi di investire tempo ed energie.

  • Fintech in Italia, scenari futuri: quanto credi che il cinema abbia anticipato l’avvenire che abbiamo in serbo? Qualche esempio che si avvicina molto o addirittura conferma qualche nota visione immaginaria? A quando la scansione dell’iride o dell’impronta? Sei al corrente di qualche criticità persistente che ne ha ostacolato l’affermazione-diffusione come tecnologia altrimenti ordinaria?

Le transazioni saranno sempre più semplici. Tante applicazioni permetteranno agli utenti di muovere i loro soldi prima con pochi click e poi con i movimenti del corpo. Oggi esistono tecnologie di biometria che coinvolgono più osservazioni del comportamento umano e sono in grado di riconoscere un utente verificando la voce, il viso, le impronte digitali oppure il modo in cui digita i tasti o muove il proprio dispositivo mobile.

  • Pervasività tecnologica ovviamente immancabile nella tecnologia finanziaria fa rima con sicurezza informatica? Cosa puoi dirci a riguardo della cyber security nel mondo finanziario: possiamo stare tranquilli o i nostri risparmi sono in pericolo, visti anche i recenti attacchi degli hacker russi a siti americani?

La velocità renderà gli scambi sempre più vulnerabili e i processi di identificazione più complessi e ci sarà sempre più spazio per le tecnologie biometriche.

  • Mobile e banche: che relazione hanno instaurato in Italia e l’uso degli smartphone e delle Applicazioni. E’ stato finalmente metabolizzato o gli utenti sono ancora reticenti/resilienti all’uso? Qual é la fascia di età più sensibile al cambiamento e quella invece che risulta già perfettamente integrata?

Non c’è dubbio che in Italia il canale mobile sia in forte espansione. Il mobile banking, d’altronde, ha molto senso: i clienti possono operare sempre e dovunque. Non hanno necessità di accedere al sito web della banca o di usare il proprio computer portatile. Per questa ragione c’è stato un forte spostamento delle operazioni di banca sulle applicazioni mobile. Le giovani generazioni rappresentano la fascia d’età più sensibile al cambiamento. Tra i Millennial (cioè ventenni e trentenni) la predisposizione a utilizzare una banca solo mobile è più che doppia rispetto ai Baby Boomer (dai 50 ai 70 anni d’età), e alla Silent Generation (ultrasettantenni).

  • La digitalizzazione progressiva dei prodotti e dei servizi delle banche vedrà queste ultime scomparire dagli scenari fisici, o semplicemente muteranno in base alle nuove esigenze e tecnologie attualmente esistenti?

Si andrà affermando un modello di Agenzia fisica caratterizzato da modalità di contatto, esperienze per il Cliente e flessibilità operative diverse, per certi versi innovative, e per alcuni aspetti, rivoluzionarie rispetto al modello tradizionale.

In questa nuova logica andrà ripensato l’intero modello di servizio, nelle dotazioni, nella struttura fisica/layout; andrà ridefinito il ruolo, necessariamente diverso da quello tradizionale di solo presidio del territorio o di sola operatività transazionale. Si affermerà sempre più il ruolo del consulente della propria clientela, che trova una ragion d’essere proprio nelle motivazioni e quindi nelle tipologie di operazioni che spingono ad entrare in Filiale.

 

  • Gli italiani sono poco abituati al digitale: Nel 2014 ancora il 54% della popolazione non aveva mai fatto acquisti online ed un timido utilizzo veniva dall’utilizzo di sistemi finanziari online (il 37,4%). Sicuramente in questi anni il dato sarà un pochino cambiato e gli italiani si stanno abituando pian pianino all’uso di Internet nei propri acquisti e in relazione alle proprie finanze: quali novità ci si aspetta nei prossimi anni?

Fare stime sul futuro dell’E-Commerce non è semplice ma se ne può prevedere il trend per i prossimi anni: il consolidarsi delle abitudini di consumo e la crescente alfabetizzazione digitale aumenteranno il mercato potenziale fino al punto in cui coprirà la quasi totalità della popolazione. Gli italiani che hanno attualmente accesso ad Internet (utenti unici attivi nel mese) sono 28,7 milioni, con l’estendersi della banda larga e delle reti mobili aumenteranno ancora. Inoltre il mercato attuale presenta molti settori con ampi margini di crescita e segmenti ancora da colonizzare.

  • Nonostante questo cambiamento, bisogna dire che esiste un netto gap tra Italia ed Europa e Italia e Resto del mondo (inteso come paesi più sviluppati) circa lo sviluppo di sistemi finanziari digitali: come te lo spieghi? Come, secondo te, colmare questo gap?

I dati raccontano di un’Italia che ha fatto un grande passo in avanti sul digitale. Ma è tutta l’Europa che accelera. E se l’Italia rimane nella parte bassa della classifica europea è perchè sta pagando un gap enorme con gli altri paesi che si sono mossi prima, e meglio.

  • Infine la tecnologia allora la migliora la vita o per taluni aspetti anche indirettamente, per il momento ha creato solo complicazioni e qualche grattacapo di troppo? Del tipo il divario esistente tra l’irretire e l’accessibilità, le moderne applicazioni, avverti che l’abbiano finalmente risanato-ricucito?

Rispetto al passato il divario si sta sempre più riducendo con evidenti vantaggi. Il digitale non solo migliora la vita di un paese, ma contribuisce anche in modo determinante alla sua crescita economica.

Grazie Marco per il tuo tempo!

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